Il legale della famiglia Petruzzi: "Non è inabile al trapianto, abbiamo chiesto un secondo parere all'ospedale Bambino Gesù di Roma". Disposto il sequestro del box con il quale i medici hanno trasportato il cuore, poi lesionato
Il bambino di due anni e tre mesi, con il cuore trapiantato danneggiato, è il primo nella lista dei riceventi compatibili per il suo gruppo sanguigno e la ricerca di un organo è in corso sia in Italia sia all'estero. Dal Centro Nazionale Trapianti spiegano che, come da prassi, se un Paese dispone di un organo non utilizzato lo mette a disposizione degli altri Stati, in un sistema di collaborazione reciproca che vale anche per l'Italia. Il piccolo si trova ora attaccato alla macchina salvavita dell'ospedale Monaldi di Napoli a causa del trapianto di cuore fallito perché l'organo arrivato da Bolzano era inutilizzabile.
Il cuore, espiantato a Bolzano a un bimbo di 4 anni, e trapiantato a un bambino di Napoli lo scorso 23 dicembre, era stato irrimediabilmente compromesso durante il trasporto a causa dell'utilizzo di ghiaccio secco. Complici le bassissime temperature l'organo è stato 'bruciato'.
La Procura di Bolzano rende noto che ieri "ha aperto un procedimento contro ignoti per violazione dell'articolo 590 sexies del Codice penale per responsabilità colposa per morte o lesioni in ambito sanitario" sulla base di "un esposto presentato da una associazione privata". La Procura bolzanina fa sapere che è in contatto con quella di Napoli "per valutare la competenza territoriale e gli ulteriori passi". A Bolzano sono attesi nei prossimi giorni anche gli ispettori.
"Ho sentito al telefono la mamma del bambino poco fa, non ci sono novità al momento, sono ore disperate" riferisce all’Adnkronos Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bimbo, precisando che "non è inabile al trapianto".
"Sono ore di probabili risvolti, in un senso o nell'altro, i valori del fegato sono in peggioramento da ieri mattina, o arriva l’organo, oppure dovremo prepararci all’infausta notizia, il bambino è in queste condizioni dal 23 dicembre", aggiunge il legale, "la mamma è al capezzale del figlio, speriamo tutti arrivi l’organo al più presto".
Petruzzi ha quindi affermato che "il bambino non è inabile al trapianto, inoltre abbiamo chiesto all'ospedale Monaldi di chiedere un secondo parere all'ospedale Bambino Gesù di Roma, credo sia normale che si sia incrinato un po' il rapporto fiduciario tra la famiglia del bambino e il Monaldi. Vuole solo la conferma che il cuore sia ancora trapiantabile, così tiriamo un sospiro di sollievo in più". Sull'eventuale parere medico all'ospedale romano, il legale della famiglia del bimbo riferisce che nel pomeriggio si incontrerà con i vertici della struttura ospedaliera.
Intanto è stato disposto il sequestro del box con il quale i medici hanno trasportato il cuore, poi lesionato, da trapiantare al piccolo della provincia di Napoli. Nell'ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Napoli, i carabinieri del Nas hanno acquisito corposa documentazione sanitaria presso l'ospedale Monaldi di Napoli e l'ospedale San Maurizio di Bolzano, ma soprattutto hanno posto sotto sequestro il contenitore, forse malfunzionante, utilizzato lo scorso 23 dicembre per il trasporto dell'organo.
Al momento sono indagate sei persone per il reato di lesioni colpose: si tratta di medici e paramedici che hanno partecipato alle operazioni necessarie per il trapianto. A due giorni dallo scorso Natale, il cuore ormai bruciato è stato impiantato su un paziente di appena due anni e 3 mesi di età che resta tuttora ricoverato in gradi condizioni all'ospedale Monaldi.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha disposto l'invio dei suoi ispettori all'ospedale Monaldi di Napoli e all'ospedale San Maurizio di Bolzano per fare luce sul caso. Al momento - apprende l'Adnkronos salute - si sta analizzando la documentazione già richiesta.
"Voglio esprimere a nome mio e della Giunta regionale della Campania la più profonda vicinanza alla famiglia del bambino ricoverato al Monaldi. Sono ore di grande apprensione e sofferenza. È una vicenda gravissima e dolorosissima su cui andrà fatta piena luce. In considerazione dell’estrema gravità del quadro che è andato emergendo, ho disposto l’attivazione dei poteri ispettivi e conoscitivi previsti in capo alla Direzione generale per la tutela della Salute della Regione Campania. Occorre fare totale e assoluta chiarezza su ciò che è successo e accertare ogni responsabilità. Con massima trasparenza e determinazione". Così, in una nota, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico.