Indagine su società famiglia Caroccia, l'accusa: "Usati proventi clan Senese"

In settimana i primi interrogatori a piazzale Clodio. Difesa Caroccia: "Nella società 'Le 5 Forchette' nessun denaro della camorra"

La Procura di Roma (Fotogramma/Ipa)
La Procura di Roma (Fotogramma/Ipa)
30 marzo 2026 | 12.59
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L'accusa per Mauro e Miriam Caroccia, indagati dalla Procura di Roma nel procedimento sulla società 'Le 5 Forchette' che gestiva il ristorante 'Bisteccheria d'Italia' di via Tuscolana a Roma e di cui è stato azionista anche l'ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, che ha poi rivenduto le quote, è di aver "trasferito e reinvestito" nella srl "proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese". E' quanto si legge nel capo di imputazione dell'indagine della Dda di Roma in cui si procede per le accuse di riciclaggio e intestazione fittizia dei beni. Attività illecita aggravata dal fatto di averla "commessa al fine di agevolare l'associazione di stampo mafioso" facente capo al gruppo dei Senese. Secondo l'accusa, padre e figlia, nel dicembre del 2024, avrebbero 'investito' nella Srl al fine di "permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche" e "di reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni".

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I primi interrogatori davanti ai pm della Dda di Roma sono previsti per metà settimana. A piazzale Clodio saranno ascoltati dai magistrati Mauro Caroccia, che sta scontando una pena definitiva a quattro anni di carcere per reati di stampo mafioso, e la figlia Miriam, azionista della Srl.

Difesa Caroccia: "Nella società 'Le 5 Forchette' nessun denaro della camorra"

"Da una verifica documentale possiamo escludere che qualsiasi somma di denaro proveniente dalla camorra sia stata mai utilizzata nella operazione della società 'Le 5 Forchette Srl' e la famiglia Senese non ha nulla a che fare con questa storia né prima né dopo le dismissioni delle quote societarie ad opera dei legittimi detentori", afferma l'avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Mauro e Miriam Caroccia.

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