Attentato a Ranucci, la rivelazione di Giletti: "Attentatori dalla Campania, legati a camorra"

Le novità sull'attentato al giornalista e conduttore di Report svelate a 'Lo Stato delle Cose'

Massimo Giletti - Fotogramma /Ipa
Massimo Giletti - Fotogramma /Ipa
30 marzo 2026 | 21.01
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A Lo Stato delle Cose nuove rivelazioni sull’attentato dello scorso ottobre al giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci: A svelarle durante la trasmissione di stasera è stato Massimo Giletti.

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"Il mezzo usato - ha detto - non è una Panda nera, che probabilmente ha depistato all'inizio. La notizia vera è che l'esplosivo intanto non era plastico ma è una gelatina, probabilmente presa in una cava. Gli uomini erano tanti, non uno solo, e venivano dalla Campania: sono arrivati quella sera stessa e sono tornati. Uomini che appartengono alla camorra. L'attentato a Sigfrido Ranucci è di camorra".

La camorra avrebbe quindi piazzato l’ordigno sotto l’auto del conduttore davanti alla sua abitazione di Pomezia lo scorso 16 ottobre. Arrivano conferme all'ipotesi seguita dalla Procura di Roma (pm Carlo Villani), nel corso delle indagini condotte dai carabinieri che avevano avuto già una prima svolta lo scorso 21 novembre, quando una lettera anonima aveva indirizzato gli investigatori verso la camorra e in particolare verso il gruppo di Giuseppe Setola, ala stragista del clan dei Casalesi.

"Non fu utilizzato esplosivo al plastico, ma della gelatina", ha aggiunto Giletti. Alle 22 del 16 ottobre 2025, un'auto aveva raggiunto l'abitazione a Pomezia, vicino Roma, e diversi uomini avevano piazzato un ordigno, poi esploso intorno alle 22. Un attentato dinamitardo che ha distrutto le auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, parcheggiate all'esterno della sua residenza.

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