Caffè al bar, i prezzi aumentano ma non è colpa della materia prima. La classifica delle città più care

Tazzina di caffè
Tazzina di caffè
18 agosto 2026 | 12.55
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Avete voglia di un caffé mentre vi trovate a Bolzano? Vi costerà un euro e 50 centesimi. Poco meno spenderete a Pescara, Ferrara, Belluno o Ravenna. Sono i dati raccolti dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc) che, in collaborazione con Assoutenti, ha realizzato un nuovo studio sul caro-tazzina analizzando i rincari del caffè al bar nel corso del 2026. Secondo la ricerca un espresso costa oggi in Italia quasi un quarto in più rispetto a cinque anni fa e sulla base dei dati ufficiali del Mimit il costo medio in Italia è di 1,29 euro, 25 centesimi in più rispetto al 2021. Alla base dell'aumento non c'è però il costo della materia prima. A pesare, secondo il Crc, sono costi dell'energia e di gestione a carico dei bar.

Bolzano si conferma la città col prezzo più alto, pari a 1,51 euro a tazzina, seguita da Pescara con 1,49 euro, ma in totale ben 11 province hanno raggiunto o superato la soglia psicologica di 1,4 euro a caffè (Ferrara, Belluno, Ravenna, Trieste, Parma, Trento, Padova, Treviso e Udine). Messina risulta oggi la città più economica, con un prezzo medio di 1,06 euro, tallonata da Catanzaro (1,08 euro); assieme ad Aosta, Siracusa, Varese, Roma e Pistoia sono le uniche province con un prezzo inferiore a 1,20 euro.

Se però si analizza l’andamento dei listini del caffè al bar negli ultimi 5 anni, si scopre che l’incremento più pesante si è avuto a Pescara, dove il prezzo della tazzina è salito del +49% rispetto al 2021, seguita da Parma (+41%), Bari (+39,5%) e dalla patria del caffè, ossia Napoli (+37,8%). Le province con gli aumenti più contenuti sono Aosta, che segna appena un +6,7% in cinque anni, Cagliari, Biella e Reggio Emilia, con rincari attorno al +15% - aggiunge il Centro di formazione e ricerca sui consumi.

I rincari "non sembrano alimentati dalle quotazioni alle stelle della materia prima – avvisa il presidente del comitato scientifico del Crc, Furio Truzzi – Rispetto ai 5.600 dollari la tonnellata raggiunti nel 2025, le quotazioni del Robusta si attestano oggi attorno ai 3.900 dollari, mentre per l’Arabica i prezzi sui mercati scendono vicino ai 3,20 dollari per libbra, rispetto agli oltre 4 dollari dello scorso anno. Alla base degli aumenti registrati ai bar ci sono altri fattori, come il rialzo dei costi energetici e di gestione in capo agli esercenti, che vengono poi scaricati sui prezzi finali al consumatore".

"Le analisi di settore ci dicono che in fatto di caffè le abitudini degli italiani stanno cambiando – avvisa il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso – Si registra infatti un sensibile incremento dei consumi per il caffè in chicchi, che nel 2026 segna in Italia un aumento delle vendite del +33%, con un numero crescente di italiani che lo preferisce a cialde e capsule. Una tendenza che, unitamente ai continui rincari della tazzina, potrebbe presto portare a minare il primato dell’espresso al bar, oggi rito irrinunciabile per milioni di cittadini".

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