Un nuovo tassello si aggiunge al partenariato tra Italia e Stati Uniti sulle materie prime strategiche. A New York il Ministro degli Affari esteri Antonio Tajani e il Segretario di Stato americano Marco Rubio hanno firmato il memorandum d'intesa nel settore dei minerali critici. L'accordo istituisce un gruppo di lavoro tecnico bilaterale, con il compito di tradurre l'intesa in interventi concreti e di rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento. La partnership punta, inoltre, a favorire lo scambio di informazioni e competenze e a mobilitare risorse pubbliche e private per investimenti nei comparti dell'estrazione, della lavorazione e del riciclo, ambiti in cui l'Italia vanta competenze significative. Un altro tema centrale è quello dei prezzi: l'obiettivo è coinvolgere organismi internazionali per sviluppare meccanismi di determinazione più equi e trasparenti. L'iniziativa si inserisce nel quadro più ampio della cooperazione promossa dal G7 e si affianca ai recenti impegni assunti dall'Italia nell'ambito dell'iniziativa americana Forge e di Pax Silica. Il memorandum, complementare all'accordo Ue-Usa firmato ad aprile, consolida il coordinamento transatlantico su una filiera sempre più rilevante per la sicurezza economica e tecnologica.
Da un punto di vista strategico, l'accordo risponde fondamentalmente a quattro obiettivi. Il primo è ridurre la dipendenza dalla Cina. L'intesa mira, infatti, a ridimensionare la posizione quasi monopolistica di Pechino, soprattutto nella lavorazione e raffinazione di terre rare e materie prime critiche (come litio, cobalto e germanio), fondamentali per la transizione energetica e digitale.
Il secondo è rendere più sicura la filiera dell'intelligenza artificiale, individuando i partner affidabili per l'estrazione delle materie prime, la produzione di semiconduttori e lo sviluppo di data center e infrastrutture cloud. Il terzo, sul piano nazionale, è valorizzare la manifattura italiana: gli Stati Uniti intendono sfruttare le capacità industriali dell'Italia nella lavorazione avanzata e nel riciclo dei materiali strategici. Il quarto è attrarre capitali e stabilizzare i prezzi. L'accordo punta a mobilitare investimenti pubblici e privati e a favorire la definizione di prezzi più equi e trasparenti sul mercato delle materie prime.