Epis (Statale Milano): "Dopo un inverno mite tante zanzare e in anticipo, favorite dal meteo"

L'analisi della parassitologa: "La stagione estiva 2026 si preannuncia intensa e luglio sarà decisivo per capire come evolve. Desta attenzione l'alto numero di casi importati di Dengue".

Attività di campionamento larve di zanzara in raccolte d'acqua - (foto Sara Epis - a destra - università Statale di Milano)
Attività di campionamento larve di zanzara in raccolte d'acqua - (foto Sara Epis - a destra - università Statale di Milano)
22 giugno 2026 | 17.26
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Chi in queste settimane ha avuto modo di trascorrere serate all'aperto, per esempio nei parchi soprattutto del Nord Italia, ha potuto sperimentarlo 'sulla propria pelle': le zanzare sono già in azione e hanno cominciato a farsi sentire in anticipo rispetto alle attese. E, più che il caldo rovente di questi giorni, a favorirle è stato l'inverno mite di quest'anno. A fare il punto su cosa ci aspetta nell'estate 2026 è Sara Epis, professore associato di parassitologia all'università degli Studi di Milano e nel direttivo della Società italiana di parassitologia. "Quando è estremamente caldo e molto secco, l'andamento delle zanzare è abbastanza eterogeneo e dipende molto dalle aree - spiega l'esperta all'Adnkronos Salute - Ed è vero che adesso è molto caldo, ma abbiamo avuto nelle ultime settimane condizioni di umidità e piogge, un'alternanza di pioggia e caldo. Quindi quest'anno, da quello che possiamo vedere ad oggi, potrebbe essere un anno favorevole alle zanzare. Principalmente perché abbiamo avuto un inverno che è stato relativamente mite, non ha fatto un gran freddo, e questo in molte zone d'Italia ha aiutato la sopravvivenza delle uova della zanzara tigre, per esempio. Poi abbiamo avuto una primavera precoce e con temperature elevate, che hanno anche anticipato la schiusa delle uova e di conseguenza l'attività delle zanzare tigre. Tant'è che abbiamo cominciato a vederle già in primavera, in mesi come marzo o aprile, quindi molto molto presto" rispetto alla norma. Adesso, poi, "questo alternarsi di caldo e di piogge fa sì che possano esserci numerosi focolai larvali, sia urbani che periurbani".

In quale parte d'Italia in particolare soffriremo di più a causa di ronzii molesti che disturbano il sonno nelle case o rovinano tramonti all'aria aperta? "Come sempre - evidenzia Epis - le regioni in cui si registra una maggior presenza di zanzare in questo momento sono al Centro-Nord: la Lombardia, l'Emilia Romagna, il Veneto, dove per fortuna sono già stati avviati tutti i piani di sorveglianza e di trattamento. Però, tendenzialmente, l'area della Pianura Padana è sempre quella maggiormente attiva dal punto di vista entomologico". Quindi di zanzare ce ne sono parecchie e hanno iniziato presto la loro attività. "Poi in realtà" questa circolazione in atto "non coincide subito con una casistica legata a virus trasmessi da zanzare. Per quello è ancora presto, e infatti l'Istituto superiore di sanità (Iss) non riporta ad oggi casi autoctoni".

C'è però un elemento che può essere considerato un po' allarmante, avverte Epis: "Quest'anno abbiamo avuto tanti casi confermati di Dengue e di Chikungunya di importazione". Secondo la dashboard dell'Iss sulle arbovirosi, la situazione epidemiologica aggiornata al 9 giugno 2026 riporta già 155 casi confermati di Dengue tutti associati a viaggi all'estero (77% con luogo di esposizione Maldive), e nessun decesso. In tutto il 2025 erano stati 223. E ci sono poi 13 casi confermati di Chikungunya, anch'essi associati a viaggi all'estero (77% casi con luogo di esposizione Seychelles) e nessun decesso. "In particolare, dunque, abbiamo già avuto tanti casi importati di Dengue, che si sono verificati soprattutto nel periodo da gennaio a marzo, legati a viaggi internazionali e a persone rientrate con il virus. In quei mesi le zanzare ancora non circolavano e quindi per fortuna non abbiamo avuto un seguito di casi autoctoni. Ma il fatto che entrino nel Paese sempre più casi di persone infettate in Paesi dove questi virus sono endemici o altamente endemici, è un po' preoccupante", perché ora, con le zanzare in circolazione, il rischio che si possa innescare un focolaio locale aumenta. Ed essendo tempo di ferie "ci saranno persone che vanno in vacanza in queste aree, soprattutto nel Sud America e nel Sud-Est asiatico" dove il virus è presente, "ed è un fattore di rischio". Chi viaggia verso aree endemiche, suggerisce l'esperta, "deve partire informato, utilizzare i repellenti realmente efficaci e tutte le misure di protezione del caso. Per Dengue e per Chikungunya esistono anche vaccini che funzionano molto bene".

In Italia, intanto, il quadro vede le zanzare tigre "già attive": le femmine dell'Aedes albopictus sono 'agguerrite' e pronte a pungere generalmente nelle ore diurne, preferibilmente all'aperto, ma non disdegnano di farlo anche all'interno delle case, e talvolta anche dopo il tramonto in presenza di luce artificiale, si segnala sul portale Epicentro dell'Iss. Con le loro caratteristiche bande trasversali bianche su un corpo nero e sulle zampe, sono ormai una vecchia conoscenza degli italiani, essendo presenti stabilmente nel nostro Paese ormai da oltre 30 anni. Ma non sono le sole. In agguato abbiamo anche le classiche zanzare notturne, "le nostre Culex", illustra Epis. La zanzara comune Culex pipiens è "il vettore del virus West Nile". In Italia "il West Nile è ormai una presenza stabile, ma i casi umani tendono a comparire sempre a fine estate. Questo accade perché il virus deve prima circolare e amplificarsi tra uccelli e zanzare, raggiungendo il picco di trasmissione solo dopo alcune settimane. Le zanzare Culex probabilmente avranno un picco a luglio e agosto, quando il clima sarà caldo, le precipitazioni intermittenti", e queste condizioni meteo "favoriranno la loro presenza". Luglio è un mese decisivo, assicura Epis: "Se sarà molto caldo e molto secco, la speranza è di averne meno". In ogni caso, al momento "sembra essere un anno favorevole alla presenza delle zanzare, proprio perché l'inverno non è stato freddo e le condizioni climatiche registrate finora hanno aiutato" questi insetti ronzanti. "Inverno mite e primavera precoce con temperature elevate" rappresentano una sequenza che "sicuramente ha favorito la presenza delle zanzare". Sul fronte della prevenzione, la docente di parassitologia ricorda il ruolo fondamentale dei cittadini. Perché se da un lato ogni anno vengono fatti i trattamenti comunali, "nelle abitazioni private è importante cercare di limitare i siti larvali, cioè i ristagni di acqua, i secchi sui terrazzi. Un problema sono i giardini e gli orti. E sarebbe utile trattare ogni specchio d'acqua che noi abbiamo con prodotti ecosostenibili e rispettosi per l'ambiente, come il Bacillus thuringiensis che ha un effetto larvicida. Tra le soluzioni più innovative ci sono prodotti liquidi a base di silicone, sicuri per l'ambiente e capaci di agire per diverse settimane. Applicati nelle piccole raccolte d'acqua, formano una sottile pellicola che soffoca le larve di zanzara, impedendone lo sviluppo. Sono prodotti facilmente reperibili e semplici da utilizzare anche in ambito domestico", conclude Epis.

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