La Borsa di Taiwan scala la classifica mondiale grazie al gruppo, che paradossalmente preoccupa gli investitori
A gennaio scorso Taiwan ha superato la Francia nella classifica dei maggiori mercati azionari al mondo. Poi è toccato a Regno Unito, Canada, India. Oggi è quinto a livello globale. Ed è merito di un’azienda sola. Si tratta di Tsmc, che ora paradossalmente ha dovuto rassicurare gli investitori sulla propria competitività nella produzione di chip di nuova generazione: una gara spinta a ritmi vertiginosi dall’intelligenza artificiale.
Nell’ultima assemblea degli azionisti il Ceo C.C. Wei ha dovuto rassicurare che Taiwan Semiconductor Manufacturing non sta rimanendo indietro. Il dubbio degli investitori si intreccia con una tecnologia tutta europea: quella di Asml, gioiello olandese che di fatto è l’unico produttore mondiale di macchinari litografici (che usano la luce per incidere i wafer di silicio) per la produzione di chip moderni. Recentemente ne ha presentato uno nuovo, con tecnologia ‘High-NA EUV’ e ad aprile è stato riportato che proprio Tsmc non lo avrebbe momentaneamente utilizzato (con un impatto sullo stesso titolo dell’azienda europea). Il motivo sarebbe il costo: ogni macchinario ha un cartellino che può arrivare a 400 milioni di dollari, ha riferito il Wall Street Journal. Altri concorrenti di Tsmc, come Intel, hanno invece scelto di usarli: da qui le preoccupazioni sulla competitività del gigante asiatico. Tra i rivali c’è anche Huawei, alla ricerca di innovazioni tecnologiche che permettano di colmare il gap con la stessa Tsmc.
Wei ha chiarito che i macchinari di Asml sono stati già acquistati, ma che ora sono in corso attività di ricerca e sviluppo per capire come abbassare i costi di produzione. “Semplicemente, non sono ancora stati implementati per la nostra produzione di massa su larga scala”, ha affermato, non rivelando però quante unità siano state acquistate e specificando che i macchinari verranno usati quando potranno avranno un senso economicamente. Tsmc, ha detto il Ceo, può confidare sul fatto che la domanda per chip spinta dall’Ai supererà l’offerta per parecchio tempo. E poi c’è tutto il resto: Tsmc vale circa il 42% dell’intero indice taiwanese, ha guadagnato più del 40% in Borsa da inizio anno al netto delle ultime perdite ed è il primo titolo non americano per capitalizzazione. Oltretutto gode di una regolamentazione speciale dell’autorità finanziaria locale: il limite di concentrazione consentito ai fondi taiwanesi è stato aumentato al 25% per i titoli che rappresentano oltre il 10% dell’indice. Ovvero, solo Tsmc. Che per Taiwan è una ricchezza enorme. E un rischio altrettanto enorme, se la corsa all’Ai subisse qualche intoppo. (di Alessandro Pulcini)