Casadei, Marrakech e i 'mondi possibili' della femminilità

La collezione per la spring-summer 2027. Cesare Casadei: "Sono le donne a rendere concrete le possibilità di una scarpa"

Casadei spring-summer 2027
Casadei spring-summer 2027
24 settembre 2026 | 22.11
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Storie, culture, nazioni, continenti, persone, città, natura, architettura: non un viaggio, né una proiezione. Né tantomeno un sogno. La collezione Casadei spring-summer 2027 ha tutte le caratteriste del realismo femminile e nasce da un pensiero che si esercita sui significati dell’accoglienza, del cosmopolitismo e sulla volontà di descrivere un luogo che li raccoglie. Per la primavera-estate, una stagione che è di per sé solare e aperta alla natura, è Marrakech a essere il punto di riferimento di un’immaginazione che si auto-riproduce per accogliere e mettere in mostra molti mondi possibili: la città alle porte del deserto marocchino, l’oasi che si è voluta trasformare in una metropoli culturale aperta alle possibilità, diventa l’ideale contenitore per elaborare la cultura che la sceglie per essere una fucina delle diversità. Così, oggetti strategici in forma di scarpa si impossessano di metafore del potere, della seduzione, dell’eleganza, dell’energia. In estrema sintesi, delle caratteristiche della femminilità. Senza rifugiarsi nei revival della nostalgia quando rielabora suggestioni del passato e con molta partecipazione quando immagina un presente che vuole proporsi come spinta per un futuro.

"Chiunque crea un immaginario percepisce un lampo improvviso che il più delle volte non arriva da un fatto ma da una sensazione. E infatti, non è stata l’estetica di Marrakech a trasformarsi in uno stimolo di ispirazione per questa collezione. A farmi scattare il click creativo, invece, è stato il suo essere un contenitore che accoglie non solo le culture in sé ma i loro dettagli, le loro sfumature e i loro riferimenti - spiega Cesare Casadei, direttore creativo del marchio romagnolo -. Marrakech per me è un luogo che non fagocita la diversità ma le elabora con la sua capacità di attrarle. Viene da questa riflessione l’idea del mosaico: un metodo creativo che tiene insieme piccole parti per comporre grandi opere: lo si vede nella città marocchina, ma lo possiamo osservare anche a Costantinopoli e a Ravenna. Sono partito da queste considerazioni per elaborare forme, volumi e colori di una collezione che raccoglie diversità in forma di scarpe".

Scarpe, spiega, alle quali ha dato i nomi di una principessa etiope, Iman, o quello della prosperità giapponese, Sakura. Oppure Nadja, cioè un’immaginaria donna elegante e inquietante alla Boldini. "Non volevo riferimenti precisi - sottolinea Casadei - ma elementi che potessero convivere in un luogo di incroci che diventa l’ambiente di elezione per le aperture mentali e in cui possono succedere delle cose senza pregiudizi. È in questo luogo ideale che a me è successo di dare concretezza a questa collezione Casadei estiva del 2027". Il titolo ideale di questa spring-summer 2027 potrebbe essere 'Mondi possibili' perché non è la destinazione di un viaggio ma un contenitore di pulsioni creative che arrivano da culture diverse e che si ritrovano a vivere insieme nello stesso posto. Che, in questo caso, è un luogo cangiante in cui trova cittadinanza la passione di On Fire, la scarpa che racconta storie di seduzione, di attenzione e di dettagli.

Ma anche: Nadja, nuova décolleté con i suoi slanci di eleganza inquietante; Blitz, sandalo sinuoso che vuole raccontare un immaginario dark-chic; Connie, sandalo che recupera tecniche orientali sviluppando un fiocco origami. E ancora, il sandalo cappa Sensation che viene destrutturato per raccontare nuove armonie ma viene costruito con una nuova tecnica che mentre segue le curve del tallone riveste la caviglia con la tipica sensualità del modello iconico del marchio. E poi arriva anche Pyramid che riceve il nome da un maxi-nodo a forma conica in pavé di strass e apre la strada a Iman sandalo che si dota di monili cerimoniali, Twiggy che recupera le brillanti sfumature metalliche degli anni Sessanta e Sakura che adorna il sandalo con un obi in raso formato sovrapponendo nastri piegati che si fissano alla banda con un cordoncino a fiocco.

Estetica super raffinata che sconfina fino ai colori delle piatte Caraibi e alle frange di St. Tropez. E infine, in modo non scontato, sul primo sandalo piatto stampato in 3D del marchio: Aura. Sono modelli di scarpe, certo, ma funzionano come simboli di rimandi culturali. Perché alla fine, dice Cesare Casadei, "sono le donne a rendere concrete le possibilità di una scarpa". Innegabile oggetto feticcio femminile, la borsa Casadei segue le strade creative e immaginative percorse dalla collezione delle scarpe. E ne rappresentano la sintesi. Deauville ci porta sulle spiagge del Nord, Superblade Bean definisce il look urbano, Marbella ha l’intreccio mediterraneo, Twiggy ci dà i bagliori metallici in oro o platino, St. Tropez ci riporta sulle spiagge assolate, con le frange e i contrasti in bianco o in nero.

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