Il Parlamento respinge le misure del governo sulla crisi abitativa. Junts vota contro e nelle piazze esplode la protesta: "Vergogna" e "sciopero generale"
Il parlamento spagnolo ha bocciato le proposte di legge presentate dal governo di Pedro Sánchez per affrontare la crisi abitativa che ha scatenato proteste in tutto il Paese. Il primo provvedimento è stato respinto con 172 voti a favore e 178 contrari, mentre il secondo ha ottenuto 166 sì e 184 no. Il Partito popolare e Vox hanno accolto con favore l'esito delle votazioni, applaudendo in aula.
Decisivo è stato anche il voto contrario di Junts, che aveva chiesto al governo di ritirare i testi e di elaborare un nuovo provvedimento sulla casa. Le misure prevedevano, tra le altre cose, maggiori tutele contro gli sfratti, proroghe dei contratti di affitto e interventi sugli affitti stagionali.
Fuori dal Congresso, centinaia di manifestanti hanno contestato il risultato delle votazioni gridando "vergogna" e "sciopero generale". "I loro profitti, la nostra miseria", hanno gridato, affermando che "la lotta è l'unica via".
La protesta arriva dopo settimane di mobilitazioni e accampamenti in diverse città spagnole. A Madrid i manifestanti hanno raggiunto il Congresso mentre era in corso il dibattito sui provvedimenti. Il diritto alla casa è diventato così uno dei principali temi del confronto politico e sociale nel Paese.
Per il governo Sánchez, la doppia bocciatura rappresenta una nuova difficoltà parlamentare e rende necessario riaprire il confronto con le forze politiche per cercare un accordo su nuove misure.