Guerra Iran, Tagliapietra (Bruegel): "Accelerare su rinnovabili, nucleare nel lungo periodo"

L'esperto del think tank spiega perché l'apertura di von der Leyen all'atomo rischia di distogliere l'attenzione da priorità più urgenti.

Guerra Iran, Tagliapietra (Bruegel):
12 marzo 2026 | 18.45
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L'Ue, e l'Italia in particolare, mentre è in corso la guerra in Iran, oltre ad adottare misure di breve termine dovrebbero "accelerare" il più possibile nell'uso delle energie rinnovabili, mentre l'uso degli Small Modular Reactors, i piccoli reattori atomici di nuova generazione, è una opzione che potrà essere utilizzata solo nel futuro. Anche perché nel nostro Paese spesso "si dice nucleare" per poi, nel frattempo, "usare il gas". Lo dice all'Adnkronos Simone Tagliapietra, senior fellow del think tank Bruegel di Bruxelles e professore di Politiche Europee per l’Energia e il Clima alla School of Transnational Governance dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze e alla School of Advanced International Studies della Johns Hopkins University di Bologna.

L'apertura di Ursula von der Leyen all'energia nucleare fatta a Parigi questa settimana, osserva Tagliapietra, costituisce più un "posizionamento politico, rispetto a un dibattito sul sistema energetico del futuro", nel quale "si vuole andare incontro alle istanze francesi". E' "ovvio" che non è una risposta per oggi: "Non c'entra niente, stiamo parlando di orizzonti temporali completamente diversi", rimarca.

Basti pensare, ricorda, che "costruire una centrale nucleare della generazione attuale richiede 10-15 anni, se va tutto bene, se non 20, con costi enormi". Per quanto riguarda gli Small Modular Reactors, "abbiamo dei prototipi. Non abbiamo una tecnologia che commercialmente è sul mercato, disponibile e utilizzabile". Si tratta di una "prospettiva futura", un orizzonte temporale che "non è quello di questa crisi", provocata dalla guerra in Iran e nel Medio Oriente.

'Scelte sul mix spettano ai singoli Paesi Ue, lo dicono i trattati'

Tagliapietra guarda all'apertura all'atomo arrivata da von der Leyen con realismo: "Ho sempre pensato - spiega - che in Europa le scelte di mix energetico spettino ai singoli Paesi, come da trattato. Credo che ogni Paese abbia il diritto di scegliersi le sue fonti energetiche. I francesi vogliono ancora più nucleare e sono disposti a pagare per una nuova costruzione di impianti, costosissima: che lo facciano".

Ma per un Paese che non ha il nucleare oggi, "come l'Italia, imbarcarsi in un programma nucleare, secondo me, con l'attuale generazione di reattori, non ha senso. Perché i costi sarebbero troppo alti e troppi vincoli farebbero sì che non partirebbe veramente". Quanto agli Small Modular Reactors, sono certamente "una tecnologia interessante, da studiare".

Di fatto, prosegue, "è un bet, una scommessa tecnologica". Tagliapietra è "assolutamente a favore di fare investimenti per il futuro: se si avvera come opzione valida, perché no?". Però, sottolinea , "dobbiamo essere consapevoli dei tempi, bisogna essere razionali. I tempi sono lunghi e i costi sono comunque alti. Nel frattempo - rimarca - abbiamo le rinnovabili: bisogna accelerare su quello che abbiamo". In altri termini, "non bisogna che queste attese verso possibili future tecnologie portino all'inerzia oggi. Perché troppo spesso, in Italia, c'è un po' l'idea che si dica 'nucleare' perché intanto si usa il gas", conclude. (di Tommaso Gallavotti)

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