Dal memoir su Dacia Maraini ad Alessandro D'Avenia, le novità in libreria

Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos

Dal memoir su Dacia Maraini ad Alessandro D'Avenia, le novità in libreria
Segui Adnkronos su Google
07 novembre 2026 | 12.36
LETTURA: 13 minuti

Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos.

E' in libreria 'Agro e dolce', il volume che Rizzoli dedica a Dacia Marini per i 90 anni della scrittrice che cadranno il 13 novembre. Con le sue parole Dacia Maraini ha creato storie e personaggi indimenticabili: lo ha fatto invitandoli a casa sua, offrendo loro un tè, un posto sul divano e poi un letto per passare la notte. Ma la storia più straordinaria è senza dubbio quella della sua vita: un viaggio unico che ripercorriamo in queste pagine attraverso il racconto di Paolo Di Paolo, che si intreccia con le opere e gli scatti più belli dell’archivio privato della scrittrice.

Si compone così un album di ricordi intimo ed emozionante, in cui Dacia Maraini si rivela anche fotografa talentuosa, capace di fermare in immagini la bellezza del mondo. Sfogliandolo, facciamo amicizia con la bambina dalle radici siciliane “nata viaggiando”, figlia dell’antropologo Fosco Maraini e della pittrice Topazia Alliata. La vediamo affrontare l’internamento e la fame nei campi di prigionia in Giappone, innamorarsi dei libri, diventare ragazza e donna; la seguiamo poi nei suoi viaggi leggendari in Africa e in Oriente, con compagni di strada indimenticabili come Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini e Maria Callas; la scopriamo lottare per i diritti delle donne, portare il teatro per le strade e nelle borgate, e ancora lavorare, instancabile, nelle carceri, nei manicomi, nel cinema; conosciamo i suoi amori, i suoi amici, e la sua passione per gli animali; e infine incontriamo la scrittrice pluripremiata e tradotta in tutto il mondo. 'Agro e dolce' ricompone l’irripetibile avventura umana di una donna che ha attraversato il Novecento con forza gentile mai disgiunta dall’impegno, restituendoci un’esistenza luminosa e percorsa da un desiderio inesausto di giustizia e libertà. Con una postfazione di Serafino Amato.

'Dove finiscono gli anni' (Mondadori) di Alessandro D'Avenia

Alessandro D'Avenia torna in libreria con 'Dove finiscono gli anni', pubblicato da Mondadori. Anni Novanta: il diciassettenne Leone Pardi naviga a vista nella terra di nessuno del quarto anno di liceo, equidistante dal brivido di novità di inizio triennio e dal timore della maturità incombente. A distrarlo dalla noia dell’anno scolastico appena iniziato – e a consolarlo dalla forzata separazione dal bellissimo mare di Calimena, il suo elemento naturale – ci sono le scritte nei bagni dei maschi, che si diletta a catalogare con ferreo criterio filologico, perché passioni e affanni dei suoi compagni di prigionia contengono più verità di quelle dispensate in classe da professori anelanti la pensione… Finché un giorno proprio una di queste scritte lo costringe a mettersi sulle tracce di un mistero.

Indizio dopo indizio, Leo, detective improvvisato e donchisciottesco, si trova a indagare su un duplice giallo: scoprire cosa è accaduto a una compagna di scuola lo conduce infatti a scoprire se stesso e ad affrontare la sua più grande paura, dover diventare grande in un mondo di adulti delusi da loro stessi e dalla vita. In questa ricerca è fondamentale il sostegno degli amici, che insieme a lui formano il gruppo dei Casi Umani: Levimontalcini, la ragazza più intelligente della scuola; Mercurio, uno scapestrato con lo skateboard sempre sottobraccio; Spinoza, il cui aspetto dimesso nasconde sorprendenti risorse. A guidare il protagonista ci sono poi le parole, quelle sui muri del bagno e quelle dentro i libri, uno specchio in cui guardarsi fin dentro l’anima nell’età in cui lo specchio è il peggior nemico. Per questo gli piace crearne di nuove, accostando vocaboli a prima vista distanti per dare forma a concetti che altrimenti rischierebbero di non essere pensati, a emozioni che rimarrebbero non provate. Tanto più quando nei corridoi di scuola si innamora per la prima volta.

Nel corso di un anno scolastico, Leone scoprirà di sé e del mondo tutto ciò che occorre per vivere, salvo poi lasciarselo strappare via proprio da ciò che più avversava: il conformismo dell’età adulta e l’inesorabile scorrere del tempo. Una voce fresca, un ritmo serrato, un romanzo pieno di vita: dall’esperienza fondativa, informe e avventurosa dell’adolescenza fino al tempo stabilizzato e ripetitivo, ma non meno inquieto, dell’età adulta. Stagioni della vita in apparenza lontane, soprattutto se vissute tra la fisicità dell’analogico e l’incorporeità del digitale, ma tenute insieme da una sola verità: vivere è crescere senza tradirsi perché “la verità è una fedeltà in movimento, come il mare”.

