Iran-Usa, raggiunto accordo di pace. Trump: "Hormuz riapre senza pedaggio". Venerdì la firma in Svizzera

L'annuncio del premier del Pakistan: "Cessazione immediata e permanente delle operazioni militari, anche in Libano". Gb, Francia, Germania e Italia: "Bene accordo, ora attuarlo rapidamente e in modo completo". Ecco perché l'Iran ha rinunciato ad attaccare Israele dopo raid su Beirut

Iran-Usa, raggiunto accordo di pace. Trump:
15 giugno 2026 | 00.01
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Iran e Usa hanno raggiunto l'accordo per lo stop alla guerra. L'annuncio da parte del Pakistan arriva al termine di una giornata cruciale per Teheran e Washington segnata da un'escalation di tensione in Medio Oriente dopo che Israele ha lanciato un nuovo attacco in Libano, a Beirut, motivando l'azione come una risposta ai raid di Hezbollah. A stretto giro la reazione di Teheran che ha minacciato una risposta "imminente". Poi la svolta.

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L'annuncio del Pakistan

"A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l'Accordo di Pace tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran è stato RAGGIUNTO. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano. La cerimonia ufficiale di firma avrà luogo venerdì 19 giugno in Svizzera", ha reso noto su X il premier pachistano Shehbaz Sharif.

"Vorremmo ringraziare gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran per il loro impegno nel trovare una soluzione diplomatica al conflitto - ha aggiunto Sharif - Vorremmo inoltre esprimere il nostro sincero apprezzamento ai nostri fratelli in questo sforzo di mediazione, la grande leadership dello Stato del Qatar, per il loro supporto nel raggiungimento di questo accordo. Vorrei inoltre ringraziare in modo particolare la leadership visionaria del Regno dell'Arabia Saudita e della Repubblica di Turchia per i loro immensi contributi in tal senso. Con l'accordo ora in vigore, i mediatori faciliteranno una serie di incontri questa settimana. Queste discussioni preliminari all'implementazione porranno le basi per i colloqui tecnici e la cerimonia ufficiale di firma".

Le parole di Trump

Il presidente Usa Donald Trump ha confermato l'intesa raggiunta con Teheran . "L'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ora completo. Congratulazioni a tutti! - ha scritto Trump su Truth - Con la presente autorizzo pienamente l'apertura senza pedaggio dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l'immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!".

Poi, in un altro post: "Questo grande accordo porterà pace e sicurezza all'intera regione. Molti presidenti hanno cercato di arrivare alla pace con l'Iran e tutti hanno fallito prima di me. I leader della regione hanno, per la prima volta, trovato un presidente che può aiutarli a raggiungere una pace vera. Con l'apertura dello Stretto dopo la firma dell'accordo venerdì, per motivi legati alla rimozione delle mine, il petrolio tornerà a fluire da entrambe le estremità a vantaggio della regione e del mondo".

Il vicepresidente Usa JD Vance ha detto che intende partecipare alla cerimonia ufficiale della firma del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, anche se il presidente Trump potrebbe partecipare di persona. "Penso che stiamo ancora cercando di capire la logistica su chi parteciperà alla cerimonia della firma", ha detto Vance a Fox News in una breve intervista telefonica televisiva. "Ho sicuramente intenzione di essere lì, ma è possibile che il presidente stesso possa essere lì". I servizi segreti statunitensi generalmente scoraggiano le apparizioni simultanee del presidente e del vicepresidente, soprattutto in contesti internazionali, per motivi di sicurezza e successione, ricostruisce la Cnn.

La dichiarazione di Teheran

L'Iran ha confermato la finalizzazione dell'accordo che "pone fine alla guerra". Il viceministro degli Esteri, Kazem Ghribabadi ha dichiarato che gli impegni assunti da Teheran nell'ambito del nuovo accordo con gli Stati Uniti entreranno in vigore a partire da venerdì. Dopo la conferma dell'accordo, riporta Iran International, Gharibabadi ha affermato che i negoziati per un accordo definitivo proseguiranno per 60 giorni e si concentreranno principalmente sulla revoca delle sanzioni. Ha aggiunto che l'Iran passerà alla fase successiva dei negoziati solo dopo lo scongelamento dei suoi beni, la fine del blocco imposto dagli Stati Uniti e la conclusione formale della guerra.

"Il testo del memorandum d'intesa è stato finalizzato e la firma ufficiale del Memorandum d'intesa di Islamabad avverrà venerdì in Svizzera", ha detto Gharibabadi ai media iraniani. "I nostri impegni entreranno in vigore a partire da venerdì", ha sottolineato, ma "due punti entreranno in vigore immediatamente a partire dalle prime ore di questa mattina": "1. La fine definitiva e immediata della guerra su tutti i fronti, Libano compreso. 2. La revoca e la cessazione del blocco navale imposto dagli Stati Uniti alla Repubblica Islamica dell'Iran". Gharibabadi ha aggiunto che il memorandum d'intesa "non è solo il risultato di sforzi diplomatici", ma anche di quelli che ha definito "successi militari" dell'Iran.

