La compagnia aerea statunitense low cost Spirit Airlines, in difficoltà da mesi e fortemente colpita dall’aumento dei prezzi del jet fuel, ha annunciato che tutti i suoi voli sono cancellati e che avvierà una "cessazione progressiva" delle sue attività. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva ipotizzato a fine aprile un possibile acquisto della compagnia da parte dello Stato federale per salvare le migliaia di posti di lavoro di Spirit, nona compagnia statunitense per numero di passeggeri, che ha già dichiarato bancarotta due volte nel 2025. Ma questa ipotesi non si è concretizzata.
Fondata nel 1992, Spirit Airlines è una delle prime compagnie 'low cost' del mercato americano. Secondo i dati del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti, Spirit ha trasportato 28 milioni di passeggeri tra febbraio 2025 e gennaio 2026 e occupava poco più di 11.000 persone nel 2024 (ultimo dato disponibile). La società madre di Spirit Airlines, Spirit Aviation Holdings, ha indicato in un comunicato di aver "avviato una cessazione progressiva e ordinata delle sue attività, con effetto immediato". "Tutti i voli Spirit sono stati cancellati e i clienti non devono recarsi in aeroporto", ha annunciato la compagnia. La homepage del sito della compagnia mostrava un messaggio che indicava che "il servizio clienti non è più disponibile". Tuttavia, la compagnia aerea Usa ha precisato che procederà ai rimborsi dei biglietti già acquistati.
Secondo il Ceo di Spirit, Dave Davis, la compagnia era riuscita a marzo a "raggiungere un accordo con i suoi creditori su un piano di ristrutturazione che le avrebbe permesso di tornare a essere un’azienda sostenibile". Ma l’impennata dei prezzi del jet fuel dall’inizio della guerra in Medio Oriente “non le ha lasciato altra scelta che avviare una cessazione progressiva e ordinata della società”, ha spiegato nel comunicato. I prezzi del cherosene sono più che raddoppiati dall’inizio del conflitto con l’Iran a fine febbraio. "Per mantenere l’attività, sarebbero stati necessari centinaia di milioni di dollari aggiuntivi di liquidità che Spirit semplicemente non ha e non è riuscita a ottenere. È estremamente deludente e non è l’esito che desideravamo", ha aggiunto Davis.
Il 23 aprile, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva ipotizzato un possibile piano di salvataggio di Spirit, con un intervento da 500 milioni di dollari. Venerdì ha dichiarato ai giornalisti che Spirit aveva ricevuto una "proposta finale" ma i negoziati sono falliti dopo che alcuni detentori di obbligazioni hanno respinto il piano, secondo i media statunitensi. Alcuni responsabili dell’amministrazione Trump hanno criticato l'amministrazione Biden che aveva bloccato un progetto di acquisizione di Spirit da parte della concorrente JetBlue per 3,8 miliardi di dollari, ritenendolo anticoncorrenziale.
Due grandi compagnie statunitensi, American Airlines e United Airlines, hanno annunciato di essere in contatto con le autorità americane "per contribuire ad attenuare l’impatto" della cessazione delle attività di Spirit. Le due compagnie hanno indicato sui loro siti internet di offrire tariffe preferenziali sulle rotte servite anche da Spirit per i passeggeri i cui voli sono stati cancellati, nonché facilitazioni per il personale di volo di Spirit che desidera rientrare a casa.
L’inizio della guerra con l’Iran a fine febbraio, sottolinea il 'Wall Street Journal', ha fatto impennare i prezzi del jet fuel il che rappresentava per Spirit Airlines "un costo aggiuntivo comproso tra i 10 e i 15 milioni di dollari alla settimana" e questo "ha mandato all’aria il piano di ristrutturazione della compagnia". La compagnia, ricorda il quotidiano Usa, "aveva già iniziato a vendere alcuni aeromobili e a ridurre le proprie operazioni, e i dirigenti si sono resi conto che Spirit doveva fare di più".