Dal Mase tutto ciò che si deve sapere dopo l’approvazione della legge delega sul nucleare e contro i luoghi comuni
Dalle bollette ai rifiuti radioattivi, dalla sicurezza all'occupazione degli spazi. Dopo l’approvazione della legge delega sul nucleare, dal ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica arrivano 15 'messaggi chiave' in risposta ad altrettanti 'luoghi comuni' sul nucleare.
SENZA NUCLEARE PAGHIAMO GIÀ IL NUCLEARE - Il luogo comune: "In Italia il nucleare non c’è e non lo vogliamo. Non ci riguarda". Messaggio chiave: "Non vogliamo le centrali? Intanto le bollette degli italiani pagano già il nucleare. Nel corso degli ultimi anni, su una domanda di energia elettrica di 320-330 TWh, le importazioni nette dall’estero sono state pari a circa 50 TWh. La maggior parte di questi flussi arriva da Francia e Svizzera che la producono anche da fonte nucleare (la Francia produce con il nucleare circa i due terzi della propria elettricità)".
I RIFIUTI RADIOATTIVI CE LI ABBIAMO GIÀ SOTTO CASA - Il luogo comune: "E i rifiuti radioattivi? Dove li mettiamo? Mai il nucleare in Italia, perché i rifiuti sono per sempre". Messaggio chiave: "I rifiuti radioattivi di bassa e media intensità, soprattutto di natura ospedaliera, sono già presenti in circa 100 piccoli depositi temporanei posizionati su tutto il territorio nazionale. La necessità di un deposito unico nazionale esiste, per stoccare in condizioni di massima sicurezza i rifiuti di tutte le attività nucleari civili (materiale sanitario, scarti industriali e delle attività produttive)".
LO SMALTIMENTO DELLE SCORIE NUCLEARI - Il luogo comune: "E le scorie? Dove le mettiamo? Mai il nucleare in Italia, perché le scorie sono per sempre". Messaggio chiave: "Le scorie nucleari, residuo delle vecchie centrali, sono oggi parcheggiate all’estero, in Francia e in Inghilterra. Vanno comunque adeguatamente trattate e custodite in luogo sicuro di limitate dimensioni e in linea con gli standard internazionali di massima sicurezza, come accade in tutti i paesi industrializzati".
LE RINNOVABILI GRATIS NON ESISTONO - Il luogo comune: “Le rinnovabili costano poco, anzi non costano nulla: è il sole, è il vento, è gratis”. Messaggio chiave: "Le rinnovabili sono utili, ma non sono gratis: gli italiani dal 2008 al 2025 le hanno già pagate 170 miliardi. E continueranno a pagarle in bolletta".
SPAZI OCCUPATI - Il luogo comune: “Le rinnovabili occupano poco spazio, il nucleare invece prende terreni enormi”. Messaggio chiave: "Un impianto con un piccolo reattore modulare da 300 megawatt può occupare lo spazio di circa tre piccoli campi di calcio. Per produrre la stessa energia con il fotovoltaico possono servire fino a 3mila ettari, cioè l’equivalente di 3mila campi di calcio. La proporzione è evidente".
SICUREZZA - Il luogo comune: “Il nucleare è la fonte di energia più pericolosa. Pensa a Chernobyl, a Fukushima”. Messaggio chiave: "Chernobyl era come un’auto degli anni Cinquanta senza freni. A Fukushima l’incidente fu innescato da uno tsunami di enormi proporzioni e non da un difetto strutturale dell’impianto. I nuovi reattori moderni, invece, sono progettati per spegnersi automaticamente se qualcosa va storto. È un altro mondo, letteralmente: come paragonare una macchina di media cilindrata a una Ferrari".
IN FRANCIA LA BOLLETTA COSTA LA METÀ - Il luogo comune: “Va bene tutto, ma in pratica cosa cambierebbe per la mia bolletta?”. Messaggio chiave: "La Francia, con 57 reattori nucleari, paga la bolletta circa la metà di noi. Non è una questione ideologica: è una questione di prezzo. Le imprese italiane pagano l’elettricità sul mercato elettrico più del doppio di quelle francesi. È così che si perdono i posti di lavoro".
PICCOLI REATTORI MODULARI - Il luogo comune: “Il nucleare comporta centrali enormi come quelle dei film, con torri di raffreddamento alte come grattacieli”. Messaggio chiave: "I nuovi reattori modulari sono piccoli, standardizzati e progettati per essere prodotti in serie. Stati Uniti, Francia, Canada e Regno Unito stanno investendo miliardi in questo settore. L’Italia è già attiva per lo sviluppo del nucleare nel mondo, perché non trarne beneficio diretto nel nostro Paese?".
