La donna colta da una crisi respiratoria nella zona Bayahibe. La testimonianza di Sara Calabria: "Ho visto persone tornare indietro per prendere le valigie"
Le autorità di Santo Domingo hanno confermato all’ambasciatore d’Italia il decesso di una cittadina italiana di 46 anni coinvolta nell’incendio del resort Viva Dominicus Beach in zona Bayahibe. In ospedale l’ambasciatore ha incontrato il marito della signora F.V. e gli ha offerto l’assistenza dell’ambasciata assieme agli incaricati del resort che stanno seguendo tutti gli altri italiani coinvolti nell’incendio. Nove i feriti nel rogo.
La signora F.V. - riferisce la Farnesina - sarebbe stata colta da una crisi respiratoria mentre era in spiaggia, dove era accorsa assieme agli altri turisti per evacuare le stanze dell’hotel. Ha perso conoscenza inalando monossido di carbonio quando un’ondata di fumo proveniente dal sito incendiato l’ha investita. E’ stata trasportata in ospedale con un’auto privata.
Continua l’opera di assistenza e di verifica sulla condizioni dei connazionali da parte dei funzionari diplomatici italiani. Il governo della Repubblica Dominicana ha inviato il capo della protezione civile e due ministri sul luogo del disastro; sono state tenute riunioni operative con l’ambasciata d’Italia e i responsabili del resort per garantire assistenza durante l’emergenza. Al momento non si registrano altre vittime legate direttamente o indirettamente all’incendio, sono in corso altre verifiche.
Sono circa 1.700 i turisti evacuati dall'area di Bayahibe, hanno riferito le autorità locali. Le cause dell'incendio non sono ancora state individuate, ma secondo i primi accertamenti le fiamme sono state alimentate dal forte vento e si sono diffuse rapidamente tra i tetti di paglia della struttura. "Oggi è previsto un primo volo di rientro per 130 connazionali con destinazione Verona" ha detto il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.
Sara Calabria, sorella del calciatore Davide, ha raccontato su Instagram lo choc, vissuto durante l’incendio nel resort della Repubblica Dominicana, dove lavorava e dove è morta la connazionale Francesca Valentino. Ha spiegato quanto fosse stato fondamentale vedere colleghi e amici in salvo, pur provando grande tristezza nel ritrovarsi davanti al luogo che per un anno era stato “una seconda casa” con il suo ufficio ridotto in cenere. Aveva ricordato che “nulla vale più delle vostre vite”, invitando tutti a non mettere a rischio la propria sicurezza per recuperare documenti o valigie.
Nel suo messaggio aveva sottolineato l'importanza di seguire le indicazioni del personale e le norme di sicurezza, raccontando di aver visto persone tornare nelle camere per prendere i bagagli o chiedere se fosse possibile farlo. Un comportamento che, aveva avvertito, può mettere in pericolo sé stessi e gli altri: "A volte sottovalutiamo il pericolo, ma in momenti così bisogna ascoltare chi ci dà indicazioni".