Si chiudono le gare: Usa primi con due ori e un argento. Al Giappone sei medaglie, storico il bronzo italiano nel team event. I protagonisti del ghiaccio pronti a tornare in pista per il Galà di sabato.
Si sono chiuse proprio come erano iniziate le gare di pattinaggio di figura delle Olimpiadi di Milano Cortina, ovvero con un testa a testa tra Giappone e Stati Uniti, in cui a spuntarla all'ultimo sono i nordamericani. E' andata così per il team event, prima delle gare disputate ai Giochi tra il 6 e l'8 febbraio, e il film si è ripetuto nell'artistico femminile, in cui ha trionfato la statunitense Alysa Liu, davanti a tre atlete giapponesi (seconda, terza e quarta). Una vittoria personale e di bandiera quella della ventenne californiana, dato che trascina gli Stati Uniti al primo posto nel 'medagliere' dello sport invernale più antico delle Olimpiadi.
Due gli ori a stelle e strisce (team event e singolo femminile, appunto) e un argento nella danza sul ghiaccio. A completare il ricco bottino manca solo la medaglia più attesa di tutte, quella del fenomeno dei quadrupli Ilia Malinin, protagonista suo malgrado del risultato più sorprendente di Milano Cortina. Il Giappone conquista il doppio delle medaglie rispetto ai rivali nordamericani, ma solo un oro, quello della coppia Riku Miura e Ryuichi Kihara, capaci di un'incredibile rimonta dopo il programma corto. Ad arricchire il bottino nipponico l'argento del team event e la doppietta secondo-terzo posto sia nel singolo maschile sia in quello femminile. Un oro va ai francesi della danza Laurence Fournier Beaudry e Guillaume Cizeron, uno al Kazakistan con la vittoria nel singolo maschile di Mikhail Shaidorov, avvantaggiato dai troppi errori dei rivali, a cominciare da quelli clamorosi di Malinin.
E non si dimentichi in questo medagliere in miniatura il bronzo della squadra italiana, terzo podio olimpico della storia per gli azzurri del pattinaggio di figura, dopo il terzo posto di Fusar Poli/Margaglio nella danza a Salt Lake City nel 2002 e quello di Carolina Kostner a Sochi nel 2014. Passano altri 12 anni per la terza medaglia italiana nel pattinaggio di figura. Quella conquistata a Milano Cortina ha un valore speciale però, perché arriva nel team event ed è quindi cartina di tornasole dello stato di salute generale di questo sport nel nostro Paese. Poco importa, quindi, che nelle competizioni di disciplina non siano arrivate altre medaglie (le speranze erano riposte nella coppia di danza Fabbri/Guignard, arrivati quarti, e in quella di artistico Conti/Macii, che hanno chiuso sesti), tutta la squadra azzurra archivia i Giochi con una medaglia al collo. Un pass per esibirsi nel Galà che sabato 21 febbraio chiude in bellezza le Olimpiadi del pattinaggio di figura, uno sport che, unendo tecnica e spettacolo, è capace di affascinare il pubblico di tutto il mondo. La media dei biglietti venduti alla Milano Ice Skating Arena per tutte le prove di pattinaggio di figura è stata del 92%. Ottimi anche i dati di ascolto in tv.
Ad attrarre sono anche le storie degli atleti, tra riscatti personali, rimonte insperate, crolli psicologici e le polemiche fisiologiche in uno sport soggetto per forza di cose all'arbitrio dei giudici. Non sono mancate nemmeno a Milano Cortina. Nel mirino la danza sul ghiaccio, la prima delle gare di disciplina in programma. I grandi favoriti erano la coppia di coniugi statunitensi, tre volte campioni del mondo, Madison Chock ed Evan Bates. Al loro palmarès mancava solo il titolo più prestigioso di tutti, ma il ritorno alle competizioni, a un anno dai Giochi, del campione olimpico in carica Guillaume Cizeron ha scombinato i loro piani.
Il pattinatore francese, accusato dalla ex partner Gabriella Papadakis di violenza psicologica, si è ripresentato nel circuito internazionale in coppia con la canadese fresca di cittadinanza d'Oltralpe Laurence Fournier Beaudry, rimasta 'scompagnata' dopo la sospensione inflitta all'ex compagno accusato di molestie. Già 'chiacchieratissima' prima delle Olimpiadi, è sul ghiaccio di Milano Cortina che la neo-coppia francese ha fatto ancor più parlare di sé, riuscendo a battere sia nella prova di danza ritmica sia nel programma libero i rivali Chock/Bates. Per qualcuno, soprattutto al di là dell'Atlantico, c'è lo zampino della giudice d'Oltralpe Jézabel Dabouis, che avrebbe assegnato alle due coppie punteggi troppo discordanti rispetto a quelli dei colleghi.