I REFERENDUM - Il luogo comune: “Il popolo italiano ha già detto NO al nucleare. Due volte. Punto. Fine della storia". Messaggio chiave: "I referendum del 1987 e del 2011 furono pienamente legittimi, ma riguardavano tecnologie diverse da quelle oggi in sviluppo. Gli italiani possono valutare di nuovo l’opzione nucleare alla luce delle tecnologie di nuova generazione, che sono, rispetto al passato, più avanzate e progettate in modo modulare".
L’ITALIA È L’UNICO PAESE DEL G7 DOVE IL NUCLEARE È BLOCCATO - Il luogo comune: “Va bene il dibattito, ma in fondo è una scelta nazionale. L’Italia ha deciso di non avere il nucleare, come tanti altri Paesi”. Messaggio chiave: "Cinque Paesi del G7 hanno il nucleare e continuano a svilupparlo. La Germania, dopo aver chiuso le sue centrali, sta riconsiderando la scelta. Solo l’Italia continua a dire no in modo categorico. Vogliamo davvero essere gli unici a guardare il treno passare?".
SENZA NUCLEARE NESSUNO ARRIVA AL NET ZERO - Il luogo comune: “Bastano sole, vento e batterie per arrivare alla neutralità climatica; il nucleare è inutile e lo sostengono solo interessi nazionali, non autorità davvero neutrali”. Messaggio chiave: "Una delle massime autorità mondiali sull’energia, l’Aie, sostiene che la neutralità climatica richiede un mix di tecnologie pulite: rinnovabili, accumuli e anche nucleare, perché senza una forte crescita di questa fonte gli obiettivi di decarbonizzazione diventano molto più difficili e più costosi da raggiungere. Non è ideologia. È matematica climatica".
IL SOLE NON ILLUMINA LA NOTTE, IL VENTO NON SOFFIA SEMPRE - Il luogo comune: “Tanto le rinnovabili producono già metà della nostra elettricità. Ci basta installarne di più e siamo a posto”. Messaggio chiave: "Il sole non illumina la notte e il vento non soffia sempre. Il nucleare può produrre energia fino al 90% delle ore dell’anno. Senza una fonte che garantisca produzione continua e programmabile, la rete elettrica non è sicura. Oggi questa funzione è svolta dal gas; domani può esserlo il nucleare sostenibile".
IL NUCLEARE ITALIANO C’È GIÀ. SOLO CHE LO FACCIAMO PER GLI ALTRI - Il luogo comune: “L’Italia ha perso le competenze nucleari da decenni. Anche se volessimo, non sapremmo più farlo”. Messaggio chiave: "Negli ultimi quarant’anni, l’industria italiana ha continuato a realizzare componenti e impianti nucleari per Francia, Regno Unito, Stati Uniti e persino Cina. In Italia, però, non ha potuto farlo. Vogliamo continuare a regalare il lavoro agli altri? O lasciamo che gli ingegneri e i tecnici italiani lavorino a casa propria?".
IL NUCLEARE PER SOSTENERE ELETTRIFICAZIONE E DATA CENTER - Il luogo comune: “Con il mix energetico attuale siamo già a posto: non serve aggiungere altre fonti, basta quello che abbiamo”. Messaggio chiave: "Il mix attuale potrebbe non garantire automaticamente sicurezza, decarbonizzazione e resilienza, soprattutto in vista della crescita attesa della domanda dovuta all’elettrificazione dei consumi e al rapido sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e dei data center. Per raggiungere gli obiettivi climatici e coprire la domanda con continuità servono anche tecnologie low-carbon come il nucleare. Escluderlo a priori indebolisce la transizione energetica e la competitività".
I PRIMI REATTORI MODULARI DI DIMENSIONE RIDOTTA DEL MONDO OCCIDENTALE SONO IN COSTRUZIONE - Il luogo comune: “Meglio aspettare la fusione, perché le nuove tecnologie a fissione non sono ancora pronte”. Messaggio chiave: "Ad oggi la fusione è ancora lontana anche se ci sono molti investimenti, ricerca e sviluppo in corso. Nel frattempo, i primi Smr (reattori modulari) ad acqua basati sulla tecnologia nucleare di terza generazione avanzata, già consolidata, sono in costruzione in Canada".