Israele, media: formazioni arabe verso indicazione di Eisenkot come premier

Lista Unita e Ra'am, considerate l'ago della bilancia per la formazione del nuovo governo, dovrebbero indicarlo come loro candidato durante le consultazioni con il presidente israeliano Herzog. L'avvio a partire da mercoledì

Gadi Eisenkot - Ipa
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01 novembre 2026 | 13.37
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La Lista Unita e Ra'am, le formazioni arabe considerate l'ago della bilancia per la formazione del nuovo governo in Israele, dovrebbero indicare Gadi Eisenkot come candidato premier durante le consultazioni con il presidente israeliano, Isaac Herzog, che dovrebbero iniziare la prossima settimana. A riferirlo a Walla è stato un esponente della Lista Unita.

Herzog ha intanto annunciato che mercoledì riceverà "i risultati ufficiali delle elezioni dal presidente della Commissione elettorale centrale, il giudice Noam Solberg", e subito dopo avvierà "le consultazioni" con i leader dei partiti per individuare il candidato alla guida del governo.

"Inviterò tutti i partiti e le liste: la residenza presidenziale sarà aperta a tutti", ha dichiarato Herzog durante la cerimonia commemorativa per il primo presidente israeliano, Chaim Weizmann, secondo quanto riferito dal Times of Israel. Il capo dello Stato ha auspicato che le forze politiche trovino "soluzioni creative per evitare un'altra elezione".

Nel frattempo la Lista Unita non entrerà a far parte di un eventuale nuovo governo israeliano, ma è pronta a sostenerlo dall'esterno in cambio di impegni sulle questioni che riguardano la popolazione araba, ha dichiarato il leader della formazione, il deputato Ahmad Tibi, in un'intervista tv.

"Non faremo parte del governo", ha affermato Tibi, spiegando che l'obiettivo della Lista Unita è rendere più semplice, e non più difficile, il processo di formazione della coalizione. Il partito sostiene inoltre la sostituzione del presidente della Knesset, Amir Ohana, e voterà contro eventuali mozioni di sfiducia costruttiva presentate dal Likud contro un possibile nuovo esecutivo.

Tibi ha aggiunto che la Lista Unita non presenterà iniziative legislative per sciogliere la Knesset e che il sostegno esterno sarà legato a specifici accordi, tra cui misure per contrastare la criminalità nella società araba e il riconoscimento dei villaggi beduini.

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