Lo speciale Adnkronos con il presidente del Montenegro, l'ex sottosegretario Usa Robert Wilkie, l'esperta di Russia Jill Dougherty, l'ex presidente estone e il professore di studi militari Carlo Masala
L'Adnkronos torna in diretta dalla Lennart Meri Conference con una seconda finestra di interviste. Il vicedirettore Giorgio Rutelli ha incontrato cinque voci tra le più autorevoli del panorama internazionale su sicurezza, Russia e futuro dell'Europa.
Già capo dell'ufficio di Mosca per CNN e corrispondente alla Casa Bianca durante le presidenze Bush e Clinton, Jill Dougherty è oggi Distinguished Fellow al Wilson Center di Washington, dove studia la macchina della propaganda russa e il soft power del Cremlino. Fluente in russo, ha coperto in prima persona le presidenze di Gorbaciov, Eltsin e Putin, ed è autrice del libro My Russia: What I Saw Inside the Kremlin. Alla LMC 2026, nell'ambito della sessione "Voices of Freedom Outside the Kremlin Walls", ha parlato con Garry Kasparov, campione di scacchi e dissidente russo in esilio.
Ex Segretario degli Affari dei Veterani e già Sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti sotto l'amministrazione Trump, Robert Wilkie è una delle figure più rappresentative dell'ala conservatrice dell'establishment della sicurezza nazionale americana, ma critico delle mosse dell'attuale amministrazione. Al centro della sua analisi, il ruolo degli Stati Uniti nell'architettura difensiva occidentale, i rapporti transatlantici e la ridefinizione degli impegni americani in Europa in un momento di forte pressione sul fianco est della Nato.
Presidente dell'Estonia dal 2006 al 2016, Toomas Hendrik Ilves è tra i politici europei che con maggiore anticipo hanno denunciato la minaccia russa e la fragilità della dipendenza tecnologica occidentale. Informatico e pensatore strategico, ha costruito l'Estonia digitale ed è oggi una delle voci più ascoltate sul tema dell'AI applicata alla difesa e della sovranità tecnologica europea. Alla LMC avverte l'Europa che non può più permettersi di aspettare Washington e che puntare su un ritorno allo status quo post-Trump è, come ha detto lui stesso, pura "hopium".
Professore all'Università della Bundeswehr di Monaco, Carlo Masala è l'accademico tedesco di riferimento sulla dottrina militare russa e le prospettive strategiche del conflitto ucraino. Il suo libro If Russia Wins, che si apre con uno scenario di attacco russo a Narva (proprio in Estonia), ha suscitato un dibattito profondo in tutta Europa. A Tallinn, a pochi passi dal luogo in cui il suo scenario ipotetico è ambientato, ha discusso di quanto quel rischio sia reale nel 2026, del ruolo della guerra dei droni nella trasformazione delle dottrine militari e di cosa significherebbe per l'Europa una vittoria russa in Ucraina.
Presidente del Montenegro dal 2023, Jakov Milatović guida il paese che storicamente è il più avanzato nel percorso di integrazione europea tra i Balcani occidentali. Economista di formazione con esperienze internazionali, ha spinto il Montenegro verso una posizione più nettamente filooccidentale dopo anni di ambiguità. Alla LMC ha affrontato i nodi ancora aperti del cammino verso l'UE, il ruolo dei Balcani nell'architettura di sicurezza europea e la necessità per il suo paese di trasformare l'aspirazione all'integrazione in una vera proposta di valore strategico per Bruxelles. Il suo motto: "28 in '28": il Montenegro ha fatto i compiti a casa ed è pronto a essere il 28° Stato membro, già nel 2028.