Con 151 voti favorevoli, 106 contrari e 3 astenuti, l’Aula della Camera ha approvato il Decreto Consultazioni Elettorali (Dl 196/2025), che ora passa al Senato per la seconda fase dell’esame parlamentare. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre 2025 ed entrato in vigore il giorno successivo, contiene una serie di disposizioni urgenti per disciplinare le consultazioni elettorali e referendarie previste nel 2026. Il testo stabilisce che le operazioni di voto si svolgeranno in due giornate distinte, una misura pensata per favorire una maggiore partecipazione e gestire in modo più ordinato l’eventuale sovrapposizione di più consultazioni. Gli elettori saranno chiamati alle urne domenica 22 marzo, dalle 7 alle 23, e lunedì 23 marzo, dalle 7 alle 15, riprendendo il modello già adottato in passato per consultazioni ad alta affluenza. La scelta delle due giornate è stata confermata anche dal Governo nel successivo coordinamento delle date elettorali. A fronte del prolungamento delle operazioni di voto, il decreto dispone un incremento del 15% degli onorari fissi forfettari spettanti ai componenti dei seggi elettorali. Tale aumento tiene conto del maggiore impegno richiesto a presidenti, scrutatori e segretari, e si aggiunge alle maggiorazioni già previste dalla normativa vigente in caso di svolgimento contestuale di più consultazioni. Con l’approvazione della Camera, il provvedimento entra ora nella fase decisiva presso il Senato, che dovrà approvarlo entro la scadenza prevista per la conversione in legge.