Caso Roggero, difesa gioielliere chiede anche a Sorveglianza Milano di differire la pena

La Sorveglianza di Torino aveva dichiarato la propria incompetenza territoriale sull'istanza di differimento e trasmesso gli atti a Milano. Anm: "Toghe minacciate dopo sentenza, clima pesante"

Mario Roggero - (Ipa)
Mario Roggero - (Ipa)
21 luglio 2026 | 13.00
LETTURA: 2 minuti

La difesa di Mario Roggero ha presentato istanza anche al tribunale di Sorveglianza di Milano per chiedere il differimento della pena del gioielliere, in attesa della definizione della domanda di grazia, già presentata dalla moglie del gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori in fuga dal suo negozio e averne ferito un terzo. Lo apprende l'Adnkronos da fonti legali.

Ieri la Sorveglianza di Torino, a cui si era rivolta la difesa del gioielliere venerdì mattina, poche ore prima che Roggero si costituisse nel carcere di Bollate (Mi), ha dichiarato la propria incompetenza territoriale sull'istanza di differimento e trasmesso gli atti a Milano, che oggi li ha 'rispediti' al mittente, dal momento che l'istanza era stata presentata quando il 72enne era ancora libero.

"Hanno aperto un fronte di competenza tra uffici, mentre sullo sfondo c'è una persona che aspetta una decisione", commenta all'Adnkronos il legale di Roggero, Stefano Marcolini. L'avvocato lunedì sera, dopo che il Tribunale di Torino ha comunicato il trasferimento degli atti a Milano, ha inviato una Pec ai magistrati meneghini, reiterando l'istanza "urgente" e "insistendo" perché venga accolta.

Anm: "Toghe minacciate dopo sentenza, clima pesante"

"Dopo la sentenza sul caso Roggero ai magistrati sono arrivate minacce, insulti e messaggi d’odio in un clima in cui vengono attaccati per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato sull’omicidio e sulla legittima difesa. Siamo al fianco dei colleghi piemontesi che hanno emesso le sentenze di primo e secondo grado, così come di quelli della Corte di cassazione che le hanno confermate”. Lo afferma la giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati dopo gli attacchi di questi giorni.

“Ribadiamo che, da parte di chi ricopre incarichi istituzionali, servirebbe maggiore responsabilità e cura nell’utilizzo delle parole. Il clima che si crea nei confronti di chi applica la legge dovrebbe essere differente - prosegue - La critica è legittima, ma alimentare una narrazione che individui nei magistrati il bersaglio da colpire significa contribuire a un clima che può degenerare in odio e intimidazione. Un clima di pesante delegittimazione denunciato anche nel recente report della Commissione europea. Ci auguriamo per il futuro maggiore attenzione a tutela delle stesse fondamenta dallo Stato di diritto".

Leggi anche
Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza