Il figlio dell'ex presidente del Consiglio e leader del Psi: "La crisi dell''85 fu una difesa della sovranità e del diritto internazionale, oggi è una cosa diversa, non un incidente diplomatico"
"I rapporti allora tra Italia e Usa furono tesi e si raffreddarono per più di un mese. Il governo italiano dovette persino dimettersi. Ora mi pare che il bisticcio sia durato qualche ora...". Bobo Craxi ricorda quei giorni della crisi di Sigonella che videro protagonista il padre Bettino, leader del Psi, allora presidente del Consiglio, quando l'Italia si oppose agli Stati Uniti. Correva il 10 ottobre 1985 i rapporti tra i due storici alleati rischiarono di rompersi. Al centro della vicenda i quattro dirottatori palestinesi della nave Achille Lauro, l'omicidio a bordo di un ebreo americano e il ruolo del loro capo, Abu Abbas.
Lei aveva 21 anni, cosa le è rimasto impresso nella memoria di quei momenti? "Mio padre - risponde all'Adnkronos - aveva dalla sua le leggi internazionali e sentiva che la stragrande maggioranza degli italiani ne aveva approvato la condotta".
Bobo Craxi si sofferma sull'episodio di oggi: "Sigonella fu la difesa della sovranità nazionale e del diritto internazionale. Questo è una cosa diversa, non è un incidente diplomatico, ma un atto assolutamente legittimo di non coinvolgimento del nostro Paese in un conflitto che tutti quanti consideriamo sbagliato".