L'intervento del ministro degli Esteri al Consiglio di Sicurezza: "L'Italia non è in guerra con Mosca, ma la Russia si impegni in modo serio nei negoziati. Onu non sia club esclusivo. AI? Servono regole comuni. Su Gaza non c'è un minuto da perdere, disarmo Hamas diventi realtà"
"La crescente minaccia ibrida della Russia mette a repentaglio la sicurezza europea". Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo nella notte italiana al Consiglio di sicurezza dell'Onu. "È fondamentale evitare qualsiasi escalation e vogliamo essere molto chiari: l'Italia non è in guerra con la Federazione Russa", aggiunge.
"È giunto il momento che la Russia si impegni in modo serio e costruttivo nei negoziati", spiega il ministro, che continua: "Mosca troverà sempre l'Italia pronta a sostenere il dialogo e la ricerca di una soluzione diplomatica - assicura -. Tuttavia, la Russia, in quanto membro permanente di questo Consiglio, ha una responsabilità che non può essere ignorata".
"Siamo al fianco dell'Ucraina e del suo popolo coraggioso, che resiste a una guerra ingiusta. Il nostro obiettivo è una pace giusta e duratura", spiega quindi Tajani. "Condanniamo fermamente gli attacchi russi alle infrastrutture civili ed energetiche in Ucraina". Il ministro ringrazia l'amministrazione statunitense "per gli sforzi volti a favorire il dialogo" e assicura: "Sosteniamo fermamente tali sforzi".
"L'Europa ha interessi vitali in gioco, sia strategici che di sicurezza, e deve svolgere un ruolo centrale in questo processo", secondo Tajani. "La nostra posizione è chiara: nulla sull'Ucraina senza l'Ucraina. E nulla sulla sicurezza europea senza l'Europa. "Ci uniamo ai numerosi appelli alla pace e al dialogo lanciati da Sua Santità Papa Leone XIV. La diplomazia è l'unica via da seguire".
Il ministro ricorda che "si avvicina un altro inverno. Per questo motivo, rinnoviamo il nostro appello per un cessate il fuoco immediato. Si tratta di un'urgente necessità umanitaria", sottolinea Tajani. "Troppe vite sono andate perdute. Troppi bambini non possono andare a scuola. Troppe famiglie hanno sofferto. Con l'avvicinarsi dell'inverno, stiamo preparando un nuovo pacchetto di sostegno per il settore energetico ucraino", annuncia il ministro. "Forniremo nuovi generatori e continueremo a sostenere le famiglie che hanno perso la propria casa. L'Italia rimarrà in prima linea nella ricostruzione dell'Ucraina, anche attraverso il contributo delle nostre aziende leader".
"L'impegno dell'Italia è chiaro: continuare a sostenere l'Ucraina, lavorare per un cessate il fuoco e riportare le parti al tavolo dei negoziati", rimarca. "La pace non si costruisce rinunciando ai nostri principi. La pace si costruisce difendendo i nostri principi attraverso il dialogo", aggiunge il ministro.
E ancora: "Siamo particolarmente preoccupati per l'impatto di questa guerra sulle esportazioni ucraine di grano e cereali. Le conseguenze vanno ben oltre l'Europa. Colpiscono anche le economie più vulnerabili". La carenza di grano e cereali "fanno aumentare il prezzo del grano, dei fertilizzanti e, in ultima analisi, il prezzo del pane per milioni di famiglie. La libertà e la sicurezza della navigazione sono principi fondamentali e devono essere rispettate", sottolinea il ministro. "È per questo che abbiamo lanciato la Coalizione di Roma: per migliorare l'accesso a cereali e fertilizzanti, ridurre le tensioni, individuare rotte alternative e sostenere gli scambi commerciali".
Poi le parole sull'Onu: "Dobbiamo avere il coraggio di dirlo: troppo spesso questa organizzazione appare impotente. Per troppo tempo, la sua riforma è stata frenata da interessi contrapposti. L'Italia vuole un Consiglio di sicurezza più legittimo, più rappresentativo e maggiormente responsabile nei confronti di tutti gli Stati membri. Non un club ancora più esclusivo, bensì uno dei pilastri di un profondo rinnovamento delle Nazioni Unite, che auspichiamo il nuovo segretario generale voglia portare avanti, rendendole capaci di decidere e agire quando c'è ancora tempo per cambiare il corso degli eventi", sottolinea il ministro. "L'Italia ha sempre fatto la propria parte e continuerà a farla".
Continua il ministro: "La pace non è un'eredità acquisita, garantita una volta per tutte. È una responsabilità che dobbiamo assumerci ogni giorno. Deve essere difesa con determinazione, costruita con pazienza e perseguita senza mai arrendersi. E noi non ci arrenderemo mai". "È questo il messaggio che l'Italia porta oggi a New York".
Per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, non ha bisogno di gabbie burocratiche ma di "un equilibrio tra trasparenza, supervisione, sicurezza e tutela della proprietà intellettuale". "È proprio questo il compito delle Nazioni Unite: stabilire regole comuni prima che siano gli eventi, o gli attori più potenti, a imporre le proprie". Chi controllerà l'intelligenza artificiale "godrà di un enorme vantaggio rispetto a chi resterà indietro. Il rischio è che emergano nuove disuguaglianze, nuove dipendenze e nuove concentrazioni di potere, dalle quali potranno scaturire nuove forme di dominio", avverte il ministro.
"Intere professioni potrebbero scomparire o essere trasformate. Falsificare e manipolare la realtà diventerà sempre più facile. Sistemi automatizzati che operano senza supervisione umana potrebbero produrre decisioni estremamente pericolose". Ma, sottolinea Tajani, "governare l'innovazione non significa demonizzarla. L'intelligenza artificiale può aprire possibilità oggi inimmaginabili: per esempio, in medicina, nella ricerca, nell'istruzione, nella produzione industriale e nella tutela dell'ambiente. Ogni grande progresso tecnologico ha generato timori, ma ha anche creato opportunità e, nel tempo, maggiore prosperità".
"Tornare indietro non è né possibile né auspicabile", osserva il ministro. "Ma non possiamo neppure consegnare il nostro futuro alla tecnologia senza regole". Secondo Tajani "dobbiamo condividere i benefici dell'innovazione e costruire meccanismi di controllo reciproco".
Sul fronte del Medio Oriente, spiega, "a Gaza la tregua ha fermato i combattimenti ma non ha ancora posto fine alle sofferenze. Non c'è un minuto da perdere. La tregua deve essere consolidata, gli aiuti umanitari devono poter entrare senza ostacoli e il disarmo di Hamas deve diventare realtà". "La pace - aggiunge - può arrivare solo attraverso una soluzione a due Stati: due popoli, due Stati".
Per quanto riguarda l'Iran, "lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto. Difendere la libertà di navigazione significa difendere il commercio, l'occupazione, la crescita e il dialogo, perché dove le merci possono circolare liberamente, è meno probabile che circolino le armi", afferma il ministro degli Esteri. "I Paesi del Golfo -secondo Tajani- devono rilanciare il dialogo e chiedere all'Iran di abbandonare qualsiasi forma di minaccia nucleare e ogni politica aggressiva nei confronti degli altri Paesi della regione".