Polonia: Russia e Bielorussia strumentalizzano la crisi interna

Mosca e Minsk alimentano propaganda anti-occidentale e divisioni per destabilizzare Varsavia

Il primo ministro polacco Donald Tusk  - Fotogramma/Ipa
Il primo ministro polacco Donald Tusk - Fotogramma/Ipa
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02 novembre 2026 | 15.01
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La Russia e la Bielorussia stanno sfruttando attivamente la crisi, sempre più profonda, della Corte costituzionale polacca per alimentare narrazioni anti-occidentali e fomentare divisioni interne. Lo afferma, in un articolo pubblicato oggi, il quotidiano polacco Dziennik Gazeta Prawna. Il quotidiano descrive la reazione di Mosca come Schadenfreude: un piacere malevolo tratto dalle difficoltà interne della Polonia.

La campagna di propaganda giunge dopo una drammatica escalation avvenuta nel fine settimana a Varsavia, dove la polizia in tenuta antisommossa è stata schierata davanti alla sede del Tribunale costituzionale.

La tensione è salita venerdì sera, quando una fazione di giudici vicini alla coalizione filo-europea del primo ministro Donald Tusk ha tentato di sospendere il presidente conservatore del Tribunale, Bogdan Święczkowski, stretto alleato del partito di opposizione Diritto e Giustizia (PiS).

Il governo di Tusk ha giustificato l'intervento definendolo un passo doloroso ma necessario per ripristinare l'indipendenza della magistratura, dopo anni di interferenze politiche sotto il precedente esecutivo guidato dal PiS.

A poche ore dall'inasprimento della situazione venerdì, l'agenzia di stampa statale russa Ria Novosti ha pubblicato un editoriale dal titolo: "La Polonia rimanda la guerra con la Russia. All'ordine del giorno c'è la guerra civile".

L'opinionista russa Irina Alksnis ha sostenuto che la coalizione al governo in Polonia stia orchestrando l'impeachment del presidente Karol Nawrocki, affermando che l'obiettivo sarebbe quello di assumere il controllo della Corte costituzionale.

Nawrocki, eletto alla presidenza con il fermo sostegno del PiS, si è spesso schierato con la fazione conservatrice nella lotta di potere in corso contro il governo di Tusk.

Alksnis ha inoltre sostenuto che la Commissione Europea intenda sfruttare queste tensioni interne per rafforzare la propria presa su Varsavia, trovando nella presidenza polacca l'unico ostacolo. Secondo l'autrice, sebbene le élite politiche polacche restino unite dalla "russofobia", Mosca trarrebbe comunque vantaggio dal semplice fatto di osservare il caos crescente.

I media statali russi si sono spinti fino a definire gli eventi di venerdì alla Corte costituzionale come un "tentato colpo di Stato".

Le ripercussioni politiche hanno suscitato commenti anche da parte di figure di alto livello in Russia. Kirill Dmitriev, un importante alleato di Putin che supervisiona le discussioni economiche con gli Stati Uniti, ha reagito a un post sui social media dell'influencer filo-Trump Jack Posobiec, il quale aveva minacciato Tusk di reclusione, dichiarando: "L'Europa non sta bene: migranti, bellicismo, rivolte e colpi di Stato. Pentitevi".

Nel frattempo, l'ex presidente russo Dmitrij Medvedev ha accusato il governo di Tusk di "perseguitare i conservatori del PiS, in parte a causa della loro ritrosia verso i 'banderisti'", un riferimento ai nazionalisti ucraini associati al leader militante dell'epoca della Seconda guerra mondiale Stepan Bandera; un termine usato frequentemente da Mosca per alimentare le tensioni regionali.

Parallelamente, il regime bielorusso ha integrato la crisi polacca nella propria propaganda di Stato. L'emittente statale Minskaya Pravda ha descritto la Polonia come il simbolo di un'Europa frammentata, mentre Ryhor Azaronak, noto sostenitore di Lukashenko, ha paragonato l'attuale clima politico al colpo di Stato del maggio 1926 in Polonia, accusando Varsavia di ipocrisia in merito allo Stato di diritto.

L'intento strategico alla base delle reazioni di Mosca e Minsk è stato messo in luce da Andrzej Poczobut, eminente giornalista polacco-bielorusso, dissidente ed ex prigioniero politico. In un post su X, Poczobut ha avvertito che l'esultanza manifestata dai media statali dell'Europa orientale era del tutto prevedibile.

"Più grande è il caos politico in Polonia, maggiore è la loro soddisfazione", ha affermato Poczobut. "Non parteggiano per nessuno dei due schieramenti nella disputa sul Tribunale costituzionale. Il loro interesse è un altro: alimentare il conflitto. Più siamo divisi, meglio è per loro".

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