Farmaci carenti, arriva l'alert Ue: "Sono oltre 600, è inaccettabile"

Si tratta di medicinali per cure cardiovascolari, antibiotici, oncologici, insuline e nuovi anti-obesità. Konstanty: "Le carenze si sono stabilizzate, ma a un livello inaccettabilmente elevato"

Farmacista - Fotogramma
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06 marzo 2026 | 14.07
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C'è un alert in Europa per la carenza di oltre 600 farmaci. A lanciarlo è un nuovo report curato dal Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu) e presentato al Parlamento europeo. Il lavoro di analisi è basato sui dati di 27 Paesi Ue e dell'Efta (European Free Trade Association). Dal rapporto emerge che "le carenze non sono più interruzioni episodiche, ma una caratteristica persistente del panorama farmaceutico europeo. Il 96% dei Paesi intervistati segnala carenze di medicinali e nel 70% la situazione è stagnante a un livello inaccettabilmente elevato. In oltre un terzo dei Paesi, oltre 600 medicinali sono attualmente carenti". Le carenze "colpiscono sempre più le terapie clinicamente critiche, tra cui farmaci cardiovascolari, antibiotici, trattamenti oncologici, insuline, agonisti del recettore del Glp-1 e farmaci per il sistema nervoso - si legge nel report pubblicato online - In diversi Stati una percentuale significativa delle carenze riguarda farmaci elencati come critici a livello Ue o nazionale, a dimostrazione del fatto che i farmaci critici non sono protetti dall'instabilità dell'approvvigionamento".

"L'impatto sui pazienti è significativo - secondo gli esperti - Tutti gli Stati membri dell'Ue che hanno risposto segnalano problemi e disagi per i pazienti, e quasi 9 su 10 segnalano interruzioni del trattamento. Per la prima volta la riduzione della fiducia dei pazienti emerge come la conseguenza più frequente delle carenze segnalate dai farmacisti, indicando un'erosione della fiducia nei farmaci e nel sistema sanitario stesso. Inoltre, i Paesi segnalano trattamenti non ottimali, aumento dei co-pagamenti, errori terapeutici legati al passaggio da un farmaco all'altro e, in alcuni casi, eventi avversi".

Secondo il presidente del Pgeu, Mikołaj Konstanty, "le carenze di medicinali si sono stabilizzate, ma a un livello inaccettabilmente elevato. Non si tratta più di episodi isolati; rappresentano una pressione cronica per pazienti, farmacisti e sistemi sanitari. I farmacisti di comunità garantiscono la continuità delle cure ogni giorno, ma la resilienza non può basarsi sulla capacità dei professionisti in prima linea di assorbire le carenze sistemiche. Dobbiamo rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, migliorare la capacità predittiva e fornire ai farmacisti gli strumenti legali e operativi per agire rapidamente e in sicurezza", ha esortato.

"Sebbene siano visibili alcuni miglioramenti nella governance (l'81% dei Paesi ha ora una definizione di carenza e il 74% dispone di sistemi di segnalazione accessibili ai farmacisti) - chiarisce il rapporto - permangono lacune significative. I sistemi predittivi e di allerta precoce sono disomogenei o in fase di sviluppo in molti Stati membri, la segnalazione da parte dei farmacisti non è sempre possibile e raramente è integrata digitalmente, e la flessibilità giuridica per gestire le carenze varia notevolmente da Paese a Paese. Solo il 15% dei Paesi intervistati consente ai farmacisti di ricorrere a terapie sostitutive, limitando la loro capacità di garantire la continuità delle cure quando le alternative sono clinicamente appropriate".

Per affrontare la crescente e sistemica natura delle carenze di medicinali, il Pgeu chiede: "Il rafforzamento del coordinamento e della resilienza dell'approvvigionamento a livello Ue; sistemi di monitoraggio predittivi e interoperabili; il conferimento di poteri giuridici ai farmacisti, ovvero ampliare e armonizzare i quadri di sostituzione secondo protocolli definiti, consentire risposte rapide e incentrate sul paziente durante le carenze; la tutela della fiducia dei pazienti e della sostenibilità delle farmacie, quindi riconoscere e compensare le farmacie per il tempo investito nella gestione delle carenze, ed evitare ulteriori oneri finanziari per i pazienti derivanti da sostituzioni dovute alla carenza".

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