Totò Cuffaro patteggia 3 anni per corruzione, li sconterà ai servizi sociali

Farà lavori di pubblica utilità all'associazione 'Casa del Sorriso' a Monreale nel Palermitano

Salvatore Cuffaro - Fotogramma/Ipa
Salvatore Cuffaro - Fotogramma/Ipa
15 maggio 2026 | 17.24
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L'ex presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro ha patteggiato la pena a tre anni. Lo ha deciso il gup del Tribunale di Palermo Ermelinda Marfia che ha accolto la richiesta presentata nella scorsa udienza preliminare dalla difesa dell'imputato, accusato di corruzione e traffico di influenze nell'ambito dell’indagine della procura di Palermo sulla gestione illecita di un concorso bandito dall'ospedale Villa Sofia, sulle nomine dei vertici della sanità siciliana e su presunti illeciti nell'aggiudicazione di appalti. I magistrati inquirenti nella scorsa udienza hanno dato il consenso.

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Pena convertita in lavori di pubblica utilità

Totò Cuffaro farà lavori di pubblica utilità sostitutivo presso l'Associazione 'Casa del sorriso' di Monreale nel Palermitano. Cuffaro, che lascerà oggi stesso i domiciliari, presterà servizio "per non meno di sei ore e non più di 15 ore di lavoro settimanale", come prevede la sentenza. Il politico ha lasciato, quindi, gli arresti domiciliari ed è tornato un uomo libero.

Divieto di frequentare politici

La gup ha deciso che Cuffaro in questi anni non potrà frequentare politici. Nella sentenza si legge che Cuffaro ha il "divieto di frequentare soggetti che rivestono cariche politiche e/o legislative e/o amministrative, salvo trattasi di familiari o altre persone conviventi, salvo che trattasi di incontri che ineriscano allo svolgimento dei lavori di pubblica utilitrà, ovvero volti a ottenere un pubblico servizio". Pagherà, inoltre, un risarcimento da 15mila euro all'ospedale Villa Sofia e all'Asp di Siracusa. Il giudice ha poi deciso e imposto una serie di disposizioni a cui Cuffaro dovrà attenersi, come il divieto di detenere armi e di frequentare pregiudicati e persone sottoposte a misure di sicurezza, e obbligo di restare in Sicilia (gli viene, dunque, ritirato il passaporto e qualsiasi altro documento valido per l’espatrio).

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