'Tremare' (La Nave di Teseo) di Paolo Di Paolo

Paolo Di Paolo è sugli scaffali con 'Tremare', pubblicato da La Nave di Teseo. Quando ti senti al centro del mondo. Quando soffri perché il mondo ti ignora. Quando vedi un sogno a portata di mano. Quando la paura di fallire si impossessa di te. Quando la felicità di esprimersi somiglia a un miracolo. Quando pensi di dover essere più razionale. Quando vorresti esserlo meno, fino a perdere il controllo. C’è, nell’interiorità di chiunque, una disputa tra ragione e sentimento. E c’è stato un tempo in cui questo conflitto bruciava così forte nell’aria, nelle teste e nei cuori, da segnare il destino di tutti.

È l’ultima estate del Settecento, in una piccola città sulle rive di un fiume, dove tutti scrivono, parlano di filosofia, fumano, bevono. Fuori da un teatro, un acceso confronto di opinioni fra due giovani fa nascere un’amicizia imprevista. Intensa come può esserlo a vent’anni. Zimmer e de Marville condividono entusiasmi e paure, immersi in un mondo che sembra lontano, ma è molto simile al nostro, un passaggio d’epoca che cancella le certezze. All’improvviso Zimmer fa perdere le sue tracce. De Marville lo cerca, convinto di essere il responsabile di quella sparizione. Due secoli dopo, nel nostro presente, il narratore racconta quell’estate folgorante a una lettrice speciale. Le consegna questa storia come una favola adulta sulla giovinezza, sul desiderio, sul fallimento. Tra le pagine, si svela e lascia affiorare un autoritratto involontario: un romantico mascherato da illuminista, un essere umano ossessionato dal bisogno di scrivere. Soprattutto, un padre che solo così riesce a raccontarsi a sua figlia.

'Maite' (Guanda) di Fernando Aramburu

Guanda manda in libreria 'Maite', l'ultima opera dello scrittore spagnolo Fernando Aramburu. San Sebastián, luglio del 1997. Maite è felice di rivedere dopo tanti anni la sorella maggiore, Elene, che ormai ha una sua famiglia negli Stati Uniti ed è tornata in città per stare al fianco della madre, che si sta riprendendo da un ictus. Sono giorni drammatici per i Paesi Baschi, giorni destinati a restare impressi a fuoco nella memoria collettiva, segnati dal rapimento del consigliere comunale Miguel Ángel Blanco da parte dell’Eta, che suscita commozione in tutta la Spagna. Mentre Elene esprime un attaccamento incondizionato alla sua terra e alla sua lingua che è stato rafforzato dalla lontananza, Maite, animo buono e sensibile, è profondamente scossa dai fatti di cronaca e segue con ansia le notizie alla radio, sentendosi sempre più estranea al clima di violenza che la circonda. Nei pochi giorni che trascorrono insieme, tra confidenze e reticenze le due sorelle si ritrovano al tempo stesso diverse e più unite che mai. L’esistenza di Elene assume contorni ben diversi dall’idillio che lei stessa raccontava; e anche Maite, apparentemente serena nella sua vita coniugale, è costretta a uscire dalla sua bolla di candore per aprire gli occhi su una verità dolorosa. Con la precisione che lo caratterizza e una tensione narrativa che cresce pagina dopo pagina, Fernando Aramburu costruisce un romanzo denso e coinvolgente, in cui una protagonista memorabile ci contagia con la sua gentilezza e fiducia nella vita.

Fernando Aramburu, nato a San Sebastián nel 1959, ha studiato Filologia ispanica all’Università di Saragozza e negli anni Novanta si è trasferito in Germania. Il suo romanzo Patria, grande successo di critica e di pubblico in Spagna, vincitore del Premio de la Crítica, tradotto in 34 lingue, è stato pubblicato nel 2017 da Guanda e ha avuto anche in Italia una straordinaria accoglienza, vincendo il Premio Strega Europeo e il Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Sempre per Guanda sono usciti gli altri suoi libri: 'Anni lenti', 'Dopo le fiamme', 'Mariluz e le sue strane avventure', 'Il rumore di quest’epoca', 'I rondoni', 'Figli della favola', 'Il bambino', 'Ultima notte da poveri', 'Maite'.

