Fila Milano racconta la città che corre nella visione di Alistair Carr

La collezione propone un guardaroba versatile, tra piccoli cappotti, giacche-camicia, bomber, piumini e parka

Tre look della sfilata Fila Milano
Tre look della sfilata Fila Milano
01 marzo 2026 | 14.55
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Milano come flusso continuo di persone e storie che si intrecciano senza fermarsi. È da questo paesaggio urbano in perenne trasformazione che nasce Fila Milano, nuova espressione contemporanea di Fila, pensata per un pubblico che vive la città oltre i confini dello sport. Un progetto immaginato dal direttore creativo Alistair Carr, che prende forma come un racconto culturale della metropoli: un luogo astratto e universale, con un’impronta italiana. La collezione si muove lungo i diversi momenti della giornata urbana: persone che vanno e vengono e generazioni che si mescolano. Uno spaccato di esistenza metropolitana, dove le vite si sfiorano senza incontrarsi davvero, per poi forse ritrovarsi ancora.

Nel riaffermare le origini italiane del marchio, nato nel 1911 come fabbrica di tessuti, poi evoluto nell’intimo e infine protagonista dell’abbigliamento sportivo, Carr resta fedele allo spirito Fila, ampliandone i confini. La collezione propone un guardaroba versatile, adatto a occasioni e personalità diverse. In passerella si alternano piccoli cappotti, giacche-camicia, bomber, piumini, parka, blouson, maglioni, camicie, polo, gonne a pieghe, pantaloni e abiti. Ogni look è completato da sneaker basse e scarpe da corsa o da ciclismo, pensate per le accelerazioni cittadine. L’estetica è audace ma composta, con un color blocking deciso, radicato nella sensibilità visiva del brand.

Il legame con lo sport resta centrale: tasselli in nylon nei punti strategici, lane sartoriali impermeabilizzate, zip senza nastro. Dettagli tecnici che migliorano la funzionalità senza compromettere l’eleganza. Nella logica di ‘sfumare i confini’, anche i materiali vengono sovvertiti: rete e nylon si trasformano talvolta in pelle, mentre l’iconico velour Fila viene reinterpretato in maglia fatta a mano. In palette la sobrietà di blu, nero, verde kaki, grigio, crema e cammello è accesa da tocchi di rosso e blu elettrico. (di Federica Mochi)

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