Il libro, che uscirà con Vallecchi il 29 maggio, sarà presentato lunedì 15 giugno alle 18 al MaXXI di Roma
Un racconto di dubbi e opportunità. Storie vere che si confrontano con le radici, con l'idea di liberarsene per poi ritornare ma anche con la necessità di fondersi con altre culture. Vicende che si sviluppano sullo sfondo di un'isola, Lampedusa, crocevia di destini e approdo per tanti disperati che toccano le sue sponde. Ma anche luogo dal quale si vuole andare via a caccia di un nuovo destino e in cui, magari, si desidera tornare o restare. E' tutto questo 'Chi resta mentre il mondo scappa. Storie di confini e sopravvivenza', il nuovo romanzo - tratto da due storie vere - della giornalista Daniela Tagliafico pubblicato da Vallecchi Editore e in libreria da venerdì 29 maggio.
Al centro della trama ci sono due personaggi: Mara, una barista dell'isola che sogna di fare il vigile del fuoco lontana da Lampedusa, ma che poi è trattenuta dal richiamo delle sue radici; e Sandro, un poliziotto romano abituato ad affrontare gli ultras del calcio, la cui vita cambia quando conosce un 'vu cumprà'. Persone che, da punti di vista diversi, si misurano con problemi legati all'immigrazione, ai confini da superare e al desiderio di partire o restare. Cosa lascia nelle nostre coscienze il tema dell'emigrazione? "Fondamentalmente restano molte domande", risponde Tagliafico parlando con l'AdnKronos. "La mia barista, ad esempio, ha tante domande. E' a Lampedusa ma sogna di fare il vigile del fuoco e aspetta di essere chiamata a Roma per l'ultimo esame". Ma, in una settimana invernale del Natale 2023, segnata da un'ondata di maltempo che taglia i ponti tra Lampedusa e il mondo - periodo in cui l'autrice è stata sull'isola per lavorare al libro - la ragazza raccoglie le tante storie di chi lavora intorno all'hotspot di Lampedusa. Persone che fanno parte della Guardia Costiera, poliziotti o chi lavora nella Croce Rossa. Più raccoglie storie e più in realtà ha dei dubbi. In fondo, sono i dubbi di chi resta", osserva Tagliafico, per molti anni vicediretrice del Tg1 che prosegue: "Il poliziotto è un agente abituato a trattare con gli ultras, ma la sua vita cambia perché diventa amico di un 'vu cumprà', uno che vende collanine sotto casa sua. Alla fine lo aiuta, offrendogli una opportunità: gli regala 15mila euro per aiutarlo a realizzare il suo sogno, quello di aprire una boulangerie nel suo paese d'origine. Un poliziotto che dà un'opportunità a un altro uomo, è per me la metafora di un altro modo di restare, trovando quella che sarebbe teoricamente la terza via: integrare con le regole". La morale, secondo Tagliafico, è che di fronte al tema dell'immigrazione "non ci sono certezze, è una strada tutta da costruire e noi non l'abbiamo costruita". Il punto è "usare i dubbi per trovare una strada condivisa che non sia solo una sterile polemica politica tra maggioranza e opposizione".
La giornalista e autrice ha scelto dunque di puntare l’attenzione su storie di italiani. Oltre alle vicende dei due protagonisti principali, emergono anche quelle dei poliziotti della scientifica che lavorano all’hotspot di Lampedusa, della proprietaria dell’agenzia di pompe funebri che deve preparare una bara bianca per un neonato morto in mare, nudo, e corre a casa a prendere la tutina di sua figlia per poterlo rivestire, il parroco di Ventimiglia che soccorre i clandestini che cercano di attraversare il Passo della Morte che porta in Francia. Tagliafico ha trascorso un periodo in due luoghi simbolo dove il fenomeno dell'immigrazione è drammatico: Ventimiglia col suo Passo della Morte dove si infrangono molte vite di disperati, e Lampedusa. Il romanzo sarà presentato lunedì 15 giugno alle 18 presso il Maxxi Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma (Sala Carlo Scarpa) con la partecipazione del cardinale Baldassare Reina, vicario del Papa per la Diocesi di Roma, Roberto Massucci, questore di Roma e Roberto Zaccaria, costituzionalista e presidente del Consiglio Italiano per i Rifugiati, intervistati dal Vaticanista Fabio Zavattaro.