Le risoluzioni approvate dalla Camera e dal Senato sulla crisi in Medio Oriente

09 marzo 2026 | 15.38
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Al termine delle comunicazioni in Aula fornite dai Ministri degli Affari Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto, sulla situazione in Iran e più in generale nel Medio Oriente, la Camera dei deputati ha avviato l’esame delle diverse risoluzioni presentate dai gruppi parlamentari. La discussione si è concentrata sulle misure da adottare per tutelare la sicurezza nazionale, garantire la protezione del personale italiano impegnato nelle missioni internazionali e definire la posizione dell’Italia nell’ambito delle tensioni regionali in corso. L’Assemblea ha successivamente approvato la risoluzione proposta dai gruppi di maggioranza, che ha ottenuto il via libera al termine del dibattito parlamentare. Il documento impegna il Governo ad adottare iniziative volte a rafforzare in tempi rapidi la capacità di difesa delle missioni italiane presenti nell’area, in particolare per quanto riguarda la tutela dei cittadini italiani e la sicurezza delle infrastrutture considerate strategiche. La risoluzione invita inoltre l’Esecutivo a mantenere una partecipazione attiva all’interno dei meccanismi decisionali dell’Unione Europea e a rispettare gli accordi internazionali che regolano l’utilizzo delle basi militari italiane da parte delle forze statunitensi. Nel corso dell’esame sono state approvate anche le risoluzioni presentate da Azione, Più Europa e Italia Viva, dopo una parziale riformulazione condivisa con il Governo. Il testo promosso da Italia Viva pone particolare attenzione alla situazione interna dell’Iran, sottolineando la necessità di sostenere i cittadini iraniani nel loro percorso verso un cambiamento politico e un maggiore riconoscimento dei diritti fondamentali. Queste risoluzioni, pur non sostituendo quella della maggioranza, ne integrano alcuni obiettivi e sensibilità. È stata invece respinta la risoluzione unitaria proposta dai gruppi di opposizione. Nel documento, le forze di centro-sinistra e di sinistra avevano espresso una valutazione più critica nei confronti delle recenti operazioni militari compiute dagli Stati Uniti e da Israele nella regione, chiedendo al Governo italiano un maggiore impegno diplomatico e un ruolo più incisivo nella tutela dei diritti umani, con l’obiettivo dichiarato di promuovere un cessate il fuoco immediato. Un punto rilevante della proposta consisteva nella richiesta di non concedere l’autorizzazione all’utilizzo delle basi militari presenti in Italia per operazioni che potessero risultare in contrasto con il diritto internazionale, nonché di escludere qualsiasi forma di supporto logistico o operativo a interventi armati non condivisi in sede multilaterale. Anche il Senato della Repubblica ha affrontato la questione, approvando la risoluzione n. 1 presentata dai gruppi di maggioranza. Tale documento incorpora parte dei contenuti della risoluzione n. 2 depositata da Italia Viva, che è stata pertanto in parte assorbita nel testo finale. L’Aula ha invece respinto la risoluzione n. 3 presentata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, che, in linea con quella respinta alla Camera, proponeva un orientamento più critico nei confronti delle azioni militari in corso e invocava un rafforzamento della mediazione diplomatica.

Nel complesso, l’esame delle risoluzioni nelle due Camere ha confermato un quadro politico articolato, con un orientamento prevalente volto a garantire continuità agli impegni internazionali dell’Italia e alla tutela del personale e degli assetti nazionali nella regione, affiancato da posizioni alternative che sottolineano la necessità di una maggiore pressione diplomatica e di un richiamo più stringente ai principi del diritto internazionale.

I testi delle risoluzioni al Senato

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