Unionbirrai: "Basta incidenti sulle strade, i giovani devono bere con consapevolezza e moderazione"

Il monito di Vittorio Ferraris, presidente dell'associazione dei piccoli birrifici indipendenti italiani dopo i drammatici incidenti stradali del weekend

Il presidente di Unionbirrai Vittorio Ferraris
Il presidente di Unionbirrai Vittorio Ferraris
22 giugno 2026 | 16.24
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Bere consapevolmente dovrebbe diventare un mantra fra i giovani che troppo spesso si approcciano alle bevande alcoliche senza le dovuta accortezza. Dalla birra agli aperitivi al vino, il consumo avviene quasi sempre la sera e diventa un problema anche di sicurezza stradale perché, ancora oggi molti ragazzi e ragazze, nonostante i divieti e le restrizioni, si mettono alla guida dei veicoli in stato di ebbrezza. A tornare sulla importanza del bere con moderatezza è Vittorio Ferraris, presidente e direttore generale di Unionbirrai, intervistato dall’Adnkronos, commentando i drammatici incidenti stradali del weekend, alcuni dei quali hanno coinvolto giovani conducenti risultati positivi all'alcol test.

Presidente Ferraris, qual è il vostro messaggio di fronte a gravi incidenti che coinvolgono i giovani sulle strade italiane, troppo spesso positivi all'alcol test?

“Da trent’anni promuoviamo la cultura del bere bene e consapevole. Le recenti tragedie che hanno coinvolto giovani vite sulle nostre strade ci richiamano a una responsabilità collettiva. La birra è un prodotto destinato agli adulti e contiene alcol: deve quindi essere consumata con consapevolezza, moderazione e rispetto per sé stessi e per gli altri. Bere consapevolmente non significa soltanto prestare attenzione alle quantità, ma sapere cosa si sta bevendo, conoscerne la gradazione e comprendere le conseguenze delle proprie scelte”.

Questo richiamo assume un significato particolare nell’anno del trentennale della birra artigianale italiana che proprio domani si celebra con la Giornata nazionale della Birra artigianale?

“Certamente. La birra artigianale italiana è nata per proporre un modo diverso di avvicinarsi alla birra: non un consumo indistinto ma un’esperienza fondata sulla scoperta di sapori, materie prime, tecniche produttive, territori e persone. In questi trent’anni abbiamo cercato di diffondere una cultura del bere bene, della qualità e della convivialità, di cui la birra è da sempre uno degli emblemi”.

Quale comportamento deve adottare chi si mette alla guida?

“Chi guida deve conoscere e rispettare rigorosamente i limiti stabiliti dalla normativa. È una responsabilità verso la propria vita, verso le persone trasportate e verso tutti coloro che si incontrano sulla strada. Non esiste una quantità valida per tutti: il tasso alcolemico dipende dalla gradazione della bevanda, dalla quantità consumata e da numerosi fattori individuali. Per questo non bisogna affidarsi a calcoli approssimativi o alla sola percezione personale”.

Il limite generale resta fissato a 0,5 grammi per litro?

“Sì, mentre per i conducenti con meno di 21 anni, per i neopatentati nei primi tre anni e per alcune categorie professionali è previsto il limite zero. Occorre esserne pienamente consapevoli. Quando si partecipa a una degustazione o a un momento conviviale è importante organizzare per tempo il rientro, individuando un conducente che non abbia bevuto oppure scegliendo mezzi pubblici, taxi o altre soluzioni sicure. E quando esiste anche soltanto il dubbio di non essere nelle condizioni idonee, non ci si mette alla guida”.

Come si inserisce in questo messaggio “Buona questa Birra!”, il progetto del trentennale?

“‘Buona questa Birra!’ nasce per invitare le persone a scoprire il mondo della birra artigianale. È una Italian Pilsner realizzata collettivamente dai piccoli birrifici indipendenti italiani attraverso preparazioni condivise, partendo da una base comune ma lasciando a ciascun produttore la possibilità di interpretarla secondo la propria esperienza e sensibilità. Il progetto racconta la collaborazione tra i birrai, la diversità delle produzioni e il valore culturale che si trova dietro ogni bicchiere”. “Unionbirrai ha sempre affiancato alla rappresentanza delle imprese un’intensa attività di formazione, divulgazione e promozione della cultura brassicola. Formare significa insegnare a riconoscere gli stili, leggere le etichette, comprendere la gradazione, degustare con attenzione e distinguere il piacere della convivialità da un consumo finalizzato esclusivamente all’ebbrezza. Conoscere ciò che si beve è il primo passo per consumarlo responsabilmente”.

Qual è dunque l’invito per la Giornata Nazionale della Birra Artigianale?

“Celebrare insieme questi trent’anni, incontrare i produttori e conoscere ciò che si beve, senza mai dimenticare la responsabilità. Una buona birra deve accompagnare e arricchire un momento di socialità, non trasformarlo in un rischio. Il valore dello stare insieme si misura anche nella capacità di tutelare sé stessi, i propri amici e tutte le persone che condividono con noi la strada”. (di Cristina Armeni)

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