“La parola incertezza è quella che ora si respira di più”. Lo ha detto Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, nel suo intervento a ‘Il ruolo del lavoro’, organizzato a Roma dalla Cgil, con il leader Maurizio Landini. “È la prima volta che nel nostro rapporto presentiamo tre scenari”, ha evidenziato Orsini, riferendosi al rapporto di primavera elaborato dal Centro Studi di viale dell’Astronomia e presentato circa un mese fa. Secondo il rapporto, ha ricordato il presidente, “così come stiamo facendo la crescita sarà zero" e se la guerra in Iran e in Medio Oriente "va avanti potrebbe esserci la recessione”.
“Noi - spiega il leader degli industriali - siamo pronti a investire di più, come dice Maurizio (Landini ndr), ma a due condizioni: regole certe e poca burocrazia. Se questo manca, noi non possiamo fare il nostro mestiere”. "Per me” la parola extraprofitti “nel vocabolario non c’è. Perché nel momento in cui vado male, allora dovrei chiedere i soldi allo Stato”, sottolinea Orsini, nel corso del confronto con Landini rispondendo al leader di Corso d’Italia che proponeva di reinvestire gli utili realizzati dalle società energetiche partecipate, realizzati secondo lui grazie all’aumento dei costi dell’energia portati dalla guerra.
Per il segretario generale della Cgil "bisogna sospendere il Patto di stabilità in Europa: la situazione rischia di essere peggio del covid” : “Dobbiamo rimettere l'Europa nelle condizioni di investire, per questo penso che si debba sospendere il Patto: per investire sia in forma pubblica sia privata", spiega Landini.
“Oggi fare un piano straordinario per arrivare all’autonomia energetica significa investire in modo diretto sulle fonti rinnovabili: ci sono più di 1700 progetti fermi. E il tema posto da Orsini è giusto: non si possono aspettare mesi per una autorizzazione o avere sempre qualcuno che dice no alle pale eoliche”, sottolinea ancora Landini. “Non possiamo continuare a investire sul gas e poi non investire sulle nuove tecnologie. E non è possibile - incalza Landini - che le parti sociali non siano coinvolte in questa discussione”.