"Servo", "pavido", "gay fascista": insulti e minacce social a Diaco dopo l'endorsement per il 'Sì' al referendum

Il conduttore Rai destinatario di una campagna di odio verbale dopo le dichiarazioni nell'intervista all'Adnkronos

Pierluigi Diaco - Fotogramma
Pierluigi Diaco - Fotogramma
19 marzo 2026 | 19.31
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“Servo”, “coglione”, "leccaculo”, “sempre stato una merda”, “ridicolo”, “imbarazzante”, “pavido”, “sei solo un aiutante dei corrotti, corruttori e malavitosi”, “prendilo nel c..”, “I gay fascisti come lui andrebbero…”. Il conduttore Rai Pierluigi Diaco è da ieri destinatario di una campagna di odio verbale, condito da velate minacce, dopo la dichiarazione che ha rilasciato in esclusiva all’Adnkronos.

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L’odio social è testimoniato anche dalla centinaia di messaggi violenti comparsi a commento della sua dichiarazione nei post pubblicati sui canali dell’agenzia. Contattato dall’Adnkronos, Diaco sottolinea: “Non commento i social. Che dicano quello che vogliono. Io ho detto pubblicamente la mia con educazione”.

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