Da domani il sovrano inglese sarà per nove giorni tra Bahamas, Guyana e Antigua e Barbuda, per il vertice dei Capi di Governo del Commonwealth
Carlo III inizierà domani un tour reale nei Caraibi, che lo porterà in tre Paesi in nove giorni: Bahamas, Guyana e, infine, Antigua e Barbuda, per il vertice dei Capi di Governo del Commonwealth. Nonostante la pianificazione meticolosa prevista per le visite ufficiali del sovrano, che spesso inizia mesi prima della partenza, i viaggi reali - scrive la Bbc - sono eventi comunque imprevedibili. Nel caso di Charles, le incognite dipendono dal dibattito, che certamente si ravviverà con la sua presenza, sul pagamento delle riparazioni – risarcimenti da parte dei Paesi che hanno partecipato alla tratta degli schiavi – e sulla questione se il Re debba scusarsi per il ruolo del Regno Unito in quello che in precedenza ha definito un'"atrocità spaventosa" che lascia una "macchia indelebile" sulla storia.
"Questo è il rischio più grande del suo regno, finora, con così tanti fattori che sfuggono al suo controllo - ha affermato lo scrittore e storico Anthony Seldon alla Bbc - Le domande sulla schiavitù, le riparazioni e le scuse mettono in discussione l'integrità morale della monarchia". Il Re terrà tre discorsi importanti durante il viaggio nei Caraibi e seguirà il consiglio del governo di non presentare scuse ufficiali per il ruolo della Gran Bretagna nella tratta transatlantica degli schiavi. Un alto funzionario dello staff reale ha dichiarato che il Re "non si sottrarrà ai giorni più bui del nostro passato", ma ha sottolineato che le decisioni in merito a scuse e risarcimenti sono di competenza del governo. E l'attuale amministrazione Burnham, come quelle che l'hanno preceduta, non pagherà i risarcimenti. Buckingham Palace afferma che il riconoscimento degli errori del passato sarà parte integrante del programma del Re in tutti e tre i Paesi.
Tuttavia, le scuse, i risarcimenti e l'opzione repubblicana al posto della monarchia sono temi molto gettonati per gli attivisti, e le proteste sono probabili. Lo staff del Re che ha lavorato alla pianificazione del viaggio le considera come parte del dibattito aperto nella regione e i preparativi per la sicurezza ne tengono conto. Il ricordo dell'ultimo viaggio dei reali nei Caraibi è ancora vivo, quando, all'inizio del 2022, gli allora duca e duchessa di Cambridge, William e Catherine, si trovarono ad affrontare critiche per l'immagine del viaggio: le foto della coppia reale che si protendeva per toccare le mani tese di bambini giamaicani attraverso una recinzione di filo spinato apparvero goffe. E le proteste causarono anche la cancellazione di una piccola parte del programma. Nel tour caraibico del 2026 si sarà fatto tutto il possibile per evitare questo tipo di passi falsi.
I leader delle Bahamas, della Guyana e di Antigua e Barbuda celebreranno il Re e il suo impegno nella protezione delle foreste pluviali, nella creazione di legami culturali e nel rafforzamento delle relazioni in materia di commercio, energia e agricoltura. Ma lo fanno in un contesto di cambiamento. I leader di tutti e tre i Paesi hanno espresso il loro sostegno alla giustizia riparativa. Ad Antigua e Barbuda e alle Bahamas, dove il Re è capo di Stato, il dibattito sulla trasformazione in repubblica gode di un sostegno significativo. Nel primo caso, i funzionari eletti non sono più tenuti a giurare fedeltà al Re, ponendo fine a una tradizione quarantennale di giuramento di lealtà al monarca. "Ha ottenuto uno straordinario trionfo con il presidente Trump durante la sua visita negli Stati Uniti all'inizio di quest'anno, tenendogli testa e rimettendolo al suo posto come nessun altro leader aveva fatto, senza peraltro scatenare la sua ira", ha affermato Seldon. "Se riuscirà a gestire la delicatezza di questo viaggio, sia per se stesso, che per la monarchia britannica e per il futuro del Commonwealth, potrebbe rivelarsi un enorme successo".