Lennart Meri Conference 2026
C'è una città in Europa dove, ogni anno, si parla con una franchezza rara di sicurezza, guerra e potere. Quella città è Tallinn, capitale dell'Estonia, e la sede è la Lennart Meri Conference, il forum annuale promosso dall'International Centre for Defence and Security (ICDS) che dal 2007 riunisce ministri, generali, diplomatici, giornalisti e analisti in un confronto senza filtri sul futuro dell'ordine internazionale.
Adnkronos ha seguito in diretta la diciannovesima edizione con uno speciale: i vicedirettori Fabio Insenga, dallo studio tv del Palazzo dell'Informazione, e Giorgio Rutelli, in diretta da Tallinn, per seguire tre giorni di sessioni, dal 15 al 17 maggio, con alcune tra le voci più autorevoli della scena strategica internazionale.
La conferenza porta il nome di Lennart Meri — scrittore, regista, linguista e secondo Presidente della Repubblica Estone, scomparso nel 2006. Deportato in Siberia con la sua famiglia durante l'occupazione sovietica, Meri trasformò la sua vita in un atto di resistenza culturale e politica, fino a diventare uno degli artefici della restaurazione dell'indipendenza estone nel 1991 e dell'ancoraggio dell'Estonia a NATO e Unione Europea. Il suo nome non è solo un tributo: è un programma. Un promemoria che la libertà non è mai un dato acquisito, e che la sicurezza si costruisce con coraggio e lucidità, non con l'illusione che il pericolo non esista.
Il tema dell'edizione 2026, "Fortune Favours the Brave", la fortuna aiuta gli audaci, è la risposta più diretta possibile al momento storico che l'Europa sta attraversando. Un momento in cui rimandare le scelte non è più un'opzione.
Tre giorni di sessioni (alcune pubbliche, altre sotto la Chatham House Rule) attorno ai grandi nodi della sicurezza globale. In primo piano, il futuro del conflitto in Ucraina e le prospettive di un negoziato che tarda a prendere forma, mentre sul campo la Russia accumula le perdite più pesanti dall'inizio dell'invasione. Poi la deterrenza NATO sul fianco est, con i nuovi piani di difesa del Baltico, la Baltic Defence Line e il rafforzamento della presenza multinazionale in una regione che si sente (a ragione) in prima fila.
Spazio anche alle minacce ibride: cybersicurezza, sabotaggio infrastrutturale, disinformazione su larga scala; e alla crescente connessione tra la crisi europea e le tensioni nell'Indo-Pacifico, con la presenza di rappresentanti di Corea del Sud, Giappone, Filippine e Australia. Infine, un dibattito sempre più urgente: quello sul riarmo europeo e sull'autonomia strategica dell'Unione, con il ReArm Europe Plan appena avviato e l'industria della difesa chiamata a una trasformazione radicale.
Kristi Raik – Direttrice dell'ICDS
Organizzatrice della conferenza e direttrice dell'International Centre for Defence and Security di Tallinn, Kristi Raik è una delle più autorevoli voci nordico-baltiche sul rapporto tra Europa e sicurezza. Ricercatrice con una carriera costruita tra Helsinki, Bruxelles e Tallinn, ha contribuito in modo determinante a fare dell'ICDS uno dei think tank di riferimento per la politica estera europea. In diretta ha spiegato la filosofia della conferenza: un luogo in cui le verità scomode vengono dette — e ascoltate.
Alessandro Marrone – IAI
Responsabile del programma Difesa, Sicurezza e Spazio dell'Istituto Affari Internazionali, Alessandro Marrone è un punto di riferimento italiano nell'analisi delle politiche europee della difesa. Autore di decine di studi sul riarmo europeo, sull'industria militare e sull'innovazione tecnologica applicata alla sicurezza, Marrone porta alla conferenza lo sguardo di Roma su un'Europa che si scopre costretta a fare in pochi anni quello che avrebbe dovuto fare in decenni: costruire una vera capacità di difesa autonoma.
Ben Hodges – Generale, ex Comandante delle Forze USA in Europa
Voce tra le più schiette e ascoltate nell'analisi strategica euro-atlantica, il Generale Ben Hodges ha guidato le forze terrestri americane in Europa ed è oggi uno dei commentatori militari più citati sul conflitto russo-ucraino. Collabora con numerosi think tank internazionali, tra cui il Center for European Policy Analysis. A Tallinn ha ribadito la sua lettura del conflitto: l'Ucraina può vincere, ma la finestra strategica non è illimitata.
Sevgil Musaieva – Direttrice di Ukrainska Pravda
Giornalista, direttrice di Ukrainska Pravda, il più importante quotidiano indipendente ucraino, Sevgil Musaieva è una delle voci più coraggiose del giornalismo europeo in tempo di guerra. Dal 2014 segue dall'interno la politica di Kiev, il conflitto con la Russia e la trasformazione della società ucraina. Nelle ultime settimane, la sua testata ha svelato un nuovo scandalo di corruzione all'interno del governo ucraino, confermando che il giornalismo indipendente in Ucraina non si ferma neanche sotto le bombe.
Margus Tsahkna – Ministro degli Esteri dell'Estonia
Margus Tsahkna è il Ministro degli Esteri dell'Estonia in carica dal 2023, prima nel governo Kallas e poi in quello Michal. Un percorso politico fuori dal comune: laureato in teologia e diritto internazionale, ha attraversato la carriera con ruoli da Ministro della Difesa, una parentesi nel settore privato della medicina da guerra e catastrofe, e infine la fondazione del partito liberal-centrista Estonia 200. Alla LMC 2026 porta la voce del paese ospitante, un paese che spende la quota più alta di PIL in difesa nell'intera NATO e che non ha mai smesso di dire all'Europa ciò che l'Europa a volte fatica ad ammettere: che la sicurezza costa, che la Russia non si ferma da sola, e che la vicinanza geografica alla minaccia non è un dettaglio.