Leonardo, il Michelangelo Dome si fa: Mariani conferma il percorso tracciato da Cingolani

Lorenzo Mariani, Ceo di Leonardo, durante la presentazione di Connexia Filiere di Confindustria - (Confindustria)
Lorenzo Mariani, Ceo di Leonardo, durante la presentazione di Connexia Filiere di Confindustria - (Confindustria)
24 giugno 2026 | 17.49
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"Tutto il piano del Michelangelo Dome è confermato". Lo ha detto Lorenzo Mariani, Ceo di Leonardo, a margine della presentazione dell'iniziativa Connext Filiere su aerospazio, difesa e sicurezza, targata Confindustria. Il Ceo ha risposto a una domanda di Adnkronos sul progetto e sui piani di un primo lancio di un trial in Ucraina entro fine 2026 che erano stati annunciati dal Ceo precedente, Roberto Cingolani. Ma il Ceo ha dato qualche informazione anche su altre partite importanti per Leonardo, come l'utilizzo dei fondi Safe e le tempistiche del progetto Bromo sui satelliti.

Il trial, aveva spiegato Cingolani alla presentazione del piano al 2030 del Gruppo, sarebbe stato incentrato sulla ‘dead zone’, ovvero il layer più ‘interno’ della ‘cupola’ di Leonardo, composto da artiglieria, radar, elicotteri. Proprio il Michelangelo Dome era finito al centro delle indiscrezioni sulle ragioni della scelta del Governo di sostituire Cingolani, poi smentite, insieme al presunto eccessivo europeismo dell’ex Ceo e agli attriti sulle scelte dei manager di Leonardo. Ora però Mariani sembra confermare il progetto nella sua interezza. Intanto, Cingolani sembra essersi riavvicinato al Governo: convocato ieri a Palazzo Chigi, per lui si parla di un ruolo al vertice di una nuova autorità per il nucleare o, ha riportato l'Huffington Post, della poltrona di nuovo commissario alla sicurezza energetica.

Ma l'attuale Ceo di Leonardo non ha parlato solo di Dome: a margine dell’evento di Confindustria (incentrato proprio sul rafforzamento della filiera italiana di Difesa e aerospazio) Mariani ha ricordato le tempistiche di un altro progetto rafforzato durante l’era Cingolani con un MoU: l’ingresso di Airbus nell’alleanza sullo spazio con Leonardo e Thales, per il progetto Bromo. Leonardo sullo spazio "da oltre vent'anni ha messo in pratica l'esigenza di avere una joint venture con Thales", ha detto. Una joint venture "di cui siamo estremamente contenti e che vogliamo espandere per renderla ancora più europea con l'ingresso di un terzo socio che è Airbus. Ovviamente creando un vero campione europeo che possa competere a livello continentale e globale. Quando arriverà Airbus? Secondo Mariani i tempi della formazione "prenderanno sicuramente da oggi a buona parte del 2027".

Sui tempi dell'approvazione europea prevista non prima di metà 2027 "non posso esprimermi", ha detto Mariani rispondendo alle domande dei giornalisti, "perché il processo è estremamente rigoroso e copre l'esame di tante condizioni al contorno che devono essere verificate. Io capisco il processo europeo e capisco anche il rigore con cui questo processo viene effettuato. Noi stiamo facendo tutto quello che dobbiamo per rendere il dossier trasparente, rapidamente esaminabile e proattivo nel termine di soluzione", ha risposto il Ceo.

Il Ceo che ha parlato anche dei fondi Safe, sui quali ieri è arrivato un alert dalla Commissione Europea, con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che ha previsto la definizione della spesa per la difesa al massimo entro settembre. "Il tempo è essenziale. Incoraggiamo tutti gli Stati membri rimanenti, Italia compresa, a procedere rapidamente alla firma degli accordi di prestito" del programma Safe, ha detto un portavoce della Commissione Europea. Il regolamento del Safe non fissa una scadenza rigida ma la Commissione dovrà riallocare eventuali fondi residui, e Roma ha chiesto quasi 15 miliardi di euro. "Noi ci atteniamo sempre a quello che è il bilancio della difesa dello Stato e sappiamo che abbiamo determinati progetti già in corso, coperti dai fondi ordinari. Se il Safe rappresenterà qualcosa in più, sono sicuro che ci saranno dei programmi che potranno essere addirittura anticipati. Altrimenti continuiamo sulla linea dei programmi già lanciati. Non credo che grandi programmi come il Gcap siano a rischio per via dei fondi Safe", ha detto Mariani, facendo riferimento al programma per i caccia di sesta generazione con Regno Unito e Giappone.

Messaggi importanti del Ceo sono arrivati anche dal palco dell’Auditorium della tecnica di Confindustria. Sulle spese della difesa "il governo ha fatto un percorso di aumento saggio e virtuoso". Aumentare in due anni le spese per la sicurezza al 3,5% avrebbe "significato tagliare fuori le imprese italiane. Il processo virtuoso non va interrotto: se per tre-quattro anni noi lo interrompessimo" mentre Francia e Inghilterra continuano ad investire, "noi usciremmo da questa decade completamente sudditi di industrie tedesca e francese. Può essere una scelta politica ma di sicuro non è la mia scelta industriale". Altro avviso di Mariani è quello sui capitali stranieri. "Attenzione quando si parla di aggregazioni, che possono voler dire tante cose: abbiamo assistito all'ingresso di fondi stranieri, che è la risposta a una debolezza italiana. Ogni tanto vendiamo il nostro futuro non per un piatto di lenticchie, ma per qualcosa che un domani non saremo in grado di recuperare".

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