Il gesto della stella del Barcellona criticato dal ministro della Difesa israeliano Katz che lo accusa di sostenere il terrorismo. Madrid controbatte: "Chi ritiene che sventolare la bandiera di uno Stato equivalga a 'incitare all'odio', o ha perso il senno o è accecato dalla propria ignominia"
Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, è intervenuto in difesa della stella del Barcellona, Lamin Yamal, dopo le parole del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha accusato il calciatore di "incitamento all'odio" per aver sventolato una bandiera palestinese durante le celebrazioni per la vittoria della Liga lunedì.
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— FCB World (@forcabarca_ar) May 11, 2026
Le immagini hanno scatenato la reazione di Katz, che in un post su X ha accusato Yamal di "fomentare l'odio" contro Israele "mentre i nostri soldati combattono l'organizzazione terroristica Hamas", chiedendo al Barcellona di prendere le distanze e di chiarire che "non c'è spazio per l'incitamento o per il sostegno al terrorismo".
Sanchez ha replicato via social alle accuse, scrivendo che "chi ritiene che sventolare la bandiera di uno Stato equivalga a 'incitare all'odio', o ha perso il senno o è accecato dalla propria ignominia". Il primo ministro ha poi difeso il gesto del giovane calciatore, definendolo espressione della "solidarietà con la Palestina sentita da milioni di spagnoli", aggiungendo che si tratta di "un altro motivo per essere orgogliosi di lui".
Dal club blaugrana non è arrivata alcuna dichiarazione ufficiale sull'episodio. In conferenza stampa, l'allenatore Hansi Flick ha commentato con cautela, affermando che "normalmente non mi piace" questo tipo di gesti, ma ha aggiunto che la decisione spetta al giocatore. "Ho parlato con lui. Gli ho detto che se vuole farlo è una sua scelta. Ha 18 anni ed è abbastanza maturo".