Il presidente Usa: "Sto già rendendo il Venezuela ricco e sicuro". Presidente ad interim Rodríguez conferma i negoziati con le autorità statunitensi per la riapertura delle rispettive ambasciate
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo volto a proteggere i proventi della vendita del petrolio venezuelano detenuti nei conti del Tesoro statunitense da "sequestro o procedimenti giudiziari". Lo ha reso noto la Casa Bianca, secondo cui "il presidente Trump sta impedendo il sequestro dei proventi del petrolio venezuelano che potrebbero compromettere gli sforzi fondamentali degli Stati Uniti volti a garantire la stabilità economica e politica in Venezuela".
"Io amo il popolo venezuelano e sto già rendendo il Venezuela di nuovo ricco e sicuro. Congratulazioni e grazie a tutte quelle persone che stanno rendendo possibile tutto questo", le parole di Trump su X a una settimana esatta dall'operazione a Caracas che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro e della moglie Cilia Flores.
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha confermato i negoziati con le autorità statunitensi per la riapertura delle rispettive ambasciate, definendoli uno strumento per "ribadire la condanna" dell'intervento militare statunitense.
"Qual è l'obiettivo" di esplorare canali per la riapertura delle ambasciate? "Ribadire la condanna dell'aggressione subita dal nostro popolo, perché le nostre donne, i nostri uomini, le nostre ragazze, i nostri ragazzi sono stati profondamente colpiti da un'aggressione di questa natura", ha dichiarato in un discorso televisivo trasmesso dall'emittente nazionale VTV.
Secondo quanto confermato da un portavoce del Dipartimento di Stato a Europa Press, una squadra composta da personale diplomatico e di sicurezza dell'Unità Affari Esteri per il Venezuela, tra cui l'Incaricato d'Affari John McNamara, si è recata a Caracas "per condurre una valutazione iniziale di una possibile ripresa graduale delle operazioni".
Il ministro degli Esteri venezuelano Yván Gil ha dal canto suo dichiarato che il Paese latinoamericano ha "deciso di avviare un processo diplomatico esplorativo" con Washington, "volto a ristabilire le missioni diplomatiche in entrambi i Paesi".
Rodríguez ha ribadito che la sua risposta all'"aggressione da parte di una potenza nucleare" avverrà "attraverso i canali della diplomazia". "Ci incontreremo di persona e useremo la nostra diplomazia bolivariana di pace per difendere la pace del Venezuela, la stabilità del Venezuela, il futuro, per difendere la nostra indipendenza e per difendere la nostra sacra e inalienabile sovranità".
Rodríguez ha poi ringraziato le autorità del Qatar per gli sforzi di mediazione volti a ottenere la "prima prova di vita" di Nicolas Maduro e di sua moglie dopo la cattura. Ha inoltre sottolineato che il governo del Qatar ha facilitato la comunicazione e il dialogo con l'amministrazione Trump. "Non voglio dimenticare di sottolineare e ringraziare l'emiro del Qatar, che nelle ore più difficili di quel mattino, quando il Venezuela veniva attaccato, ha aiutato lui, il suo governo, il suo primo ministro, a ottenere la prima prova di vita del presidente e della prima dama", ha affermato Rodríguez in una dichiarazione diffusa dall'emittente 'Venezolana de Televisión (VTV).
Rodríguez ha inoltre espresso la sua gratitudine ai leader di Spagna, Colombia e Brasile a seguito di una serie di conversazioni telefoniche che si sono svolte con loro ieri, e durante le quali ha fornito loro "informazioni dettagliate sugli attacchi armati" contro il territorio venezuelano. In particolare, ha precisato che il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha inviato medicinali in Venezuela per far fronte ai danni causati ad un magazzino di forniture mediche durante i bombardamenti statunitensi, che hanno portato a una carenza di farmaci per trattamenti specifici.
"Quindi, questa è la notizia che volevo condividere, affinché le persone capiscano il percorso che stiamo intraprendendo: un percorso per rafforzarci, un percorso per proteggerci, ma anche un percorso per innalzare le nostre bandiere di rivendicazione e un percorso che ci consentirà di garantire il ritorno del presidente Nicolás Maduro e della first lady Cilia Flores", ha affermato Delcy Rodríguez.
Intanto l'opposizione venezuelana ha confermato oggi la scarcerazione di Virgilio Laverde, coordinatore giovanile nello stato di Bolivar di Vente Venezuela, la piattaforma guidata da Maria Corina Machado. "Dal comitato di Vente Venezuela confermiamo la scarcerazione di Virgilio Laverde", si legge in un post in cui si afferma che l'attivista politico "non sarebbe mai dovuto finire dietro le sbarre".
"Chiediamo la sua piena libertà e quella di tutti i prigionieri politici ancora in carcere", conclude il movimento di opposizione. La scarcerazione di Laverde si unisce quindi a quella degli altri nove prigionieri politici finora rilasciati secondo quanto riferito dalla Ong Foro Penal, che calcola che vi sono ancora 810 prigionieri politici, tra i quali 87 stranieri, compresi quelli con doppia nazionalità.