Ecco perché l'Iran ha rinunciato ad attaccare Israele dopo raid su Beirut

Il traffico marittimo nelle acque del Golfo Persico verrà regolato in collaborazione con l'Iran e l'Oman. Lo scrive l'agenzia iraniana Fars dopo l'accordo per il cessate il fuoco raggiunto tra Teheran e Washington. "L'Iran, dopo l'attacco a Dahieh a Beirut, aveva annullato i negoziati e si era preparato per un attacco al regime sionista, ma con le concessioni dell'ultimo minuto offerte dal presidente degli Stati Uniti, tra cui la preservazione dell'integrità territoriale del Libano, il ritiro di Israele dal confine libanese e l'immediata revoca dell'assedio, è stato persuaso a rinunciare all'attuazione dell'attacco", scrive l'agenzia.

Trump: "Attacco in Libano non doveva avvenire"

Dura la posizione di Trump nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu. "L'attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così speciale, quando siamo così vicini a un accordo di pace con l'Iran - aveva dichiarato Trump in un post su Truth - Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui ha risposto era di portata limitata e insignificante, nessuno è rimasto ferito o ucciso, e non dovrebbe interrompere questo importante processo".

"Siamo molto vicini a un accordo che porterà la pace nella regione, Libano compreso, e tutte le parti dovrebbero desistere. Non dovrebbero esserci più attacchi da parte di Israele in Libano, ma non dovrebbero esserci nemmeno più attacchi da parte di altre fazioni, incluso Hezbollah, contro Israele. Questo potrebbe essere l'inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola!", aveva concluso il presidente americano.

Trump aveva parlato anche con Barak Ravid, giornalista di Axios. "Perché Bibi ha dovuto fare quel fottuto attacco? Mi sono così arrabbiato con lui, gliel'ho detto. Non ha giudizio, gliel'ho detto", le parole del presidente Usa che nella breve conversazione riportata da Ravid aveva criticato aspramente la decisione di Netanyahu in un momento decisivo del dialogo tra Stati Uniti e Iran.

Gb, Francia, Germania e Italia: "Bene accordo, ora attuarlo rapidamente e in modo completo"

"Accogliamo con grande favore l'annuncio del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Ci congratuliamo con gli Stati Uniti, il governo iraniano e tutti i soggetti coinvolti, inclusi Pakistan, Qatar e tutti gli altri mediatori, per questa svolta diplomatica. Questo è un momento di opportunità per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l'economia globale", è la posizione dei leader di Italia, Francia, Regno Unito e Germania in una nota congiunta. "È ora fondamentale che i negoziati dettagliati si concludano e che questo accordo venga attuato rapidamente e in modo completo. Siamo pronti a sostenere questo sforzo.

"L'urgente riapertura dello Stretto di Hormuz con libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni è essenziale. Ci impegniamo a fare la nostra parte per raggiungere questo obiettivo, in conformità con i nostri rispettivi obblighi costituzionali, anche attraverso una missione strettamente difensiva e indipendente per rassicurare la navigazione commerciale e condurre operazioni di sminamento", prosegue la nota.

"L'Iran non deve mai acquisire un'arma nucleare. Siamo pronti a collaborare con gli Stati Uniti, l'Iran e l'AIEA per tale fine. Siamo pronti a revocare le sanzioni pertinenti in risposta a passi chiari e verificabili da parte dell'Iran sul suo programma nucleare. Lavoreremo intensamente con gli Stati Uniti, l'Iran e i partner regionali per cogliere questa opportunità, mantenere lo slancio e raggiungere una soluzione diplomatica a lungo termine. Ribadiamo inoltre il nostro pieno sostegno alla stabilità, alla sovranità e all'integrità territoriale del Libano e l'importanza di un cessate il fuoco efficace", affermano i leader.

Macron: "G7 discuterà della riapertura a lungo termine dello Stretto di Hormuz"

Il G7 discuterà della riapertura a lungo termine dello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron, spiegando che a Evian le potenze del G7 inizieranno i colloqui proprio dalle "conseguenze" dell'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, inclusa la "riapertura a lungo termine" dello Stretto di Hormuz. "L'obiettivo sarà quello di esaminare le conseguenze di questo accordo, il sostegno al Libano, la riapertura a lungo termine di Hormuz e, naturalmente, la conclusione di un accordo sui programmi nucleari e missilistici balistici iraniani", ha dichiarato il presidente francese in un video pubblicato su Instagram al suo arrivo nella città sulle rive del Lago di Ginevra, dove ospiterà Donald Trump e i leader di Germania, Canada, Italia, Giappone e Regno Unito per tre giorni a partire da oggi lunedì 15 giugno. Questi temi saranno discussi anche martedì con i leader di Egitto, Emirati Arabi Uniti e Qatar, ha sottolineato.

"Esamineremo anche le modalità per diversificare le rotte energetiche fuori dalla regione al fine di ridurre la nostra dipendenza", e quindi "le conseguenze della crisi in Medio Oriente sulle nostre economie", ha spiegato Macron. I prezzi del carburante sono schizzati alle stelle dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, avvenuta dopo l'inizio della guerra alla fine di febbraio, poiché gran parte delle esportazioni petrolifere della regione transita normalmente attraverso questo stretto.

Francia e Regno Unito, insieme ad altri Paesi, hanno proposto una missione marittima multinazionale per sminare e mettere in sicurezza questa via navigabile strategica, da dispiegare dopo il raggiungimento di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Questa opzione dovrebbe essere all'ordine del giorno del vertice del G7.

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