Meridionale Petroli: azienda, delocalizzazione deposito non è concreta, costa 100mln

A sindaco Vibo Valentia: "Protocollo intesa è una bozza"

Meridionale Petroli: azienda, delocalizzazione deposito non è concreta, costa 100mln
03 aprile 2026 | 18.23
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“Alla luce del perdurare di dichiarazioni pubbliche, ancora una volta non riscontrate e supportate da elementi oggettivi, anche diffuse attraverso canali di comunicazione istituzionale e social, Meridionale Petroli ritiene non più differibile un intervento volto a ristabilire una rappresentazione dei fatti fondata su dati verificabili”. È quanto si legge in una nota con cui l’azienda risponde alle dichiarazioni del sindaco di Vibo Valentia, Vincenzo Romeo, rispetto alla questione della delocalizzazione del deposito costiero di Vibo Marina. L’azienda “prende atto delle ulteriori dichiarazioni rese dal Sindaco che continuano a rappresentare come acquisiti risultati che, alla luce degli atti e dei fatti, non risultano né definiti né concretamente esistenti”.

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E precisa che “il cosiddetto ‘Protocollo d’Intesa’, più volte indicato dal Sindaco Romeo come già definito, è in realtà una mera bozza di circa dodici pagine (di cui 2 adibite a firma) trasmessa dal Comune in data 3 marzo per il tramite dell’Ufficio di Gabinetto, in versione non editabile e priva di qualsiasi contenuto vincolante”. Il documento “si limita a prospettare un generico impegno di collaborazione tra le parti per valutare, in via meramente eventuale e con un termine di durata, un’ipotesi di delocalizzazione che deve vedere tutti i soggetti coinvolti concordi, senza prevedere alcun obbligo concreto né alcuna garanzia di realizzazione. Tale bozza, peraltro, non si sa per quale motivo, è stata trasmessa esclusivamente a Meridionale Petroli e non agli altri Enti che, secondo quanto dichiarato, avrebbero partecipato alla sua elaborazione”, si legge nel comunicato.

Lo scorso 16 marzo, Meridionale Petroli afferma di aver trasmesso “una versione integralmente revisionata e coerente con quanto emerso nella riunione del 30 gennaio a tutti i soggetti coinvolti, senza che ad oggi sia pervenuto alcun riscontro da parte del Comune”. Tra i punti emersi nella riunione con gli Enti, ricorda l’azienda, “è stato chiarito in modo inequivocabile che non risultano individuate aree idonee, che non vi sono garanzie in ordine al rilascio delle autorizzazioni né alle relative tempistiche, che non è stata assicurata alcuna disponibilità di risorse pubbliche dirette e che non risultano definite le infrastrutture necessarie all’approvvigionamento energetico”. Peraltro, “la realizzazione di un deposito costiero simile a quello attualmente in esercizio richiede investimenti dell’ordine di oltre cento milioni di euro e presuppone la presenza di operatori dotati di adeguata solidità finanziaria e comprovata capacità industriale”, prosegue il comunicato, sottolineando “la distanza tra quanto dichiarato e la realtà sul piano economico e industriale”.

'respingiamo ogni rappresentazione di azienda contro comunità locale'

Inoltre, “nel corso della medesima riunione del 30 gennaio, le dichiarazioni del Sindaco proclamate nei mesi precedenti (anche alla Meridionale Petroli) circa la già avvenuta disponibilità di risorse pubbliche per il finanziamento dell’investimento non abbiano trovato alcuna conferma, essendo stato chiarito dagli stessi rappresentanti ministeriali che, allo stato, non risultano stanziamenti” né “risulta chiaro su quali presupposti il Sindaco possa disporre anticipatamente di informazioni di tale rilevanza, atteso che, allo stato, non è stato trasmesso a Meridionale Petroli alcun ‘Atto di sottomissione’, né formalmente né informalmente”. E ancora, ricorda l’aizenda, il Comune “ha già partecipato al procedimento, esprimendo parere favorevole al rinnovo della concessione; esaurita tale fase, lo stesso non riveste alcuna titolarità nell’ambito del relativo iter autorizzativo”.

Infine, Meridionale Petroli “respinge con fermezza ogni strumentale rappresentazione volta a contrapporre l’azienda alla comunità locale: il territorio appartiene ai cittadini, ai lavoratori e alle famiglie che lo vivono ogni giorno, incluse quelle che da decenni operano all’interno dell’azienda e dell’indotto, contribuendo in modo determinante alla sicurezza energetica regionale”.

Per questo, l’azienda “si riconosce pienamente nelle preoccupazioni espresse anche dalle organizzazioni sindacali, alle quali conferma la propria vicinanza e il proprio impegno concreto a tutela di ogni singolo posto di lavoro, nella consapevolezza che ogni scelta che incida su questo presidio industriale ha ricadute dirette su centinaia di famiglie. Perché ogni incertezza generata oggi non è astratta: ha un nome, un volto e una famiglia, ed è quella dei lavoratori che da anni garantiscono, con il proprio impegno quotidiano, un servizio essenziale per l’intero territorio”. E rinnova quindi “la propria disponibilità al dialogo istituzionale, ribadendo tuttavia la necessità che esso sia fondato su dati verificabili e presupposti concretamente esistenti. In tale ottica, l’Azienda si dichiara fin da ora disponibile a un confronto pubblico e trasparente, nelle sedi opportune, affinché ogni affermazione possa essere verificata alla luce degli atti e dei dati ufficiali, nell’esclusivo interesse della verità dei fatti e della comunità. L’azienda – conclude la nota – continuerà a operare con senso di responsabilità per garantire continuità occupazionale, sicurezza e stabilità al territorio, restando in attesa che alle dichiarazioni pubbliche facciano seguito evidenze oggettive, nell’interesse dei cittadini, dei lavoratori e dell’intero sistema economico locale”.

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