L'Ue lancia un nuovo Patto Mediterraneo con 21 azioni mirate su persone, economie e sicurezza, senza però prevedere finanziamenti aggiuntivi.
La Commissione Europea lancia il Piano di azione per il Mediterraneo, che consta di 21 azioni ma non prevede alcun finanziamento aggiuntivo. "Non è un nuovo strumento di finanziamento - ha spiegato un alto funzionario Ue - si baserà sulle allocazioni di bilancio esistenti e altri strumenti di finanziamento. Non ci sono soldi freschi".
Il piano, presentato a Bruxelles dalla commissaria per il Mediterraneo Dubravka Suica, consta di 21 azioni, suddivise in tre pilastri.
Il primo è dedicato alle "persone". Si tratta di otto azioni, tra cui l'Iniziativa Universitaria del Mediterraneo, che non è un nuovo ateneo, ma mira ad "approfondire" la collaborazione accademica, la ricerca e l'innovazione in tutta la regione mediterranea.
E' prevista anche la creazione di un'Assemblea parlamentare giovanile, che consentirà a giovani rappresentanti eletti europei e della sponda sud ed est del Mediterraneo di riunirsi in una piattaforma strutturata e contribuire alle politiche regionali.
Il secondo pilastro è dedicato alle "economie più forti, sostenibili e integrate". Consta di quattro azioni, tra cui l'Iniziativa di cooperazione transmediterranea per le energie rinnovabili e le tecnologie pulite (T-Med) e la sua piattaforma di investimento per accelerare i progetti di energia rinnovabile, rete elettrica e tecnologie pulite, mobilitando finanziamenti pubblici e privati, mitigando i rischi finanziari e promuovendo le partnership industriali.
Altre azioni relative a questo pilastro del patto includono un'offerta per le imprese tecnologiche e un approccio che combina investimenti pubblico-privati con il supporto politico, per promuovere un'interconnessione digitale sicura in tutta la regione del Mediterraneo. Il tutto avverrà potenziando la connettività regionale tramite cavi sottomarini, migliorando la capacità delle telecomunicazioni, promuovendo la cooperazione normativa e facilitando gli scambi tecnici in materia di sicurezza informatica.
Il terzo pilastro è invece dedicato alla "Sicurezza, preparazione e gestione delle migrazioni", che consta del maggior numero di azioni. Sono in tutto nove azioni, tra cui un Centro europeo antincendio, un centro regionale per il miglioramento della preparazione e della risposta alle catastrofi con sede a Cipro, che per la prima volta offrirà supporto anche ai Paesi del Mediterraneo meridionale.
Prevista anche un'operazione congiunta per il Mediterraneo (Med-Op), che sosterrà gli sforzi operativi nella lotta alla criminalità organizzata, in collaborazione con le autorità giudiziarie e degli affari interni.
Un'altra azione è "Confini sicuri", volta a rafforzare le capacità operative e istituzionali di gestione delle frontiere e la governance del settore della sicurezza. In materia di gestione delle migrazioni, in particolare, una delle azioni prevede l'attuazione dell'approccio "sull'intero percorso", affrontando le problematiche migratorie alla radice e "combattendo il traffico di esseri umani" per agevolare "percorsi legali".
Il Piano d'azione, assicura la Commissione, è un documento "flessibile e dinamico", che verrà regolarmente aggiornato e adattato al contesto in continua evoluzione, attraverso consultazioni costanti con le parti interessate e i partner, garantendone la pertinenza e l'efficacia. La seconda versione del piano d'azione è prevista per l'autunno prossimo.