Alcune delle proposte innovative in arrivo dall'undicesima edizione della maratona digitale
L'intelligenza artificiale e la robotica al servizio del benessere e del servizio di cura per i cittadini. Sono alcune delle proposte che arrivano da Digithon 2026, l'undicesima edizione della più grande maratona digitale in corso a Bisceglie. "La nostra proposta si chiama Nico -racconta ad Adnkronos Gabriele Abbatepaolo, uno degli inventor della startup Nico - è un robot terapeutico embodied dotato di intelligenza artificiale vocale, progettato per il supporto cognitivo ed emotivo delle persone affette da Alzheimer e demenza senile. Si presenta come un compagno morbido e rassicurante, capace di parlare e ascoltare in linguaggio naturale, con cui il paziente può semplicemente dialogare, senza schermi né barriere tecnologiche", sottolinea.
Una soluzione innovativa che arriva 'in supporto' di quanti per motivi familiari e professionali operano con persone affette da Alzheimer e demenza senile. "Nico -spiega- andrà a comunicare nelle Rsa e nelle famiglie con un paziente di Alzheimer e demenza e andrà ad assistere e a ridurre il carico sui caregiver e i familiari. Nico avrà a disposizione un'app con una dashboard in grado non solo comunicare col paziente, ma anche con i caregiver e il familiare, e di monitorare l'umore e i parametri del paziente", sottolinea. Nico quindi evolve la doll therapy, un intervento non farmacologico la cui efficacia è documentata da studi clinici randomizzati, trasformandola da oggetto statico a compagno interattivo e intelligente. Mentre la bambola terapeutica tradizionale è muta e uguale per tutti, Nico conversa, si personalizza sul singolo paziente (lingua, genere, stadio della patologia) e soprattutto misura i risultati.
E la 'vetrina' di Digithon può essere utile per sviluppare il progetto. "Siamo molto felici di essere stati ammessi qui tra i finalisti di Digithon e di presentare il nostro progetto a investitori e partecipanti di questa competition", continua.
Il supporto nella comunicazione in situazioni di difficoltà è l'obiettivo anche di My Voice Ai. "My Voice -spiega Riccardo Ruggeri, inventor della startup- nasce per aiutare mio figlio che ha difficoltà comunicative e nel creare questa applicazione ci siamo resi conto che può essere d'aiuto a tantissime persone nel mondo. Funziona -spiega- tramite un selettore di immagini, cioè l'utente seleziona l'immagine di quello che vuole dire e la particolarità è che funziona per livelli. Quindi l'utente seleziona il soggetto, poi automaticamente passerà al verbo, ai vari complementi per riuscire a costruire un'intera frase. E' previsto anche un traduttore personalizzato, cioè che traduce quello che dice l'utente", sottolinea.
E l'obiettivo della presenza a Digithon è sviluppare sempre più il progetto. "Noi non siamo degli esperti, io lavoro in uno studio commercialista, mia moglie è educatrice di nido, abbiamo un lavoro e ci servirebbe un acceleratore per rendere My Voice 'perfetta' il più velocemente possibile e anche espanderla nel mondo a livello di marketing e di conoscenza. Da soli ci vorrebbe molto tempo per renderla efficace al 100%", conclude.