AI, il primo volume di Polisophia: “Il pendolo dell’algoritmo” tra etica, diritto e impresa

A cura di Ruben Razzante, una visione multidisciplinare sull’intelligenza artificiale e un messaggio chiaro: governarla, non subirla

Ruben Razzante
Ruben Razzante
31 marzo 2026 | 11.33
LETTURA: 2 minuti

È arrivato in libreria il primo volume della community Polisophia, “Il pendolo dell’algoritmo. Sguardi multidisciplinari sull’Intelligenza Artificiale”, curato dal professor Ruben Razzante, docente di diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano. Un progetto che ambisce a collocarsi oltre la logica tradizionale dei think tank, proponendosi come una piattaforma di confronto tra mondi diversi – istituzioni, imprese e accademia – per orientare lo sviluppo dell’innovazione responsabile.

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Polisophia nasce infatti come una rete di competenze e sensibilità che punta a incidere concretamente sulle scelte legate alla regolazione e all’uso delle tecnologie emergenti, con un approccio fondato sulla multidisciplinarità e sul dialogo continuo tra attori diversi .

Il volume rappresenta il primo rapporto annuale della community e si concentra sugli scenari dell’intelligenza artificiale, raccogliendo contributi da una pluralità di voci autorevoli. Il risultato è una lettura corale che attraversa ambiti diversi – dalla finanza alla sanità, dal diritto alla filosofia, fino all’educazione e alle risorse umane – restituendo la complessità di una trasformazione che non è solo tecnologica, ma profondamente culturale.

Nel testo emerge un filo conduttore chiaro: l’innovazione non può essere ridotta a un processo di accelerazione tecnologica, ma deve essere governata con metodo, responsabilità e visione. Nella prefazione, Alvise Biffi insiste sull’idea che l’innovazione responsabile sia una pratica concreta, costruita nel tempo attraverso sperimentazione e confronto. Nella sua introduzione, Razzante sottolinea invece la necessità di “scegliere con consapevolezza cosa trasformare” e di mantenere centrale il ruolo della persona nel progresso tecnologico .

I contributi raccolti nel volume affrontano poi declinazioni settoriali molto diverse. Nel campo farmaceutico, ad esempio, viene evidenziata l’esigenza di una supervisione umana costante nello sviluppo dell’AI, mentre nel settore bancario si richiama la necessità di trovare un equilibrio tra innovazione, fiducia e regolazione. Nel largo consumo, l’intelligenza artificiale viene letta come uno strumento per semplificare la relazione con il consumatore, rafforzando al tempo stesso trasparenza e qualità dell’esperienza.

Accanto agli aspetti economici e industriali, il volume dedica ampio spazio anche alle implicazioni etiche e civiche. Il pensiero critico viene indicato come una componente essenziale per evitare derive algoritmiche, mentre sul piano giuridico si ribadisce che l’AI può supportare il giudizio umano, ma non sostituirlo. Sul fronte educativo, emerge la sfida per scuole e università: governare la trasformazione senza ridurla a una scorciatoia cognitiva, mantenendo il valore formativo dell’apprendimento.

Nel complesso, “Il pendolo dell’algoritmo” restituisce l’immagine di una tecnologia potente ma ambivalente, capace di orientare comportamenti e decisioni pur senza “pensare” in senso umano. Da qui il messaggio centrale del volume: l’intelligenza artificiale non è semplicemente uno strumento da adottare, ma un fenomeno da governare. Solo così, suggeriscono gli autori, il “pendolo” potrà restare ancorato alla dignità e alla libertà della persona .

Il progetto Polisophia, sostenuto da realtà come Intesa Sanpaolo e Bancomat, prevede la pubblicazione annuale di rapporti dedicati ai temi emergenti dell’innovazione, con l’obiettivo di costruire nel tempo uno spazio stabile di riflessione e indirizzo sulle trasformazioni tecnologiche.

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