'Le stanze dello scirocco' (Einaudi) di Cristina Cassar Scalia

Uscirà il 10 novembre con Einaudi 'Le stanze dello scirocco' di Cristina Cassar Scalia. Siamo alla fine degli anni Sessanta. Il mondo è in subbuglio e una giovane donna comincia una nuova vita in Sicilia. È coraggiosa, appassionata, non si separa mai dalla macchina fotografica con cui mette a fuoco sia la luce sia le ombre che la circondano. Ma il suo entusiasmo crea scompiglio, sfida silenzi e consuetudini radicate, riapre antiche ferite in una società arroccata su sé stessa. Una fortezza che mostra le prime crepe. Saga familiare, storia d’amore, Le stanze dello scirocco è un romanzo di aspirazioni e di decadenza dove risuonano gli echi della grande tradizione letteraria siciliana.

Dopo molti anni trascorsi tra il Nord e la Capitale il notaio Enzo Saglimbeni, scampato a un infarto, decide di tornare a vivere con la famiglia a Montuoro, il paese della Sicilia dove è nato. Per la figlia Vicki, studentessa di Architettura e femminista convinta, non è facile adattarsi alla realtà di provincia, popolata da vicini bigotti e parenti sempre pronti a giudicare. Tra loro c’è la zia Rosetta, all’apparenza zitella devota, che invece nasconde un segreto custodito fedelmente per oltre vent’anni. A poco a poco Vicki sembra trovare un equilibrio: gli amici d’infanzia sono il suo conforto; la fotografia la sua vocazione; l’università occupata, a Palermo, il suo rifugio. Ma a toglierle ogni certezza è l’incontro con Diego Ranieri, un uomo tanto affascinante quanto sfuggente, il cui passato è segnato da una vicenda che nessuno vuole ricordare.

'Vita e scrittura' (Gramma Feltrinelli) di Eshkol Nevo

Scrigno irrinunciabile, ricco di infiniti gioielli – aneddoti, vicende reali, idee – per chiunque voglia addentrarsi nell’opera dell’autore di 'Legami' e de 'La Simmetria dei desideri', 'Vita e scrittura' - in libreria dal 10 novembre con Gramma Feltrinelli - svela le pietre miliari sulle quali Eshkol Nevo ha edificato il suo edificio narrativo, fatto di storie uniche e sorprendenti e personaggi memorabili che rendono anche queste pagine una vera e propria raccolta di racconti.

Come è scritto nella prefazione, il testo non è un manuale di istruzioni, ma un libro vivo che nasce dal “bisogno urgente, bruciante, di esprimere qualcosa di interiore”. Nevo, tuttavia, non si limita a esporre ciò che anima il desiderio di scrivere. Non esita, infatti, a indicare qual è il segreto dell’arte di scrivere, la forza capace di dar vita a dei personaggi dal “fascino oscuro”, in grado di conquistare un posto nell’immaginario collettivo, al pari dei protagonisti che popolano le storie della grande letteratura. Immaginare Zorba il greco, il personaggio di Nikos Kazantzakis, ballare come solo lui è capace di fare, oppure Madame Rosa, la protagonista della 'Vita davanti a sé' di Romain Gary, trasportata da un gruppo di omoni stremati dal suo peso dal sesto piano fino all’ambulanza che l’aspetta in strada; lasciare, insomma, che la forza dell’immaginazione faccia il suo corso è il primo passo per realizzare il compito proprio della scrittura letteraria: restituire attraverso la descrizione di gesti, modi, comportamenti ineguagliabili l’unicità di una singola esistenza, di una singola esperienza di vita. Essere uno scrittore, come del resto essere un lettore, non è altro, infatti, che “ostinarsi a considerare ogni essere umano un fenomeno irripetibile”.

'Musa ribelle' (Neri Pozza) di Carla Maria Russo

Sarà in libreria dal 24 novembre con Neri Pozza 'Musa ribelle' di Carla Maria Russo. Roma, 1637. Il volto della donna è luminoso, le chiome allentate, le labbra schiuse, come la camiciola sul petto pieno, un’espressione di abbandono sul viso. Nello studio di Gian Lorenzo Bernini, quella scultura si distingue da tutte le altre: non c’è un committente, non è nata per accrescere la fama del suo artefice.

È il frutto di un legame privato, d'amore per Costanza Piccolomini, la giovane donna che lo ha sedotto e gli ha invaso ogni pensiero. Bernini non è nuovo alla passione, né agli eccessi. Fin dall’infanzia a Napoli, nei Quartieri Spagnoli, quando girava armato di coltello ma poteva trascorrere un giorno intero ad ammirare il mare in tempesta. Adora tutto ciò che è estremo, fuori misura, mostruoso perfino, pur che scateni in lui un’emozione. È per questo che papi e porporati sono ai suoi piedi e si contendono il suo favore: le opere di Bernini non sono di marmo, bruciano, palpitano di vita. Tutti vogliono quelle sculture così lontane da ciò che l’arte fin lì conosciuta ha prodotto. Costanza però ha qualcosa che lo attrae come mai nessuna prima di lei.

È viva, curiosa di quell’universo che in quanto donna di modesta condizione le è precluso, tenacemente legata alla propria indipendenza, sensuale eppure non disposta ad annullarsi neanche per l’uomo che potrebbe regalarle un destino dorato, eternare il suo nome nei secoli. Lui è abituato a un mondo che si arrende al suo talento e alla sua forza, come la pietra obbedisce alle sue mani. Lei è ambiziosa e ribelle, ha sogni che nessun legame può contenere. Amore, possesso, libertà e violenza trascinano il genio e la sua musa verso l’inevitabile, attori di una tragedia che il tempo non consuma.

'Vespasiano' (Laterza) di Andrea Carandini

Arriva con Laterza 'Vespasiano', l'ultimo libro dell'archeologo Andrea Carandini. Al centro del saggio, la storia dell’uomo che salvò Roma nell’ora della sua crisi più grave. Ovvero la storia del migliore imperatore dopo Augusto. L’anno 69 d.C. è uno degli snodi più drammatici della storia antica: quattro imperatori in dodici mesi, guerre civili, rivolte nelle Gallie e in Giudea, il Campidoglio in fiamme, le casse dell’impero vuote. Da questo caos emerge Tito Flavio Vespasiano, uomo di modesta origine sabina, militare pragmatico, privo di ogni divina pretesa, eppure destinato a diventare il miglior imperatore dopo Augusto. È lui a spegnere l’incendio, a rimettere in ordine i conti pubblici, a restituire ai Romani quello spazio urbano che Nerone aveva loro sottratto con la sfrenata domus Aurea: sul lago artificiale del ‘re crudele’ sorgerà il Colosseo.

Vespasiano, con gesto senza precedenti, accolse a palazzo i rotoli del Pentateuco e le spoglie del tempio di Gerusalemme distrutta dal figlio Tito nel 70. Per la prima volta nella storia di Roma, il Dio del monoteismo giudaico, Jahvè, trovava spazio nel palazzo degli imperatori. Principe clemente nell’assolutismo e dirigista nell’amministrazione, Vespasiano salvò sì l’impero ma rifondando una dinastia, quella dei Flavi. Solo la sua estinzione consentì la successiva ‘epoca d’oro’ tra Nerva e Marco Aurelio, unica al mondo. Carandini racconta questi eventi con la maestria narrativa e la profondità che i lettori ben conoscono: la storia antica comparata al tempo presente e le grandi crisi come punto di vista privilegiato sulle civiltà.

'Il padre della pioggia' (Fazi) di Lily King

E' sugli scaffali con Fazi 'Il padre della pioggia' di Lily King. Quando i suoi genitori si separano, Daley Amory, undici anni, si ritrova catapultata in un mondo fatto di rivalità, eccessi e manipolazioni. Incapace di scegliere da che parte stare, si muove con cautela lungo la linea che separa due stili di vita ormai incompatibili: tanto la madre è generosa, liberale e socialmente impegnata, quanto il padre è irascibile, conservatore e attratto dall’alcol. Ma quando la presenza rassicurante della moglie viene meno, l’uomo si abbandona ai suoi impulsi più bassi e, nonostante lo ami ancora profondamente, la figlia preferisce allontanarsi da lui. Diventando adulta, Daley rifiuta in maniera convinta la cultura che ha alimentato le fobie e i vizi di suo padre, e cerca di vivere al di fuori della sua influenza. Finché lui non tocca il fondo.

Forse è l’ultima occasione per tentare di liberarlo da decenni di dipendenza, ma Daley dovrà decidere se la possibilità di recuperare il rapporto con lui valga il rischio di perdere ciò che più le sta a cuore: non solo i suoi sogni professionali, ma anche l’amore della sua vita, Jonathan, che rappresenta gran parte di ciò che il padre sostiene di odiare e che le ha dato tutto quello che lui non è stato mai capace di darle. 'Il padre della pioggia', terzo romanzo di Lily King finora inedito in Italia, è il racconto magistrale dell’ostinata lealtà di una donna verso il proprio padre: un affascinante viaggio nella complessità emotiva di quel gorgo magnetico e mutevole che può essere la famiglia. Quest’edizione contiene una lettera dell’autrice alle lettrici e ai lettori italiani (a cura di Carlo Roma).

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza