Venezuela, esercito riconosce Rodriguez presidente. Trump avverte: "Faccia la cosa giusta o pagherà"

Il ministro della Difesa venezuelano: "In raid Usa uccisi a sangue freddo anche civili. Stati Uniti rilascino Maduro". Il presidente arrestato domani in tribunale a New York. Meloni sente Machado: "Nuova pagina di speranza". Nyt: 80 vittime nell'attacco americano

Venezuela, murales a Caracas - Afp
Venezuela, murales a Caracas - Afp
04 gennaio 2026 | 18.06
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L'esercito del Venezuela ha dichiarato di riconoscere Delcy Rodriguez, vicepresidente del deposto leader Nicolas Maduro, come leader ad interim del Paese, all'indomani dell'operazione militare con cui gli Usa hanno catturato l'ex presidente e lo hanno trasferito negli Stati Uniti affinché venga processato. Il ministro della Difesa Vladimir Padrino López ha rilasciato una dichiarazione a sostegno di una decisione della Corte Suprema che ha nominato Rodriguez presidente ad interim per 90 giorni.

Il raid statunitense ha comportato "l'uccisione a sangue freddo di gran parte della sua squadra di sicurezza, soldati e civili innocenti", ha poi denunciato, condannando il "codardo sequestro" dell'ex presidente Maduro da parte delle forze Usa. Padrino Lopez ha poi esortato la popolazione del Paese a riprendere le normali attività in un discorso televisivo. "Invito il popolo del Venezuela a riprendere le proprie attività di ogni tipo, economiche, lavorative ed educative, nei prossimi giorni", ha detto il capo dell'esercito in un videomessaggio alla nazione.

Padrino Lopez ha poi esortato gli Stati Uniti a rilasciare l'ex presidente e messo in guardia il resto del mondo contro il "colonialismo" di Washington. Circondato da ufficiali militari, il generale in capo ha sottolineato che Maduro "è il leader costituzionale vero e autentico di tutti i venezuelani" e dichiarato che l'esercito ne esige il "rilascio immediato". Ha poi condannato l'"ambizione colonialista" degli Usa, esortando gli altri Paesi "a volgere lo sguardo verso ciò che sta accadendo contro il Venezuela, contro la sua sovranità": il mondo "deve stare in guardia, perché se ieri è successo al Venezuela, domani potrebbe accadere ovunque".

Quindi l'appello alla popolazione a "non cedere alle tentazioni della guerra psicologica, alla minaccia, alla pace che ci vogliono imporre", esortandola piuttosto "alla pace e all'ordine".

Le Forze armate "garantiranno la governabilità del Paese" e useranno "tutte le capacità a disposizione per difendere il Paese, mantenere l'ordine interno e preservare la pace", ha poi assicurato il ministro, descrivendo l'apparato militare come "la fusione perfetta di popolo, polizia e forze armate".

L'avvertimento di Trump a Rodriguez

In un'intervista telefonica a The Atlantic, il presidente Usa Donald Trump ha intanto lanciato una minaccia contro la nuova leader venezuelana, affermando che "se non farà la cosa giusta, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro", catturato ieri dagli Usa a Caracas.

La ricostruzione" in Venezuela e "il regime change o come volete chiamarlo, è meglio di quello che c'è in questo momento. Non può andare peggio di così", ha continuato il presidente Usa. I commenti segnano un netto allontanamento dalla sua precedente avversione per il cambio di regime e il 'nation building' ("costruzione di una nazione"), come rileva la testata statunitense, che evidenzia la distanza tra le parole di Trump e le posizioni comuni nella base trumpiana del Partito repubblicano, il movimento Make America Great Again (Maga). "La ricostruzione non è una cosa negativa nel caso del Venezuela", ha poi ribadito Trump, parlando di un "Paese andato all'inferno", "totalmente fallito" e "un disastro sotto ogni punto di vista".

Trump ha poi negato che l'operazione militare contro il Venezuela abbia come obiettivo il controllo statunitense dell'emisfero occidentale, nel solco della cosiddetta Dottrina Monroe, che egli stesso ha fatto sua (soprannominandola "Dottrina Donroe"). "Non si tratta dell'emisfero. Si tratta del Paese. Si tratta dei singoli Paesi", ha affermato per poi precisare che la decisione di rapire il presidente venezuelano "non è stata presa semplicemente per ragioni geografiche", come scrive la testata.

Gli Stati Uniti non considerano Rodriguez presidente legittima, aveva chiarito in precedenza il segretario di Stato americano Marco Rubio, parlando con Abc News e sottolineando di non ritenerla legittima perché "non crediamo che questo regime sia legittimo in quanto frutto di elezioni... E non siamo solo noi. Sono circa 60 i paesi in tutto il mondo che condividono questa opinione".

"In definitiva - aveva sottolineato - la legittimità del loro sistema di governo deriverà da un periodo di transizione e da elezioni reali, che finora non hanno avuto".

Trump sta avendo conversazioni "molto concrete e molto chiare" con la presidente ad interim del Venezuela, in cui le ha detto di "guidare" il Paese "o farsi da parte", ha poi detto la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem nel corso di un'intervista a Fox News. "Puoi governare o puoi farti da parte. Non ti permetteremo di continuare a sovvertire la nostra influenza americana", avrebbe detto Trump secondo Noem.

Alla domanda se Maduro possa essere estradato dopo il processo, la segretaria ha risposto: "Penso che dobbiamo vedere e lasciare che il processo faccia il suo corso".

Maduro e la moglie domani in tribunale

Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores compariranno domani alle 12 ora locale (le 18 in Italia) davanti al giudice Alvin K.Hellerstein per rispondere delle accuse per le quali sono stati incriminati negli Stati Uniti, ha comunicato la Corte federale distrettuale di Manhattan.

Meloni sente Machado: "Nuova pagina speranza per popolo su basi democrazia"

La presidente del Consiglio Giorgia Melon ha intanto avuto una conversazione telefonica con Maria Corina Machado sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela. Nel corso della telefonata è stato condiviso come l’uscita di scena di Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione del Venezuela, che potrà tornare a godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto. Così una nota di palazzo Chigi.

Nyt: "80 vittime nei raid Usa"

Sarebbe intanto salito a 80 morti il bilancio dell'attacco americano contro Caracas e altre località venezuelane di ieri. Lo ha riferito una fonte venezuelana al New York Times, secondo cui tra le vittime ci sono civili e membri delle forze di sicurezza e il bilancio potrebbe salire ancora.

Ue: "Calma e moderazione, si rispetti carta Onu"

L'Unione Europea "chiede calma e moderazione a tutti gli attori", al fine di "evitare un'escalation e garantire una soluzione pacifica alla crisi" scaturita dall'operazione militare con cui gli Usa hanno catturato l'ex presidente venezuelano Nicolas Maduro. Lo si legge in una dichiarazione firmata dall'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri Kaja Kallas e tutti i Paesi membri dell'Ue, meno l'Ungheria. "L'Ue ricorda che, in ogni circostanza, devono essere rispettati i principi del diritto internazionale e della Carta dell'Onu", recita il testo, sottolineando che i membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu, tra cui spicca Washington, "hanno la particolare responsabilità di sostenere tali principi, in quanto pilastro dell'architettura di sicurezza internazionale".

E ancora: "L'Ue ha ripetutamente affermato che Nicolás Maduro manca della legittimità di un presidente eletto democraticamente e ha sostenuto una transizione pacifica verso la democrazia guidata dai venezuelani nel Paese, rispettosa della sua sovranità".

L'Ue "condivide la priorità di combattere la criminalità organizzata transnazionale e il traffico di droga, che rappresentano una significativa minaccia alla sicurezza mondiale", anche se sottolinea al contempo che tali sfide "devono essere affrontate attraverso una cooperazione costante nel pieno rispetto del diritto internazionale e dei principi di integrità territoriale e sovranità", si legge ancora.

"Tutti i prigionieri politici attualmente detenuti in Venezuela devono essere rilasciati incondizionatamente", recita ancora la nota, che ribadisce come in questo momento critico sia "essenziale che tutti gli attori rispettino pienamente i diritti umani e il diritto internazionale umanitario". Le autorità consolari dei Paesi Ue "lavorano in stretto coordinamento per proteggere la sicurezza dei cittadini dell'Ue, compresi quelli detenuti illegalmente" nel Paese sudamericano, assicura il documento.

Per l'Ue, "rispettare la volontà del popolo venezuelano rimane l'unico modo per il Venezuela di ripristinare la democrazia e risolvere l'attuale crisi. Siamo in stretto contatto con gli Usa, così come con i partner regionali e internazionali, per sostenere e facilitare il dialogo con tutte le parti coinvolte, portando a una soluzione negoziata, democratica, inclusiva e pacifica della crisi, guidata dai venezuelani", aggiunge il testo.

5 Paesi Sudamerica e Spagna: "No a controllo esterno Venezuela"

Intanto cinque Paesi dell'America Latina e la Spagna hanno messo in guardia contro ogni tentativo esterno di assumere il "controllo" del Venezuela, reagendo ai commenti con cui il presidente degli Stati Uniti ha suggerito che Washington "gestirà" il Paese e avrà accesso al suo petrolio. Brasile, Cile, Colombia, Messico, Uruguay e Spagna hanno espresso in una dichiarazione congiunta il loro "rifiuto" per la rimozione di Nicolas Maduro dalla presidenza del Venezuela da parte delle forze degli Usa e la "preoccupazione per qualsiasi tentativo di controllo o amministrazione governativa o appropriazione esterna di risorse naturali o strategiche".

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