La Commissione Europea ordina a Meta di ripristinare l'accesso degli assistenti virtuali di terzi su WhatsApp per abuso di posizione dominante e violazione delle norme antitrust.
La Commissione Europea che indaga su Meta per abuso di posizione dominante nel sistema di messaggistica Whatsapp, ha inviato al colosso californiano un'ingiunzione. L'esecutivo Ue ha trasmesso a Meta una comunicazione supplementare degli addebiti, in cui esprime l'intenzione di ordinare a Meta di ripristinare l'accesso degli assistenti virtuali di terze parti a WhatsApp, alle stesse condizioni precedenti alla modifica della policy del 15 ottobre 2025.
Il tutto nonostante le modifiche annunciate da Meta il 4 marzo 2026. Si tratta di un ulteriore passo nella procedura di misure provvisorie della Commissione, nell'ambito dell'indagine su un potenziale abuso di posizione dominante da parte di Meta, attraverso la limitazione dell'accesso degli assistenti virtuali di terze parti alla sua app di messaggistica WhatsApp.
La mossa di oggi segue un'altra comunicazione degli addebiti, inviata il 9 febbraio 2026, nella quale la Commissione aveva espresso il proprio parere preliminare secondo cui Meta avrebbe violato le norme antitrust dell'Ue, escludendo gli assistenti virtuali di terze parti dall'accesso e dall'interazione con gli utenti su WhatsApp.
Nella comunicazione di oggi, la Commissione ha valutato la decisione di Meta di ripristinare l'accesso a WhatsApp per gli assistenti virtuali di terze parti, ma dietro pagamento di un corrispettivo. La Commissione ha constatato, in via preliminare, che questa politica è di fatto equivalente al precedente divieto di accesso. La condotta di Meta, secondo l'esecutivo Ue, "rischia di impedire ai concorrenti di entrare o espandersi nel mercato in rapida crescita degli assistenti virtuali basati sull'intelligenza artificiale".
Pertanto, la Commissione imporà misure provvisorie per impedire che le modifiche apportate alla politica causino "danni gravi e irreparabili" al mercato, fatti salvi i diritti di difesa di Meta. Le misure provvisorie rimarranno in vigore fino al termine dell'indagine della Commissione e al raggiungimento di una decisione definitiva sulla condotta di Meta.
Con una decisione separata, in collaborazione con l'Autorità garante della concorrenza italiana, la Commissione ha esteso oggi la sua indagine anche all'Italia. Pertanto, le conclusioni della Commissione si applicheranno ora all'intero Spazio economico europeo (See). L'Italia era stata precedentemente esclusa dall'indagine della Commissione, poiché l'Antitrust italiana aveva avviato una propria indagine in materia.