Ondata di raid russi sull'Ucraina, 11 morti e gravi danni a monastero patrimonio Unesco

Colpite Kiev, Kharkiv e Dnipro. Secondo Mosca, a danneggiare il monastero di Kyiv-Pechersk Lavra sarebbe stato un missile Patriot 'scaduto' in dotazione ale forze ucraine. Zelensky: "Atto di barbarie. Proposto incontro con Putin al G7: Mosca non è pronta"

I danni al monastero di Kyiv-Pechersk Lavra in Ucraina - Afp
I danni al monastero di Kyiv-Pechersk Lavra in Ucraina - Afp
15 giugno 2026 | 11.00
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Nuovo pesante raid della Russia contro l'Ucraina. Colpiti quasi tutti i quartieri di Kiev, dove sono state uccise cinque persone, ferite 35, fra cui un bambino e una donna incinta e danneggiate le infrastrutture dell'energia elettrica, con circa 140mila residenti dei quartieri a nord rimasti al buio. Nel massiccio attacco in cui sono stati usati 70 missili e 611 droni sono state raggiunte anche Kharkiv e Dnipro, dove sono stati uccisi, a Kharkiv, 5 soccorritori accorsi per spegnere le fiamme provocate da un primo raid, e a Dnipro, dove sono stati feriti altri cinque soccorritori.

Il bombardamento di Mosca ha colpito una volta ancora il cuore dell'identità ucraina, siti associati alla rinascita culturale e religiosa del Paese realmente indipendente, pochi giorni dopo la firma, da parte di Volodimyr Zelensky del provvedimento "Sulla ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie", in cui il russo non è stato inserito nel lungo elenco delle lingue delle minoranze regionali protette. Non ci saranno quindi finanziamenti o altre iniziative del governo in sostegno del russo, laddove non può comunque essere considerato come lingua regionale o minoritaria, dal momento che continuano a parlarlo tutti in tutto il Paese.

E' stato danneggiato nel bombardamento di questa notte a Kiev lo storico Monastero delle grotte (Kyiv Pecersk Lavra), fondato nell'undicesimo secolo, dove il monaco Nestore scrisse la "Cronaca degli anni Passati" quando ancora Mosca non esisteva, primo documento della storiografia nazionale ucraina, strattonato dalla Russia di Vladimir Putin come elemento fondante dell'identità del Paese. Il complesso, che dopo la Rivoluzione fu trasformato in un centro museale per la propaganda contro la religione, è tuttora conteso, metro per metro, dalla Chiesa ucraina ancora associata al Patriarcato di Mosca e dalla Chiesa autocefala ucraina. La Cattedrale della Dormizione inclusa nel sito protetto dall'Unesco è affidata al clero ucraino.

Il portavoce della Chiesa ortodossa ucraina, Yevstratiy Zoria, ha pubblicato le foto dell'incendio. Icone e reliquie sono state portate fuori dalla Lavra e salvati, ha assicurato Il vescovo Avraamy.

Le fiamme si sono diffuse nella notte anche al complesso Mystetskyi, il Museo e del centro nazionale per la cultura e le arti, proprio di fronte alla Lavra, e dove si è appena conclusa, apprende l'Adnkronos, la fiera libraria più importante in Ucraina. Un vasto incendio si è anche sviluppato al Centro nazionale per la cinematografia Dovzhenko, dove è stata danneggiato il laboratorio dei costumi di scena e distrutta l'intera collezione più datata e più vasta, con 100mila costumi e tre milioni accessori, come ha denunciato la ministra della Cultura e vice Premier, Tetiana Berezhna. Danneggiato nel raid anche il Museo di arte di Kharkiv e il Centro per l'organo e la musica da camera della chiesa Bryanska di Dnipro.

Zelensky, che si è subito recato, domate le fiamme, a visitare i complessi colpiti a Kiev, ha accusato Mosca di aver preso di mira "in modo deliberato con due droni" il quartiere della città in cui si trova il monastero e il centro culturale, rendendo noto di aver dato istruzioni al ministero degli Esteri e al corpo diplomatico di "ottimizzare tutti i contatti con i partner oggi per fare in modo che le riunioni internazionali di questa settimana e della prossima (a partire dal G7 che si è aperto oggi, ndr) si concludano con risultati reali per il rafforzamento della nostra difesa e per aumentare le pressioni sulla Russia per questa guerra".

L'Unesco ha condannato il raid che "avrebbe causato importanti danni all'interno e all'esterno della Cattedrale della Dormizione, edificio simbolico della capitale dell'Ucraina. Strutture storiche adiacenti, notoriamente elementi del complesso fortificato della Lavra e la torre di Ivan Kushnik, sarebbero state parimenti colpite", sottolinea l'organizzazione internazionale in un comunicato.

