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Assisi, l’Abbazia di San Pietro presidiata ogni fine settimana dai Templari

Assisi, l’Abbazia di San Pietro presidiata ogni fine settimana dai Templari
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26 agosto 2026 | 14.44
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Assisi – L’impegno nella custodia del patrimonio religioso e nell’assistenza ai fedeli trova un punto di riferimento costante in Umbria. Presso l’Abbazia di San Pietro ad Assisi, i Templari assicurano ogni fine settimana un presidio continuo, finalizzato a garantire l’apertura delle porte, l’accoglienza dei pellegrini e la tutela degli spazi sacri. L’iniziativa dei Templari Oggi Aps rientra in un programma organico di valorizzazione dei luoghi di culto che interessa diverse regioni italiane e centri europei, fondato su un servizio ecclesiale disciplinato e gratuito.

Presidio continuativo e accoglienza ad Assisi

L’Abbazia di San Pietro, insigne monumento della spiritualità benedettina situato nel cuore della città serafica, vede la presenza attiva dei Templari durante tutti i sabati e le domeniche. Il compito primario consiste nel mantenere accessibile la chiesa a visitatori e fedeli, offrendo un punto di riferimento discreto per l’orientamento, la vigilanza e il rispetto del silenzio liturgico.

L’attività risponde all’esigenza concreta di molti complessi storici che, a causa della carenza di personale o custodi, rischierebbero limitazioni negli orari di apertura o periodi prolungati di chiusura. Ad Assisi, crocevia internazionale di cammini e pellegrinaggi, il presidio permette di restituire piena fruibilità a un bene artistico e spirituale di primaria rilevanza.

La rete di tutela dei luoghi sacri in Italia e all’estero

L’intervento nell’abbazia assisana non costituisce un episodio isolato, ma si inserisce nella direttrice operativa dell’associazione Templari Oggi APS, attiva dal Nord al Sud Italia e in diverse sedi estere. La salvaguardia degli edifici sacri lungo le antiche vie di pellegrinaggio, come la Via Francigena, include interventi diretti di manutenzione ordinaria, riapertura al culto di pievi dimenticate e progetti complessi di recupero strutturale, tra cui l’ex convento di Sassoferrato.

Dalla Chiesa di Ognissanti e San Giacomo alla Pieve di Santa Maria Maddalena, fino alle sedi in Veneto come San Zeno in Poja e alle grandi basiliche romane, il modello operativo coniuga rigore formativo e responsabilità civica.

Inclusione sociale e servizio civile

Accanto alle mansioni di accoglienza e vigilanza monumentale, l’associazione integra percorsi di utilità sociale (effettuati con appositi protocolli firmati con il Ministero della Giustizia e il Ministero degli Interni) rivolti a giovani in condizioni di vulnerabilità o disagio. L’affiancamento nelle attività di manutenzione dei complessi religiosi e nella custodia degli ambienti diviene uno strumento di formazione pratica e reinserimento nella comunità, basato sull’acquisizione di senso del dovere e dignità personale.

La presenza nell’Abbazia di San Pietro ad Assisi conferma così una vocazione pragmatica: operare nel presente per la tutela tangibile dei beni comuni e della tradizione cristiana.

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