Carbonara Day, un piatto a Pasquetta per festeggiare con amici e parenti, anche sui social

Carbonara Day, un piatto a Pasquetta per festeggiare con amici e parenti, anche sui social
04 aprile 2026 | 13.34
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Quest’anno ‘Carbonara Day’, la giornata che celebra uno dei piatti più iconici e amati della cucina italiana, cade il giorno di Pasquetta, lunedì 6 aprile. E dunque, quale modo migliore per festeggiare il tipico pranzo con amici o parenti con un bel piatto di spaghetti alla Carbonara? A casa o in trattoria sarà l’occasione giusta per dare un tocco di piacere in più alla convivialità e a questo piatto realizzato con ingredienti semplici: pasta (preferibilmente spaghetti), uovo, guanciale, pepe e pecorino. E ancora un’occasione per condividere la propria Carbonara, prima ancora di essere gustata, attraverso l’invio di una foto, un video o semplicemente un post, con altri estimatori che si potranno collare all’evento via social, organizzato dai Pastai di Unione Italiana Food, l’associazione guidata da Paolo Barilla.

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Anche quest’anno infatti, il Carbonara Day, giunto alla decima edizione, vive sui social con l’edizione “Carbonara10eLode” e abbraccerà una platea potenziale di 1,7 miliardi di persone nel mondo. I food ambassador Samantha Puleo (@ilmiopiattoacolori) e Fabio Amato (@lacucinadifabiuccio) realizzeranno la loro Carbonara, ciascuno condividendo i propri segreti per una carbonara perfetta. Per partecipare all’evento virtuale le regole sono semplici: il 6 aprile basterà seguire l’hashtag #CarbonaraDay e cimentarsi in dirette video, condividere opinioni, foto e consigli su Instagram, Facebook e X.

La Carbonara ha comunque un’origine incerta. Il nome sembra derivare dai “carbonai”, boscaioli degli Appennini laziali e abruzzesi che nelle loro bisacce mettevano un pranzo al sacco fatto di pecorino, uova, guanciale. A ricordarlo è lo chef stellato Luciano Monosilio, soprannominato il ‘re della carbonara’ per la sua maestria nel realizzarla, prepara nel suo ristorante in pieno centro a Roma. Monosilio racconta che suo nonno, romano anche lui, faceva il carbonaio in Abruzzo e si preparava la carbonara in base a quello che avevo uova, formaggio e pasta fresca. Sono molte le versioni di questo piatto di pasta e “ognuno è libero di interpretarla come vuole – dice Monosilio – ad esempio un grande maestro come Gualtiero Marchesi la faceva con il soffritto di aglio, Pellegrino Artusi addirittura con la panna, io la faccio con gli spaghetti, pepe nero macinato, guanciale, uova, pecorino e grana”. La Carbonara molto conosciuta anche negli Stati Uniti è legata comunque a Roma, dove ha avuto ampia diffusione a partire dal dopoguerra quando è entrata nei menu delle trattorie tipiche di Testaccio, Trastevere, San Lorenzo e Campo de’ Fiori.

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