Fausto Puglisi porta Roberto Cavalli nella Los Angeles degli eccessi

Il creativo rimette in movimento il Dna del brand tra stampe, denim e un moodboard che attraversa gli anni Novanta e Duemila. "Cavalli può diventare la nuova uniforme della libertà"

Tre look di Roberto Cavalli per la primavera-estate 2027
Tre look di Roberto Cavalli per la primavera-estate 2027
24 settembre 2026 | 21.33
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Los Angeles prima ancora che una città è una vertigine. È il punto di partenza di Fausto Puglisi per la primavera-estate 2027 di Roberto Cavalli, una città fatta di eccessi e contraddizioni, di freeway e tramonti fosforescenti, glamour e inquietudine. Ma soprattutto è una città che nel lavoro del direttore creativo diventa un modo per rimettere in circolo il Dna della maison. E così dentro la collezione entrano il denim, le stampe animali, il patchwork, i cristalli, le piume, le micro-gonne e lo chiffon ma anche le immagini di Courtney Love, Gwen Stefani e Melissa Auf der Maur delle Hole. Le muse musicali di Puglisi fanno capolino nel moodboard che racconta di una costellazione femminile irriverente e libera di mescolare codici diversi. "La collezione nasce dalla volontà di lavorare attorno al Dna di Roberto, traducendolo attraverso la mia sensibilità per il 2027 - racconta Puglisi -.Credo che questo sia un momento estremamente favorevole per il mondo Cavalli: è un periodo in cui si desiderano leggerezza, colore, sensualità e forza, e Cavalli rappresenta tutto questo".

Il titolo della collezione, presentata a Milano davanti a star come Cardi B, è, non a caso, 'House of Prints'. "Roberto Cavalli nasce come stampatore. Cavalli is the house of prints" spiega il direttore creativo. In passerella la stampa torna al centro: giaguaro, zebra, leopardo, tigre, tattoo, razza e fiori psichedelici si sovrappongono e vengono ricomposti. Un accumulo volutamente senza gerarchie. È la stessa logica che governa il denim. Jeans tagliati, distrutti e ricostruiti, arricchiti da ricami, cristalli e applicazioni, fino a ottenere un effetto fotografico tridimensionale. "Abbiamo lavorato molto sul denim, interpretandolo come una forma di decorativismo tipicamente italiano - dice Puglisi -. Il jeans di Roberto Cavalli nasce dall’incontro tra la California degli hippie e la Brigitte Bardot di Saint-Tropez. In questa collezione incontra invece nuove tecnologie".

Il risultato gioca sulla percezione: quello che sembra un tessuto jacquard può essere una stampa fotografica, il ricamo interviene sull’immagine, il tulle stampato viene tagliato e riassemblato. "L’effetto fotografico è talmente realistico da rendere difficile distinguere se si tratti di un vero jacquard o di una sua stampa" spiega ancora il creativo. È un altro dei cortocircuiti della collezione, che mette insieme Firenze e California, Rinascimento e cultura hippie, artigianato e tecnologia. Puglisi parte anche da Antonello da Messina e dal furto del dipinto avvenuto il 15 agosto. scorso: "Sono partito quasi da un tributo ad Antonello da Messina, che è della mia città - racconta -. Questo episodio mi ha fatto immediatamente pensare a uno dei grandi deliri creativi di Roberto: quel patchwork rinascimentale, molto fiorentino ma anche molto hippie e molto californiano".

Da qui nasce una stampa alla quale Puglisi è particolarmente legato, accompagnata anche da gioielli ispirati al Bambino Gesù della Vergine di Antonello, con corallo e perle scaramazze. E insieme a questi riferimenti arriva anche la letteratura. Los Angeles torna attraverso Bret Easton Ellis, autore che ha raccontato la città nella sua dimensione più algida e straniante. E il suo nome è tornato al centro dell’immaginario pop anche in questi mesi con 'The Shards', serie ispirata al suo romanzo 'Le Schegge', che ha riportato sul piccolo schermo quell’universo fatto di desiderio e ossessione. Anche la silhouette lavora per contrasti. Il corto e il cortissimo delle micro-skirt contro jeans che coprono completamente le gambe; capi stretch quasi sportivi accanto a chiffon, satin e lingerie. "Le proporzioni riflettono questa idea con gonne micro - osserva Puglisi -. Credo sia il momento di mostrare le gambe oppure di coprirle totalmente attraverso i jeans, altro elemento che appartiene al Dna del marchio".

L’eco dei primi anni Duemila è evidente, ma anche qui Puglisi evita il revival. "Proprio pochi giorni fa ho rivisto un promo di 'Sex and the City' del 1999 o del 2000 in cui tutte le protagoniste, oltre a Sarah Jessica Parker, indossavano Cavalli con questo mix di stampe e colori". Quella, osserva, "era una sorta di uniforme newyorkese". E il progetto per il 2027 è trasformare quella libertà in una nuova possibilità: "Mi piace l’idea che Cavalli possa diventare la nuova uniforme della libertà, dell’audacia, della forza e della sensualità". Per questo la collezione è costruita anche attraverso separates ed essentials. Una camicia può cambiare completamente carattere a seconda di ciò che le viene accostato. "Tutto è pensato per essere molto facile da indossare - sottolinea Puglisi -.Mi piace l’idea di lasciare alle donne, che ovviamente non hanno bisogno di nessuno stilista, la libertà di vestirsi come desiderano".

Tra i look chiave, la camicia oversize in satin di seta stampato giaguaro e zebra, la micro-skirt in denim con stampa fotografica, patchwork floreale, ricami di cristalli e piume. E poi la Dea bag, reinterpretata come minaudière in metallo oro, il sabot platform in cavallino zebra, la catena con ciondolo martellato che nasconde uno specchio. Il corpo resta il centro di tutto: coperto poco, esposto tantissimo, come il filo del perizoma che fa capolino dai jeans a vita bassa o dalla gonna stampata. E il giaguaro nel finale della collezione è quasi una firma. "Richiama un altro elemento fondamentale del Dna di Roberto. È un universo che mescola sensazioni diverse" precisa Puglisi. E anche universi diversi. Un 'caos' apparente che è in realtà il metodo con cui Roberto Cavalli vuole tornare a parlare al presente. (di Federica Mochi)

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