Roberto Gagnor: "Licenziato da Topolino dopo 23 anni, un'impresa creativa non può dipendere da hater"

Lo sceneggiatore non collaborerà più con la rivista dopo alcuni suoi commenti ad alcune critiche web

Lo sceneggiatore Roberto Gagnor
Lo sceneggiatore Roberto Gagnor
04 giugno 2026 | 17.30
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"La prossima volta che un autore avrà un’idea diversa dagli utenti del web o dagli hater, non avrà nessuno a difenderlo. E questo è molto grave, perché significa mancare di rispetto e di tutela agli autori". Così all’Adnkronos Roberto Gagnor, licenziato da Topolino dopo 23 anni e oltre 300 storie, commenta la decisione della direzione, arrivata dopo un "post ironico" pubblicato dallo sceneggiatore torinese "su una piccola frangia di fan molto esagitati di 'Pk' - la versione supereroistica di Paperinik - quelli per cui non va mai bene niente e che considerano terribile qualsiasi novità". Poi, racconta, "nel forum 'Papersera' si è scatenato il finimondo: c’era chi minacciava di disdire l’abbonamento, chi chiedeva che venissi punito o allontanato". "Se i lettori ti attaccano e chiedono la tua testa, forse non sono proprio lettori: forse sono hater. E allora bisogna decidere a chi dare ragione: ai due o tre hater o agli altri lettori". Alla fine ammette "mi sono inalberato anch’io e ho scritto che erano irrilevanti e che dovevano crescere, continuo a pensarlo. Spesso si crea un rapporto malsano". Il problema, sottolinea lo sceneggiatore, è che, "nonostante siano una minoranza, possono diventare pericolosi per noi autori". Gagnor distingue infatti tra la comunità dei fan e la minoranza che ha alimentato la polemica: "La maggior parte dei fan di Topolino sono bravissimi, anche quando criticano. Ma qui parliamo di hater".

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La reazione di Gagnor ai commenti non è però piaciuta al direttore di 'Topolino' Alex Bertani che, in una nota inviata a 'Fumettologica', ha spiegato il motivo del licenziamento: "Posso passare sopra ad altro, ma su una cosa non transigo: i lettori vanno rispettati. A prescindere. Perché viviamo in un Paese libero, dove se acquisti un magazine hai tutto il diritto di commentare, dissentire e criticare. Anche aspramente", si legge in una dichiarazione del Il direttore ha scelto così di "dare ascolto a loro invece che a me". Ma per Gagnor "un’impresa creativa non può dipendere dal giudizio di una minoranza di fan".

Lo sceneggiatore racconta di aver ricevuto la comunicazione "da un esponente della redazione", seguita poi da "una mail del direttore in cui ribadiva gli stessi concetti espressi a Fumettologica". Una scelta che per lui "rappresenta molto più di una frattura personale": "Ho imparato a leggere con Topolino, ho conosciuto mia moglie grazie a Topolino. Per me è stato un sogno realizzato: volevo fare questo da bambino e ci sono riuscito". Quel sogno si è interrotto bruscamente. La ferita più profonda, oltre alla fine del rapporto professionale, è il precedente che si crea: "Il direttore, che dovrebbe difendere gli autori, non mi ha difeso. La prossima volta che un autore proverà qualcosa di diverso e verrà attaccato, non avrà nessuno a proteggerlo". Un rischio aggravato dal fatto che "noi autori siamo tutti freelance, precari. Possiamo essere mandati a casa in qualunque momento".

Nonostante tutto, Gagnor non si ferma. È appena uscito il suo primo romanzo, 'Giorgio Furia e il mare in vacanza' (HarperCollins): "È un giallo comico, qualcosa di molto diverso da ciò che ho sempre scritto. Io vengo dal mondo Disney, da storie pensate per bambini e ragazzi: questo invece è un romanzo per adulti". Il protagonista "è uno scrittore che ha pubblicato un solo libro, venduto pochissimo, ma continua a girare l’Italia facendo presentazioni a cui non va nessuno" perché, in realtà, "è un killer, un giustiziere che elimina solo chi, secondo lui, se lo merita. È un antieroe romantico, pasticcione, uno che si infila nei guai. Durante uno di questi incarichi finisce in un paesino e lì ritrova un vecchio amore". Un romanzo "pieno di ironia e azione", dice, "che mi sono divertito moltissimo a scrivere". Intanto prosegue il suo lavoro nel fumetto e nell’animazione: "Ho diversi altri progetti. Da anni collaboro con la Protezione Civile a 'L’attimo decisivo', un fumetto gratuito distribuito in tutte le scuole italiane, dedicato alla prevenzione e all’importanza della consapevolezza. È un progetto a cui tengo molto e su cui continuiamo a lavorare". E aggiunge: "Scrivo altri cartoni animati. Il mio lavoro va avanti: Topolino era una parte del mio percorso, ma per fortuna ho sempre fatto anche altro". E alla domanda se un giorno potrebbe tornare a casa di Topolino, risponde senza chiudere del tutto la porta: "Mi piacerebbe molto, prima o poi. Ma adesso no, sicuramente no", conclude.

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