Il complesso religioso, già colpito due volte dall'inizio della guerra della Russia contro l'Ucraina, era stato in parte distrutto da un incendio in seguito a una serie di esplosioni il 3 novembre del 1941, pochi mesi dopo l'arrivo delle forze naziste a Kiev e l'abbandono della città, poco prima, dell'Armata rossa che avrebbe lasciato esplosivi nei siti più importanti di Kiev secondo diverse ricostruzioni. "Tutte le arcate del campanile principale del monastero esplendevano di una vivida luce arancione, come se fosse ornato di luminarie, ma non c'era molto fumo. La cattedrale della dormizione non c'era più: una montagna di pietre, dalla quale spuntavano resti di pareti affrescate. Bruciavano tutti i musei, tutto il complesso del monastero racchiuso nelle mura", ha ricordato Anatolij Kuznecov in "Babij jar", il libro (pubblicato in Italia da Adeplhi) in cui ricostruisce il massacro degli ebrei a Kiev operato dai nazisti dopo le esplosioni del Kreshativ, prima delle successive al Monastero.

Il Metropolita Epifanio, capo della Chiesa ortodossa ucraina, ha denunciato l'attacco della scorsa notte contro Kiev come un crimine contro l'umanità, la storia e contro la cristianità. Cosa deve fare più di questo il leader del Cremlino "perché il mondo capisca che devono essere compiute azioni decisive in modo che possa terminare il terrore russo contro l'Ucraina e contro i principi alla base della pace?", ha scritto l'esponente religioso che nel dicembre del 2018 era stato eletto primo primate della nuova Chiesa ortodossa ucraina, a compimento della nascita della Chiesa ortodossa autocefala, in seguito alla rottura con il Patriarcato di Mosca e di tutte le Russie riconosciuto dal Patriarcato ecumenico di Constantinopoli, passo decisivo della reale indipendenza dell'Ucraina da Mosca.

Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha anticipato il ricorso all'Unesco e con altri meccanismi internazionali chiedendo "una risposta immediata e adeguata a questa situazione di barbaria di stato". Il ministero della Difesa russo ha confermato l'attacco massiccio, ma contro infrastrutture militari a Kiev, Kharkiv e Dnipro, "in risposta agli attacchi di Kiev" e sottolineato che il Monastero delle grotte è stato colpito da un missile Patriot, malfunzionante perché datato fornito agli Stati Uniti all'Ucraina. (di Simona Poidomani)

"Siamo in costante comunicazione con i nostri partner sulle conseguenze di questo attacco russo e sulla risposta necessaria. È importante che i leader dei Paesi, i leader pubblici, le organizzazioni internazionali non tacciano. Ho dato istruzioni al ministero degli Esteri dell'Ucraina e a tutta la nostra squadra diplomatica di intensificare il più possibile tutti i contatti con i partner, in modo che le misure internazionali di questo e le settimane successive possano dare risultati reali per rafforzare la nostra difesa e la pressione globale sulla Russia per questa guerra. Ho bisogno di una risposta giusta a questo colpo di stato russo. Grazie a tutti quelli che sono con l'Ucraina!

Zelensky: "Atto di barbarie. Proposto incontro con Putin al G7: Mosca non è pronta"

"È importante che il mondo non resti in silenzio di fronte a questo ultimo atto di barbarie russa. Questo attacco alla Lavra è un'aggressione alla comunità cristiana e al patrimonio culturale dell'umanità. Non può esserci giustificazione per questo o per qualsiasi altro attacco russo simile. Ciò che serve è una maggiore cooperazione per fermare la guerra della Russia e una protezione più forte per salvare vite dalla Russia", ha scritto sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyil quale ha dichiarato di aver proposto un incontro con il presidente russo Vladimir Putin a margine del G7 di Évian, in Francia, ma Mosca non sarebbe "pronta" a partecipare.

"Prima dell’inizio del G7, vi dico la verità, avevamo trasmesso il messaggio che eravamo pronti a incontrare Putin", ha spiegato Zelensky, aggiungendo che un eventuale formato con la partecipazione di europei e Stati Uniti rappresenterebbe "un'ottima opportunità per incontrarci tutti insieme", estendendo quindi l'invito anche alla parte russa. Una fonte della presidenza ucraina ha inoltre riferito all'Afp e ad altri media che la proposta era stata avanzata "attraverso canali, intermediari, diplomatici e servizi d'intelligence", senza tuttavia ricevere "una risposta chiara" da Mosca.

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