Mps, depositata lista gestori: ecco perché si complica una possibile operazione Lovaglio

La questione della candidatura dell'attuale Ad è ancora in forse, anche se con il passare del tempo l'arma pare spuntata

Mps, depositata lista gestori: ecco perché si complica una possibile operazione Lovaglio
20 marzo 2026 | 18.20
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Novità da Piazza Salimbeni, capitolo governance: il comitato dei gestori ha depositato la lista di minoranza. Nessuna sorpresa, ci sono tre nomi Raffaele Oriani, Paola De Martini e Ilaria Romagnoli. Secondo quanto apprende AdnKronos si tratta di una posizione sostanzialmente allineata alla posizione assunta dal Cda: Alessandra Barzaghi, come anticipato, è infatti fuori. Più interessante l'elemento relativo a chi sostiene la lista: tra i fondi ecco spuntare Algebris di Davide Serra, che indiscrezioni - poi smentite - volevano in contatto con Luigi Lovaglio. A proposito, la questione della candidatura dell'attuale Ad è ancora in forse, anche se con il passare del tempo l'arma pare spuntata: non c’è "alcun sentore concreto”, almeno finora, dell’arrivo di una lista di azionisti concorrente, nonostante resti ancora una finestra temporale utile per eventuali iniziative: domani. Circolano nelle ultime ore indiscrezioni che parlano di un possibile inserimento di Luigi Lovaglio, addirittura in una lista lunga di maggioranza, ipotesi che - secondo quanto apprende AdnKronos da fonti qualificate - appare ancora più “complessa”, e per svariate ragioni. La prima: Luigi Lovaglio avrebbe sondato il terreno in questi giorni presso diversi imprenditori, ma le porte sarebbero rimaste chiuse. Di più: l'amministratore delegato - secondo indiscrezioni - punterebbe ad aggregare un minimo del 20% del capitale, dunque avrebbe la necessità del sostegno dei fondi.

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Operazione non facile: "Gli investitori istituzionali - dice all'AdnKronos l’economista esperta di mercati finanziari della Statale di Milano, Marta Degl’Innocenti - tendono ad allinearsi alle raccomandazioni dei proxy advisor (Iss, Glass Lewis), che rappresentano un riferimento informativo centrale nel voto assembleare, pur in presenza di formale autonomia decisionale. Di conseguenza, in assenza di criticità rilevanti, i fondi tendono a sostenere la lista del CdA in nome della continuità, spesso anche in linea con le raccomandazioni dei proxy advisor". Per carità, in presenza di criticità rilevanti, c'è sempre la possibilità di puntare su una lista di minoranza: ma deve essere una lista credibile e le criticità devono essere rilevanti. Primo requisito, credibilità della lista: fanno notare le stesse fonti all'AdnKronos che sarebbe "curioso e quantomeno irrituale" che l'Ad di una Banca si presentasse contro la stessa lista del Consiglio, e per di più con la manifesta contrarietà di azionisti di peso. Inoltre, rimangono sul tavolo le osservazioni del Comitato nomine sulle possibili contestazioni legali alla banca per le indagini della Procura di Milano sulla questione del presunto concerto.

Con un rischio evidente in caso di candidatura di Lovaglio. Spiega all'AdnKronos Gioacchino Amato, avvocato esperto di diritto bancario e finanziario, ex Consob e già presidente di banca Sant'Angelo che "ove anche il cda avesse candidato il Ceo uscente non sarebbe possibile escludere che la Banca d'Italia potesse ritenere lo stesso privo del requisito di correttezza professionale, comportandone la decadenza". Di contro la lista del Cda è stata costruita proprio tenendo conto della lettera della Bce, che pone l’accento su alcuni requisiti ritenuti centrali per il futuro amministratore delegato, chiara autonomia di giudizio e rilevante esperienza bancaria.Con oltre 500 pagine di documentazione relative alla selezione dei candidati al vertice, la lettera ha consentito a Mps di chiarire: che i profili individuati presentavano tutti curriculum differenti ma complementari; che la scelta di indicare più nomi era una risposta all’esigenza di garantire competenze diversificate all’interno del consiglio di amministrazione; ma che soprattutto la terna - Passera, Vivandi e Palermo - rispetta pienamente quei requisiti di indipendenza richiesta dalla Bce.

Qualcuno parla di attesa di chiarimenti da parte della Bce, ma sul tema delle verifiche regolamentari, fonti legali precisano all'AdnKronos che "non è previsto un via libera formale preventivo da parte della Bce sui singoli nomi: i profili sono stati costruiti tenendo conto dei requisiti attesi e, solo successivamente all’approvazione assembleare, interviene la validazione formale dell’autorità di vigilanza". Tutto questo in un contesto in cui il mercato sta già digerendo il dopo Lovaglio: in cinque giorni la banca ha recuperato circa 240 milioni, Mps viaggia oggi i territorio positivo oltre l'1%. "Gli investitori stanno digerendo" il cambio di governance, dice all'AdnKronos l'Executive Partner di Copernico Sim, Pietro Calì, "ma nel classico modo dei mercati, cioè con la consapevolezza che le cose cambiano velocemente e non ci si affezziona alla storia". L'esperto spiega che "all’inizio c’era incertezza forte, c’erano tensioni interne e il tema del concambio: poi, quando sono usciti i dettagli, il mercato ha fatto quello che fa sempre cioè ha iniziato a prezzare quello che è certo, cioè il concambio e la struttura dell’operazione". Lo scenario peggiore, spiega Calì, "non si è concretizzato: vale a dire il caos e lo stallo nella governance". Il piano c'è e va avanti. (di Andrea Persili)

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