Ue e Afghanistan: incontri 'tecnici' sui rimpatri di sicurezza

L'Ue conferma incontri tecnici con inviati afghani per discutere i rimpatri di persone considerate minacce alla sicurezza, specificando che ciò non implica riconoscimento del governo.

Il ministro dell'Interno afghano Sirajuddin Haqqani parla con il sindaco di Kabul
 - Fotogramma/Ipa
Il ministro dell'Interno afghano Sirajuddin Haqqani parla con il sindaco di Kabul - Fotogramma/Ipa
23 giugno 2026 | 12.47
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La Commissione Europea conferma che sono previsti incontri "a livello tecnico" con inviati del governo dell'Afghanistan, espressione dei Talebani, per parlare del "rimpatrio" di persone che costituiscono una "minaccia per la sicurezza" o che hanno commesso "gravi crimini" in Europa. Lo dice il portavoce dell'esecutivo Ue Markus Lammert, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, precisando che gli incontri avvengono dopo una richiesta contenuta in una lettera firmata da "venti Stati membri" dell'Unione.

I rimpatri sono "competenza nazionale", aggiunge, ma la Commissione può aiutare a "coordinare" questi rimpatri. Lammert ha rifiutato di confermare la tempistica degli incontri: "Non diamo dettagli sugli incontri tecnici", ha risposto. A detta di Lammert, questi incontri a livello tecnico "non significano assolutamente un riconoscimento" del governo afghano da parte dell'Ue. I rimpatri vanno eseguiti "dagli Stati membri", perché in questo campo la Commissione non ha competenza.

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