L'industria media Ue contesta il Digital Omnibus, chiedendo ai ministri di respingere norme su Gdpr e dati che ostacolano competitività e semplificazione.
Le maggiori associazioni dell'industria dei media europei hanno scritto una lettera ai ministri dei Paesi membri dell'Ue in vista della riunione del Consiglio Telecomunicazioni che si tiene oggi a Lussemburgo, in cui chiedono di respingere alcune parti "dannose" dell'Omnibus digitale proposto dalla Commissione von der Leyen 2.
Le associazioni scrivono ai ministri "per condividere le nostre urgenti preoccupazioni in merito alla proposta Digital Omnibus della Commissione Europea. In qualità di rappresentanti dell'industria dei media europea, la esortiamo a respingere le misure dannose proposte ai sensi degli articoli 88a e 88b del Gdpr nella proposta della Commissione e confermate dal Consiglio nell'articolo 5, paragrafo 3, della direttiva ePrivacy e nell'articolo 8a del Gdpr, che sono in totale contrasto con l'obiettivo dichiarato dell'iniziativa di semplificazione per rafforzare la competitività dell'Ue".
"Rileviamo una profonda discrepanza - notano - tra l'obiettivo dichiarato del Digital Omnibus e il suo contenuto effettivo. Invece di semplificare le norme, il Digital Omnibus introduce requisiti e restrizioni aggiuntivi, che renderanno più difficile il trattamento dei dati in Europa. Di fatto, la proposta mantiene rigidi obblighi di consenso, impedendo al contempo alle aziende di richiederlo e ottenerlo in modo efficace, e non offrendo alternative valide per processi chiave a basso rischio come la misurazione dell'audience".
"Abbiamo ripetutamente espresso questa preoccupazione alla Commissione Europea e ai rappresentanti degli Stati membri - continuano - sin dalla pubblicazione della proposta nel novembre 2025, con scarsi risultati. La mancanza di chiare direttive politiche ai massimi livelli sta ostacolando progressi significativi in questo indispensabile processo di semplificazione". Secondo gli editori, "per essere efficace, il Digital Omnibus deve mantenere la promessa di offrire un quadro più proporzionato e basato sul rischio, in modo che l'economia digitale e dei media europea possa crescere e competere a livello globale, contribuendo al contempo alla diversità dei contenuti e delle notizie".
"Chiediamo il vostro chiaro sostegno politico nella prossima riunione del Consiglio per garantire una maggiore responsabilità nell'attuazione delle misure proposte, affinché il Digital Omnibus sia in linea con il suo mandato originario di semplificare le norme Ue e promuovere la competitività", concludono le associazioni.
Firmano la lettera Act (Associazione delle emittenti televisive commerciali e dei servizi video on demand in Europa), Aer (Associazione delle radio europee), Amc (Audience Measurement Coalition), Ebu (Unione europea di radiodiffusione), Egta (Associazione internazionale delle imprese di Tv e audio multipiattaforma), Emma (Associazione europea degli editori dei periodici), Enpa (Associazione europea degli editori di quotidiani), Epc (Consiglio europeo degli editori), Nme (News Media Europe).