Nessuno discute, però, sull'alto valore dello spettacolo regalato sul ghiaccio tanto dai francesi, quanto dagli americani. A chiudere il podio i canadesi Gilles/Poirier, davanti agli italiani Fabbri/Guignard, che con grande sportività si sono detti "contenti" per gli avversari e hanno esortato a non sminuire la "più che dignitosa" medaglia di legno
Chi pensava che l’inedito assoluto del campione olimpico in carica che fa il bis con una partner diversa fosse la vera sorpresa di Milano Cortina, sbagliava di grosso. È stata infatti la gara maschile, disputata il 10 e il 13 febbraio, a fare più notizia. Alla vigilia avrebbe dovuto assegnare l’oro più scontato dell’intera Olimpiade, quello del Dio dei quadrupli Ilia Malinin. Il 21enne statunitense, impeccabile e ovviamente primo nel corto, la sera del lungo è sceso in pista per ultimo, dopo una serie infinita di errori degli avversari che lo hanno preceduto. Il forum di Assago, mai così pieno, soprattutto di pubblico a stelle e strisce, non si domandava se Malinin avrebbe vinto, ma se avrebbe concesso loro di assistere al primo quadruplo Axel nella storia delle Olimpiadi.
Era il primo elemento nel programma e si è trasformato nel primo errore. Da lì un blackout che tra cadute e salti sbagliati, ha trascinato 'Quad God' fino all'ottava posizione. Le lacrime del 21enne, fragile sotto il costume da guerriero, resteranno - insieme all’infortunio di Lindsey Vonn - l’immagine più triste dei Giochi di Milano Cortina. Offrono però anche una lezione su quanto possa essere insidiosa la pressione mediatica (e non solo) per i giovani atleti. L'aveva già insegnato al mondo la ginnasta Simone Biles, che per uno strano scherzo del destino la sera del 13 febbraio era al Forum a fare il tifo per il connazionale Malinin. La sua disfatta ha regalato la medaglia più sorprendente di questi Giochi: l’oro al kazako Mikhail Shaidorov, che tra gli errori degli avversari e un’esecuzione impeccabile, è riuscito a risalire dalla sesta posizione del programma corto fino al gradino più alto del podio. Dietro di lui i due giapponesi Yuma Kagiyama e Shun Sato.
Meglio ancora per la squadra nipponica è andata nella gara delle coppie di artistico. La loro coppia, Riku Miura e Ryuichi Kihara, era la grande favorita dai pronostici. Nel programma corto del 15 febbraio, però, a causa di un clamoroso e inaspettato errore in un sollevamento sono scivolati tra le lacrime in quinta posizione, davanti agli italiani Conti/Macii, anche loro imprecisi nella prova, e a sette punti dal primo posto provvisorio, occupato dai tedeschi Hase/Volodin. Una distanza che, al netto di possibili e gravi errori degli avversari, sembrava incolmabile. E invece il giorno successivo la coppia giapponese è scesa in pista determinatissima. Pattinando sulla colonna sonora di 'Il Gladiatore' hanno eseguito un programma più che perfetto, che gli è valso il punteggio record di 158,13 punti, facendoli salire sul gradino più alto del podio. Terzi i tedeschi, secondi i georgiani Anastasiia Metelkina e Luka Berulava.
Ultima gara e ultime lacrime. La prima a lasciarsi andare alla disperazione è stata Amber Glenn: icona Lgbtq+, a 26 anni più 'anziana' pattinatrice statunitense mai convocata ai Giochi, capace di chiudere il triplo Axel, nel corto del 17 febbraio ha sbagliato un salto e si è piazzata provvisoriamente in 13esima posizione. Anche per lei grandissima rimonta: il suo libero è stato il terzo della serata e le ha permesso di chiudere in quinta posizione e di trascorrere così buona parte della serata sui divanetti del podio provvisorio. Proprio lì si è resa protagonista di un gesto di grande solidarietà, consolando a lungo la giapponese grande favorita Kaori Sakamoto, che ha chiuso seconda, vedendo sfumare l'ultima chance della vita di mettersi al collo un oro olimpico. A 'soffiarglielo' è stata l'altra atleta a stelle e strisce Alysa Liu: vent'anni, ritirata dopo Pechino 2022 per l'eccessiva pressione, è tornata alle gare due anni dopo, più grintosa che mai. Sulla pista del Forum, con gli halo hair e un abito di paillettes dorate, si è trasformata in una diva pop, coinvolgendo tutta l'arena con il suo programma su MacArthur Park Suite di Donna Summer. Un programma tanto divertente quanto tecnicamente impeccabile, da valerle 150,20 punti, quasi cinque più del suo primato stagionale. E così la ventenne californiana di origine cinese, applauditissima anche dal compagno di squadra Ilia Malinin, si è aggiudicata il gradino più alto del podio, trascinando gli Usa in cima al 'medagliere' del pattinaggio di figura.
Le star del ghiaccio, presenti e passate, torneranno in pista per il Galà di sabato 21 febbraio. Una grande occasione per mostrare il meglio del loro repertorio, senza farsi limitare dalla pressione olimpica. Ad aprire le danze darà un'ospite d'eccezione: Carolina Kostner, bronzo Olimpico nel pattinaggio di figura individuale e ambassador di Milano-Cortina 2026. (di Alice Bellincioni)